Concetti Chiave
- Il 1° gennaio 1873, il Giappone adottò il calendario gregoriano, segnando una transizione significativa verso la modernità e un cambiamento nella politica governativa.
- Durante il regno dell'Imperatore Mutsuhito, il Giappone subì una rapida modernizzazione, trasformandosi in una potenza militare capace di vincere guerre moderne.
- Le riforme politiche, come l'abolizione del feudalesimo e il miglioramento delle comunicazioni, aumentarono l'autorità del governo e ridussero l'opposizione interna.
- Il Giappone cercò espansione coloniale in Asia, portando a conflitti con la Russia, che culminarono nella guerra russo-giapponese del 1904-1905.
- La vittoria giapponese nella guerra russo-giapponese alimentò un'ideologia di superiorità razziale, influenzando negativamente le decisioni future del Giappone, come l'attacco a Pearl Harbor nel 1941.
Il 1° gennaio 1873 entrò in vigore in Giappone un nuovo calendario, quello gregoriano, in uso nell'Europa occidentale, che sostituì il calendario lunare derivato originariamente dalla Cina; la decisione ebbe ripercussioni profonde su tutta la vita del Giappone: esso apparve come il simbolo di un nuovo aspetto della politica governativa, della sua determinazione di abbandonare la tradizione per la modernità.
La modernizzazione del Giappone
Non si trattava di una politica totalmente nuova né come concezione né come metodo ma i capi del Meiji (regno dell'Imperatore Mutsuhito), convinti che il loro paese corresse il pericolo di essere aggredito dall'estero, le conferirono un'ampiezza e un impulso tali da rivoluzionare la società. Di fatto, nel 1904 avevano trasformato un Giappone arretrato e in gran parte feudale in uno Stato in grado di vincere una guerra moderna, risultato, questo, che suscitò l'invidia di tutta l'Asia.
Influenza occidentale e riforme
In parte le basi di tale sconvolgimento erano state gettate prima della restaurazione; gli studiosi giapponesi per molte generazioni avevano guardato all'Occidente, specialmente alla sua scienza militare e dopo l'arrivo di Perry, ammiraglio ed astronomo inglese, i loro sforzi avevano ottenuto un appoggio ufficiale.
Nel 1855 il consiglio dei Tokugawa, potente famiglia aristocratica giapponese, aveva istituito un ufficio per la traduzione di libri stranieri.
Nel 1860 lo stato invitò per la prima volta i giovani a studiare all'estero, cosicché nel 1868 il Giappone disponeva già di un gruppo di uomini ormai familiarizzati con la cultura e le tecniche dell'Occidente. Altri avevano acquisito tale esperienza in patria, poiché dirigevano le fabbriche di tipo occidentale che erano state impiantate in diversi luoghi o perché avevano imparato a navigare e a guidare le navi a vapore acquistate dai loro signori feudali. Fu l'esistenza di questi uomini, giovani in maggioranza, a rendere possibile l'opera di modernizzazione.
Riforme politiche e militari
Nei calcoli del regime, la politica aveva il primo posto, perché da essa tutto il resto dipendeva: per questo le prime riforme come l'abolizione del feudalesimo, i nuovi metodi di tassazione e il miglioramento delle comunicazioni aiutarono ad accrescere l'autorità del governo e nel frattempo venne annientata l’opposizione.
L'esercito giapponese diventò prima una forza fedele e capace di domare i fermenti di rivolta in patria, in seguito anche uno strumento per istruire i giovani sui loro doveri verso lo Stato, ed ereditò un'ampia conoscenza delle tecniche militari occidentali;
Nel 1878 si mise in atto una riorganizzazione dell'amministrazione militare su modello tedesco e nel 1883 fu inaugurata anche una scuola militare con cui si giunse a una maggiore specializzazione delle funzioni (fanteria, artiglieria, genio, sussistenza),a un miglioramento dei metodi di addestramento e a un notevole aumento del bilancio militare: tutto ciò è una dimostrazione della grande importanza attribuita al settore militare dalla politica governativa, infatti molte fasi del processo di modernizzazione ebbero alla base considerazioni di carattere militare. Tale processo non fu affatto limitato ai settori politici e militari, ma si estese al diritto, all'istruzione, all'economia, influenzando infine quasi tutti i campi della società giapponese.
Questa rapida modernizzazione avvenne in Giappone grazie essenzialmente alla prontezza di operare riforme radicali e fondamentali in ogni campo, ma soltanto dopo la guerra contro la Russia il Giappone venne considerato una grande potenza moderna.
