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L'Italia unita


1814 Il Congresso di Vienna da un nuovo assetto geopolitico all’Europa dopo la sconfitta di Napoleone. L’Italia viene affidata all’Austria (Lombardo- veneto)
L’Italia è divisa in:
• Regno di Sardegna composto da Sardegna, Piemonte, Liguria
• Regno Lombardo-Veneto
• Gran ducato di Modena e di Toscana
• Stato pontificio composto da Lazio, Marche, Umbria ed Emilia Romagna
• Regno delle 2 Sicilie sotto i Borboni ( tutta l’Italia meridionale)
L’Italia è caratterizzata dai moti del 1820-1821 e del 1830 la cui causa ottenere dai sovrani, delle costituzioni, ovvero regimi liberali (potere del sovrano limitato e più libertà ai cittadini). E inoltre dai moti del 1848 la cui causa non è solo quella di ottenere delle costituzioni come i primi moti, ma anche quello di ottenere dei risultati in ambito politico.

Conseguenze nel Regno delle due Sicilie, nello Stato Pontificio, nel Ducato di Toscana e in Piemonte vengono concesse delle costituzioni. La più importante che rimane in vigore fino al 1° gennaio del 1948 è lo Statuto Albertino.
Lo statuto Albertino causa l’avvicinamento di molti liberali in Piemonte e il loro ingresso in parlamento. È una carta costituzionale concessa dal sovrano dove la sovranità non appartiene al popolo ma al sovrano. Crea una monarchia costituzionale e prevede che:
• Il potere esecutivo sia affidato al sovrano il quale nomina i ministri che possono essere da lui rievocati e devono godere della fiducia del re e non del parlamento.
• Il sovrano ha anche in mano la politica estera.
• Il parlamento è bicamerale:
Senato del regno: senatori nominati a vita e revocabili solo dal sovrano
Camera dei deputati; deputati eletti a suffragio ristretto tra una minoranza del popolo su base censitaria formata solo dal 2% degli aventi il diritto.

Come si ottiene l’unificazione italiana?

5 tappe:
1) Seconda guerra d’indipendenza (annettere la Lombardia al Regno di Sardegna)
2) Spedizione dei Mille (annettere l’Umbria, le Marche e il Regno delle Due Sicilie)
3) Terza guerra d’indipendenza (annettere il Veneto)
4) Guerra franco-prussiana (annettere Lazio e Roma)
5) Prima guerra mondiale (annettere il Trentino e la Venezia Giulia)

Carlo Alberto e i Savoia dichiararono guerra nel 1848 e nel 1849 all’Austria e questo fa ottenere il consenso di molti patrioti e mazziniani come Giuseppe Garibaldi i quali vedono in loro l’unica possibilità per ottenere l’unificazione italiana. Molte opinioni di Mazzini erano andate perse e per questo si avvicina al pensiero di Carlo Alberto. Mazzini (principale sostenitore dei Savoia) voleva un‘Italia unita e repubblicana. Il fallimento dei moti rivoluzionari, porta Garibaldi ad entrare nella società nazionale che mirava all’unificazione italiana sotto lo scettro sabaudo.

L’unificazione è resa poi possibile grazie a Cavour il quale parlamentarizza lo statuto albertino. Parlamentarizzare vuol dire che il sovrano deve accettare un primo ministro che ha il sostegno parlamentare.
Cavour è un liberale-moderato che abbandona presto l’esercito piemontese per dedicarsi al suo impegno politico. La sua prima esperienza politica è come ministro dell’agricoltura e del commercio e poi come ministro delle finanze nel governo di d’Azeglio.

• È ammiratore del sistema politico inglese infatti si impegna per modernizzare il regno di Sardegna attraverso lo sviluppo agricolo, industriale(meccanico) e le rete ferroviarie piemontesi importanti per il progresso economico.
• È laico e crede nel concetto di “libero stato in libera chiesa”
• È a favore dell’abolizione dei privilegi ecclesiastici, ovvero le leggi Siccardi che aboliscono il foro ecclesiastico, il diritto d’asilo e la manomorta (beni della chiesa che vengono resi inalienabili ovvero non vendibili)

