La caduta e il disfacimento dell'Impero ottomano hanno propiziato la formazione di una Repubblica di Turchia, nata il 29 ottobre 1923. Ne è capo indiscusso Mustafà Kemal, che proprio nel 1923 viene proclamato presidente a vita della Repubblica. Per due anni il regime politico sembra assumere una struttura pluralista (cioè sembra ammettere altri partiti oltre al partito repubblicano del popolo, Prp, che è il partito del presidente Kemal).
poi, forte del sostegno dell'esercito, nel 1925 Kemal attua un colpo di Stato con il quale mette fuorilegge la formazione politica concorrente della Prp, ovvero il Partito progressista repubblicano e così da allora il regime politico costruito da Kemal diventa un sistema autoritario a partito unico. Il sistema viene perfezionato e definitivamente istituzionalizzato con una costituzione, approvata nel 1937, resta come prima, un Parlamento, i candidati vengono scelti dal Prp (ma spesso direttamente dal presidente), e le elezioni sono a voto palese, in sostanza si tratta di elezioni plebiscitarie simili a quelle che si tengono dal 1929 nell'Italia fascista.

Intanto Kemal cerca di costruire intorno a sé una sorta di culto del grande capo. Una legge del 1934 gli attribuisce in forma esclusiva l'appellativo di Atatürk (che significa "padre dei turchi"). Statue che la rappresentano sorgono ovunque nel paese. La sua immagine vuole essere quella di un "capo eterno", vertice della piramide costituita dagli altri capi della rivoluzione, dall'esercito (vera essenza della nazione turca) e dal popolo. Esplicitamente tutta questa riorganizzazione politica trae ispirazione dai modelli dell'Italia fascista e della Russia comunista. L'azione di governo di Kemal si indirizza verso una rapida modernizzazione istituzionale, economica e sociale. Un punto essenziale della sua linea, coerente peraltro con una trasformazione di lungo periodo che ha avuto inizio con le Tanzimat (riforme) della prima metà del XIX secolo è la decisa laicizzazione e occidentalizzazione della società turca. Nel 1924 il titolo di califfo, cioè di capo spirituale dell'intera comunità islamica, in precedenza attribuito ai sultani ottomani, viene abolito. Nel 1925 sono vietate le confraternite islamiche e i beni delle fondazioni islamiche sono requisiti dallo Stato. Nello stesso anno è vietato l'uso di copricapo di foggia non occidentale (in particolare è vietato il fez, un capello tradizionalmente diffuso in Turchia). Nel 1928 l'Islam cessa di essere religione di Stato. Nello stesso anno l'alfabeto arabo viene sostituito da quello latino. Dal 1935 tutti i turchi sono obbligati ad assumere cognomi, alla maniera occidentale.

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