Espansione e conflitto con la Russia
Il Giappone cercava colonie e dopo aver conquistato la Corea cercava di espandersi ancora nei territori asiatici approfittando della crisi cinese;
Prima, però, doveva fare i conti con la Russia che, secondo i giapponesi, era una minaccia per la Corea, con la costruzione di una ferrovia (che collegava la Russia con la Manciuria), di un porto di guerra e uno commerciale sempre in Manciuria.
Nel 1903 il Giappone inizio le trattative con la Russia per lo sgombero della Manciuria e la sicurezza della Corea, ma la Russia non voleva permettere ai giapponesi di occupare militarmente il territorio coreano e chiedeva la completa libertà di passaggio in Corea: il massimo che la Russia intendeva concedere era l’istallazione di una zona neutrale in Corea.
I giapponesi dopo queste trattative compresero che non sarebbero riusciti ad ottenere ciò che volevano e nel 1904 si ritrovarono in stato di guerra.
La guerra russo-giapponese
In teoria la Russia era una grande potenza, mentre il Giappone era un paese piccolo e con meno risorse militari ed economiche rispetto la Russia; perciò i combattenti russi non presero troppo sul serio l’eventualità di una guerra. Combattevano in un paese sconosciuto (la Manciuria) e per ragioni a loro incomprensibili, erano poco motivati rispetto ai giapponesi che credevano fosse una necessità vitale tenere lontana la Russia dall'estremo oriente difendendo i loro territori.
Per questa ragione il Giappone si era preparato accuratamente sin dalle trattative, mentre la Russia entrò in guerra del tutto impreparata: l’armamento delle navi non adeguato ad una guerra moderna, l’esercito poco preparato e ufficiali insufficienti.
Conseguenze della guerra e ideologia
La guerra si concluse con una pace, con la quale il Giappone ottenne il dominio della Corea, la Manciuria ritornò alla Cina, la ferrovia che era stata costruita in Manciuria controllata dalla Russia e un trattato commerciale fra le parti.
In Russia la sconfitta inaspettata per mano di un paese asiatico fu sentita come un fallimento dello Zar tanto che scoppiarono gravi disordini che portarono alla fine alla presa del potere da parte dei comunisti.
Il Giappone invece cominciò ad enfatizzare la vittoria, non calcolando l’impreparazione dei russi, considerando il proprio esercito invincibile sugli altri; si creò così l’ideologia della razza superiore in parallelo con l’Europa. I giapponesi persero il senso della misura tanto che, nel 1941, credendo di vincere anche contro gli Americani, attaccarono Pearl Harbor.
Ma le illusioni dei giapponesi finirono dopo quattro anni di guerra, nei quali gli Americani li avevano attaccati con tutte le loro forze, distruggendoli.
Domande da interrogazione
- Qual è stata l'importanza dell'introduzione del calendario gregoriano in Giappone?
- Come ha contribuito il periodo Meiji alla modernizzazione del Giappone?
- Quali furono le principali riforme politiche e militari attuate in Giappone?
- Quali furono le cause e le conseguenze della guerra russo-giapponese?
- In che modo la vittoria del Giappone influenzò la sua ideologia nazionale?
L'introduzione del calendario gregoriano il 1° gennaio 1873 simboleggiò il passaggio del Giappone dalla tradizione alla modernità, riflettendo la determinazione del governo di abbandonare le pratiche feudali e adottare un nuovo approccio politico.
Sotto il regno dell'Imperatore Mutsuhito, i leader del Meiji hanno trasformato un Giappone arretrato in uno Stato moderno capace di vincere guerre, grazie a riforme radicali e all'adozione di tecniche occidentali, suscitando l'invidia di tutta l'Asia.
Le riforme includevano l'abolizione del feudalesimo, nuovi metodi di tassazione e miglioramenti nelle comunicazioni, che aumentarono l'autorità del governo e resero l'esercito giapponese una forza capace di mantenere l'ordine interno e di formare i giovani.
La guerra scoppiò a causa delle tensioni per il controllo della Corea e della Manciuria. Nonostante le aspettative, il Giappone vinse, ottenendo il dominio sulla Corea e influenzando profondamente la politica russa, portando a disordini interni e alla fine del potere zarista.
La vittoria contro la Russia portò a un senso di superiorità razziale tra i giapponesi, che iniziarono a considerare il proprio esercito invincibile, alimentando illusioni che culminarono nell'attacco a Pearl Harbor nel 1941, prima di subire una pesante sconfitta.