• Sostiene l’abolizione di alcuni ordini religiosi che non hanno alcuna finalità sociale (ordini contemplativi)
• Supera una forte opposizione per far approvare nuove leggi
• 1852 in seguito ad un accordo con Rattazzi, assume la guida del Piemonte grazie al connubio.
Il connubio rende possibile l’alleanza parlamentare all’interno della camera tra i liberali moderati di Cavour e la sinistra moderata di Rattazzi (alleanza che voleva isolare la sinistra democratica e la destra conservatrice).
Si forma dunque una solida maggioranza interna che rende possibile la parlamentarizzazione dello statuto albertino.
Con Cavour si passa dunque da una monarchia costituzionale monarchia parlamentare
Cavour riesce ad ottenere anche il consenso delle maggiori potenze a quel tempo quali Francia e Inghilterra affinché i Savoia possano procedere verso l’unificazione della penisola sotto la loro corona. Ciò viene reso possibile grazie alla partecipazione di migliaia di soldati piemontesi nella Battaglia di Crimea combattuta tra Francia-Inghilterra contro la Russia che avendo sconfitto la Turchia avanzava verso il mediterraneo. Esse combatterono quindi contro espansionismo russo ma non riuscendo chiesero aiuto al Piemonte. Cavour sapendo di non ottenere nulla in cambio, mandò comunque sostegno alla Francia e all’Inghilterra. Ottiene però dei vantaggi nel 1859 con un accordo firmato (patti di Plombières) con la Francia di Napoleone III nel quale si prometteva l’intervento francese accanto al Piemonte nel momento in cui l’Austria avesse attaccato il Piemonte. In caso di vittoria:
• Nel Nord Italia si costituirà il Regno Sabaudo.
• Nell’Italia centrale si costituirà un regno affidato ad a Girolamo Bonaparte cugino dell’imperatore.
• Nell’Italia meridionale si costituirà un regno affidato ad al figlio di Gioacchino Murat.
• Il papa avrebbe conservato Roma e il Lazio
• In cambio dell’intervento francese, la città di Nizza e Savoia diventeranno francesi.
Napoleone contava quindi sull’appoggio dei cattolici francesi per ottenere il potere temporale del pontificio. Roma non doveva essere capitale d’Italia però lo stato pontificio non poteva essere attaccato. Il papa era sovrano dello stato pontificio= teocrazia

Seconda guerra d’indipendenza

Cavour mette in atto una serie di provocazioni in modo che l’Austria attacchi il Piemonte. Innanzitutto mette le truppe lungo il Ticino e consente a Garibaldi di inviarli molti volontari. L’Austria chiede al Piemonte di togliere le truppe ma riceve risconti negativi. Attacca quindi il Piemonte che riceve però l’aiuto dalla Francia. L’esercito franco-piemontese vince a Magenta, Solferino e San Martino. Battaglie che da un lato risultano positive e dall’altro negative perché causano numerosi morti.
Nel 1859 I Ducati di Modena, Toscana e le Legazioni (piccoli stati del pontificio) scacciano i sovrani e chiedono l’annessione al Piemonte.  Va contro i patti di Plombières
Il sovrano francese (Napoleone III) però non accetta e raggiunge infatti un accordo segreto con l’Austria per sospendere la guerra e firmano cioè l’armistizio di Villafranca.  Cessione della Lombardia (no MANTOVA) alla Francia, successivamente girata al Piemonte e conferma il controllo dell’Austria sul Veneto. Cavour non accetta questa situazione e si toglie dal governo, ma torna dopo poco e raggiunge un accordo con Napoleone III per la situazione della Francia centrale.
Nel 1860 con dei plebisciti le popolazioni dei Ducati e delle Legazioni devono scegliere se annettersi o no al Piemonte.
Riscontro positivo: il ducato di Modena, di toscana e le legazioni vengono ammesse al Piemonte. La Francia ottiene quindi le città di Nizza e Savoia.

