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UNIFICAZIONE NAZIONALE TEDESCA

Nel 1815 al Congresso di Vienna la Germania era stata suddivisa in 39 Stati riuniti in una confederazione presieduta dall'imperatore d’Austria. Ogni Stato era molto diverso dagli altri, c’erano vasti Stati come il Regno di Prussia con capitale Berlino, il Regno di Baviera con capitale Monaco e la stessa Austria con capitale Vienna, ma vi erano anche Stati di piccole o medie dimensioni. Ogni Stato inoltre conservava leggi e Istituzioni governative e amministrative che sovente differivano da quelle degli altri Stati.
L’esigenza di un’unificazione degli Stati tedeschi fu resa pressante dallo sviluppo industriale che, tra il 1850 e il 1870, fece della Germania un Paese economicamente sviluppato. Aumentò il numero delle banche, le linee ferroviarie si svilupparono in modo sorprendente e le industrie metallurgiche e meccaniche conobbero uno straordinario incremento. Fu la borghesia tedesca a volere l’unificazione politica della Germania con lo scopo di abbattere le barriere doganali e i confini tra i vari Stati tedeschi per poter liberamente commerciare e poter fare della Germania un unico grande mercato nazionale. La Costituzione del Regno di Prussia, elaborata nel 1850, affidava il potere legislativo a un Parlamento bicamerale formato da una Camera dei Signori (nobili, in parte nominati dal re in parte per diritto ereditario) e dalla Camera dei Deputati eletta a suffragio universale maschile. Il potere esecutivo era affidato al governo; il Primo Ministro(Cancelliere) e capo del Governo era nominato dal re che, d’accordo con il Cancelliere, nominava i ministri componenti il governo. Nel 1862 il re prussiano Guglielmo I Hohenzollern nominò cancelliere Ottone von Bismarck appartenente a un’antica e nobile famiglia di proprietari terrieri e già ambasciatore prussiano in Russia e in Francia. Bismarck, entrato nella storia come il “Cancelliere di ferro” per i suoi metodi decisi, fu l’artefice dell’unificazione tedesca. Due potenze internazionali si opponevano al progetto d'unificazione: l’Austria governata dagli Asburgo da sempre rivali degli Hohenzollern prussiani era decisa a non perdere la supremazia sugli Stati tedeschi riuniti nella Confederazione germanica e la Francia preferiva avere sul confine orientale una Germania divisa in tanti Stati piuttosto che una Germania unita e forte economicamente e militarmente.

Per arrivare all’unificazione tedesca, la Prussia dovette affrontare militarmente l’Austria dal giugno 1866 nell’agosto 1866. Dopo aver stretto un’alleanza con l’Italia in modo da impegnare l’Impero austriaco su due fronti, Bismarck dichiarò guerra all’Austria. Non lontano da Praga, a Sadowa, il 3 luglio 1866 avvenne lo scontro principale vinto dai prussiani. La guerra per gli austriaci era perduta nonostante le vittorie sugli italiani a Custoza e a Lissa. Il 23 agosto 1866 fu stipulato a Praga il trattato di pace tra Austria e Prussia. La Germania venne divisa in due zone: la zona del nord controllata dalla Prussia e la zona del sud unita a quella del nord da un’unione doganale e da un’alleanza militare, ma indipendente dalla Prussia. Baviera, Baden e Wurtenberg rimanevano indipendenti. Ora era la Prussia e non più l’Austria a dominare gli Stati tedeschi. Napoleone III aveva imposto che la zona del sud rimanesse indipendente, non volendo la formazione di un forte Stato unificato sul confine orientale e preferì la guerra sperando di far fallire il progetto di Bismarck di unificare la Germania.
Napoleone III confidava che gli Stati del sud, come la Baviera, il Baden e il Wurtenberg, preoccupati dall’espansionismo prussiano, si schierassero a fianco della Francia. In realtà questi Stati appoggiarono la Prussia in nome della comune patria tedesca. Il 19 luglio 1870 Napoleone III dichiarò guerra alla Prussia. Il conflitto fu rapido, perché la superiorità dell’esercito prussiano si rivelò schiacciante. La battaglia decisiva avvenne a Sedan il 2 settembre 1870. L’esercito francese fu annientato e Napoleone III fu fatto prigioniero. Il 4 settembre 1870 Parigi insorse e proclamò la Repubblica. Il governo repubblicano tentò di continuare la guerra contro la Prussia, ma nel gennaio 1871 dovette arrendersi e firmare la pace a Francoforte. Il 18 gennaio 1871 Guglielmo I venne incoronato Imperatore (Kaiser) di Germania. Nasceva così il II Reich.

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