Spedizione dei Mille

In Sicilia scoppia però una rivolta che destabilizza il potere dei Borboni. Il sovrano di Napoli perde il controllo della Sicilia.
Garibaldi partendo da Quarto organizza la spedizione dei 1000 per scacciare i Borboni dall’Italia meridionale. (Il governo piemontese sostiene la spedizione anche se non partecipa attivamente.) Sbarcati a Marsala, Garibaldi avrà la meglio a livello militare grazie all’aiuto dei contadini armati che consentono la conquista dell’isole in poche mesi. Essi vengono spronati da alcune promesse fatte da Garibaldi:
• Abolizione della tassa sul grano macinato (la tassa veniva pagata da chi comprava il pane)
• Divisione delle terre dello Stato.
Colpiti da queste promesse i picciotti si uniscono a Garibaldi che si vede però costretto a scegliere tra gli interessi dei contadini che si erano appropriati delle terre demaniali e quelli dei grandi proprietari terrieri che avranno la meglio.
Episodio di Bronte: con una dura repressione i contadini si impossessano delle terre quindi Garibaldi manda Nino Bixio per reprimere questa situazione ed egli è costretto a condannare e giustiziare i ribelli.
La Calabria viene così unita al Regno di Sardegna
Intanto in Sicilia il governo era stato affidato a Francesco Crispi (repubblicano garibaldino). Il sovrano di Napoli è costretto a rifugiarsi nello Stato Pontificio, e Garibaldi ottiene perciò il Regno di Napoli.
L’Italia è quindi cosi divisa:
A nord il Regno di Sardegna viene inglobato con Lombardia e una parte dell’Italia centrale che ha come forma di governo una monarchia sabauda.
A sud viene formato uno stato democratico repubblicano secondo le idee di Mazzini.
Garibaldi punta ad annettere anche Umbria e Marche. Cavour considera questa un operazione pericolosa perché la Francia è protettrice dello Stato Pontificio e quindi li attaccherebbero. Cavour ottiene il consenso da Napoleone III e dall’Inghilterra, manda Vittorio Emanuele in Sicilia per fermare l’espansione di Garibaldi. Il pontefice non accetta ma Napoleone dà comunque il consenso. Garibaldi si trova costretto a scegliere se continuare l’espansione oppure cedere i territori.
Opta infine per la cessione e si ritrova a firmare un accordo con il quale accettava di formare uno stato monarchico utile all’unificazione dell’Italia. Incontro a Teano tra Vittorio Emanuele e Garibaldi.
17 marzo 1861: unificazione italiana
Torino diventa la capitale e Vittorio Emanuele II sovrano.  Stato accentrato simile a quello francese. Lo stato è diviso in 59 provincie governate dai prefetti, a loro volta divise in comuni governati dai sindaci, entrambi di nomina regia. Tutte le legislazioni compreso lo Statuto Albertino vengono estese in tutta Italia.

Al nuovo regno mancano però Veneto, Lazio e Roma. L’Inghilterra che prima aveva accettato l’annessione dei plebisciti e aveva aiutato le truppe ad arrivare a Marsala ora appoggia anche questa situazione. Per completare però l’unificazione mancano 3 tappe fondamentali:

Terza Guerra d'indipendenza – Nascita della Nazione tedesca

3 tappe per arrivare all’unificazione tedesca:
• Guerra tra Austria e Prussia contro la Danimarca, vittoria Austro-prussiana
• Guerra tra Prussia e Austria per allontanare l’Austria, vittoria prussiana
• Guerra tra Prussia e Francia che non avrebbe permesso tutto ciò in quanto voleva l’egemonia dell’Europa. •
• Vittoria della Prussia: Lazio e Roma al Regno d’Italia.

In Germania tra il 1848 e il 1849 la Costituzione e la nazione furono due problemi da affrontare. C’è che voleva una nazione nuova nella quale facesse anche parte l’Austria, ed altri volevano escluderla. Inizialmente aveva vinto la proposta della “piccola Germania”, senza l’Austria.
Nel 1861 salì al trono di Prussia Guglielmo, un sovrano che non esitò a scontrarsi con i parlamentari, pur di accrescere le spese dell’esercito. Dal 1862 a fiancheggiare al governo c’è Otto Von Bismark, esponente dell’aristocrazia conservatrice e antiliberale. Essi condussero negli anni sessanta un importante politica estera. Infatti Austria e Prussia nel 1864 dichiarano guerra alla Danimarca per ottenere i ducati dello Schleswig e dello Holstein. Vinta la guerra, Bismark stipula un’alleanza con l’Italia che prevedeva l’attacco all’Austria.
1866 Terza guerra d’Indipendenza Italia alleata alla Prussia configge l’Austria e riesce ad annettere il Veneto.
Bismark nella guerra contro l’Austria chiede aiuto al Piemonte che viene sconfitto a Costozza e Lizza. Con la vittoria della Prussia, il veneto viene annesso al Piemonte, mentre il Lazio verrà annesso successivamente. L’Austria ne esce drasticamente indebolita.

Guerra franco-prussiana

Nel 1862 e nel 1867 il governo italiano riprova una nuova spedizione dei 1000 per ottenere il Lazio chiedendo a Garibaldi di occupare Roma. In seguito alla proteste francesi l’Italia è costretta a fermare l’avanzata di Garibaldi. Scontro militare ad Aspromonte tra l’esercito italiano e quello garibaldino. Nel 1867 Garibaldi ritenta invano ma questa volta viene fermato direttamente dalle truppe francesi.
La Francia non riesce però a proteggere lo Stato Pontifico perché viene sconfitta dalla Prussia L’Italia occupa Roma (20 settembre 1870)
Nel 1870 la Prussia dichiara guerra alla Francia di Napoleone III, l’ultima potenza da sconfiggere per realizzare la completa unificazione della Germania. Infatti la Francia aveva come obiettivo quello di imporre la propria egemonia in tutta l’Europa. Dichiarando guerra alla Francia, Bismark aveva intenzione di sottargli la Lorena e l’Alsazia, due ricchi bacini carboniferi. Questa guerra franco-prussiana si trasformò in guerra per l’unificazione della Germania sotto lo scettro Prussiano. A settembre la Francia viene sconfitta a Sedan. Al pontefice viene quindi a mancare la protezione francese. L’unificazione tedesca avutasi con la sconfitta della Francia permette quindi l’annessione al Regno d’Italia di Lazio e Roma.
1871 Guglielmo I annuncia la nascita della nuova Germania, il cui progetto prevedeva che il re di Prussia assumesse il nome di Kaiser di un Reich federale formato da 25 stati. Ciascuno aveva un proprio sovrano, ma subordinato ad un unitario governo centrale del cancelliere Bismark.
1871: Roma diventa capitale d’Italia

Si apre la “questione romana” che si risolverà in modo completo nel 1929 con il concordato tra stato e chiesa cattolica firmato da Benito Mussolini per l’Italia e dal Cardinal Gasparri per la chiesa. Per questione romana si intende che il Pontefice Pio IX non accetta la situazione (presa di Roma) e scomunica quindi i governanti piemontesi e si rivolge ai cattolici con il “no expedit”. (non opportuno) Non è opportuno che i cattolici partecipino alla vita politica né come eletti né come elettori. Questo perché il pontefice non riconosce il nuovo stato italiano; riduce perciò il numero degli elettori.
Bisognava dare però delle garanzie al pontefice e dargli la possibilità di comunicare con i fedeli. Il nuovo stato approva quindi le leggi delle guarentigie (approvate solo dal governo e non dal papa) con le quali si crea una frattura tra i cattolici e il governo.
Questo causa un’ulteriore debolezza per lo stato. Le leggi delle Guarentigie riconoscevano la sovranità al pontefice nei territori del Vaticano, del Laterano e di Castel Gandolfo.

L’Italia dopo l’unificazione: i governi della destra e sinistra storica

1) Al momento dell’unificazione per il primo quindicennio, dal 1861 al 1876, governa la destra storica (monarchia moderata) che deve affrontare diversi problemi. Un’importante esponente della destra è Rattazzi. Come grande impegno principale ha quello di pensare al deficit statale che si è creato al momento della formazione del regno quando sono stati presi tutti i debiti degli stati che sono stati annessi. Obiettivo: pareggiare il bilancio.
Ma come?
• Limitazione delle spese pubbliche
• Reintroduzione della tassa sul macinato che va ad aggravare i meno ambienti

Il sud che non aveva un’economia sviluppata come quella del nord con questa politica, finisce in difficoltà soprattutto per le attività manifatturiere che non reggevano la concorrenza con il nord.

Aggravata la situazione del meridione si sviluppa anche un fenomeno caratterizzato da illegalità e delinquenza e protesta legale. Il brigantaggio controllava i territori del sud ed è una reazione delle popolazioni più povere. I Borboni sostengono questo fenomeno perché credono di poterlo utilizzare come strumento per riottenere il governo di Napoli. Il nuovo regno considera questo fenomeno come un problema per l’ordine pubblico da ripristinare con la forza. Viene quindi impiegato l’esercito contro i briganti. Con la promulgazione delle leggi Pica nel 1863 viene concessa la repressione dei briganti catturati.
Per quanto riguarda l’istruzione nel 1858 viene emanata la Legge Casati che determina l’obbligo dei primi due anni di scuola elementare. Questo per aumentare l’alfabetizzazione del popolo. Si sviluppa però il fenomeno dell’evasione dell’obbligo. Le popolazioni in gran parte contadine necessitano l’obbligo dei figli per il lavoro anche in età scolare.

2) In seguito ad un elezione la sinistra storica vince e sale al potere dal 1876 al 1887 con Agostino Depretis. Con esso nel 1876 viene raggiunto il pareggio del bilancio.
Il suo programma politico era un programma non rivoluzionario perché gli uomini della destra e della sinistra rappresentavano le stesse classi sociali. Attua delle riforme innovative:
• Riforma della pubblica amministrazione
• Abolizione della tassa sul macinato
• Riforma elettorale
Per quanto riguarda la scolarizzazione con il governo di sinistra viene emanata la Legge Coppino che aumenta l’obbligo fino a 9 anni. Egli cerca in tutti i modi di rendere effettivo questo ordine in quanto ora non sono più i comuni bensì è lo stato che si deve occupare della scuola, degli edifici e dei maestri. L’Italia era un paese di contadini e per questo il più delle volte l’obbligo scolastico non veniva rispettato.
1880 viene abolita la tassa sul macinato
1882 viene fatta la riforma elettorale viene allargato il numero degli aventi il diritto di voto, si passa infatti da 500 mila a 2 milioni di elettori, ma viene introdotto il criterio dell’istruzione ovvero bisognava sapere leggere e scrivere chi era in possesso della licenza elementare aveva diritto di voto. La maggioranza rimane però esclusa, soprattutto i contadini.
Il programma di Depretis viene realizzato con trasformismo. Si verifica la formazione di maggioranze parlamentari diverse che si costituiscono tramite accordi parlamentari che hanno determinati interessi al fine di approvare le leggi che rispondono agli interessi dei parlamenti che li votano. Ciò significa che vengono create maggioranze variabili in parlamento in base alle circostanze.
Ogni parlamentare veniva eletto dal collegio che a sua volta eleggeva un parlamentare collegi unilaterali.
Dopo Depretis sale al potere Francesco Crispi, colui che spinge Garibaldi a compiere la spedizione del 1000. Crispi ha maturato concezioni politiche molto diverse tra loro ed è diventato un fedele sostenitore del principio monarchico.
Esso guida due governi come Presidente del Consiglio:
• dal 1887 al 1891
• dal 1893 al 1897.
Nel 1892 governa insieme a Giolitti che rimarrò al potere poi fino al 1914. Crispi è monarchico ma grande sostenitore della politica autoritaria di Bismark che attua in Italia. Insieme ad una legislazione sociale, migliora l’igiene e la sanità pubblica, riforma il sistema carcerario e nel 1889 approva il Codice Zanardelli con il quale si elimina la pena di morte. Attua questa legislazione sociale, accompagnato da un forte autoritarismo con intolleranza nei confronti delle proteste dei lavoratori italiani. Crispi reprime duramente ogni forma di protesta e ciò avviene soprattutto nei confronti dei fasci siciliani associazioni di contadini che protestano contro le misere condizioni di vita. (Nessuna forma fascista). Con le leggi raziali sciolse il partito socialista e i tribunali combinarono anni di carcere ai capi di queste associazioni che avevano guidato le rivendicazioni operaie e contadine.
Crispi cadrà nel 1896 in seguito ad un’iniziativa militare in politica estera con la quale favorisce l’espansione coloniale verso l’Etiopia. L’Italia già aveva colonie in Eritrea ma si vuole spingere oltre. Crispi si dimette appunto nel 1896 dopo essere stato sconfitto ad Adua.
Fino al 1900 seguono anni molto difficili a causa delle tensioni sociali, il governo di Pelleux cerca di far approvare delle leggi che limiterebbero la libertà di stampa, di riunione e di associazione ma esso trova una forte opposizione nel parlamento dei socialisti e liberali (anche Giolitti) e quando ci sono le elezioni viene sconfitto e quindi d’ora in poi si formeranno governi liberali.
Giolitti invece nel suo primo ministero (fine 1880) manifesta una tendenza che si manterrà costante anche nei governi del 1900 nei confronti delle proteste dei contadini.
Egli crede che lo stato debba essere neutrale, imprenditori da un lato e contadini dall’altro.
Essere uno stato vuol dire mantenere l’ordine pubblico ed evitare violenze.

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