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Il Trattato di Roma (1957)

I padri del Trattato di Roma sono il francese Robert Schuman, il tedesco Adenauer e l’italiano Alcide De Gasperi.
Robert Schuman, originario della Lorena, regione francese annessa alla Germania fino al 1918, sa quanto l’unione degli stati europei sia decisiva per impedire il ritorno di un conflitto, ma che essa si può soltanto intorno al nucleo franco-tedesco. Forte dei consigli di Jean Monnet, non propose un piano dio unione irrealizzabile in quel momento, ma di un’associazione economica limitata alla produzione del carbone e dell’acciaio che deve costituire la prima tappa verso la costruzione.
Adenauer è cancelliere della Germania Ovest dal 1949 (siamo nel 1950 e la Germania è tagliata in due dalla cortina di ferro mentre il mondo è entrata nella guerra fredda) e condivide le stesse idee di Schuman.
A Schuman e Adenauer si associa il primo ministro italiano, Alcide De Gasperi, appartenente al partito della Democrazia Cristiana come del resto erano cattolici anche gli altri due. È per questo che alcuni etichettarono l’accordo con l’espressione Europa vaticana perché essa si stava formando vu iniziativi dei partiti democratici cristiani al potere nell’Europa Occidentale
Il progetto seduce altri paesi che con i tre fondatori firmano nel 1951 un trattato che istituisce la Comunità economica del Carbone e dell’ acciaio (CECA) che quindi raggruppa Francia, Germania dell’ Ovest, Italia, Belgio, Paesi-Bassi e Lussemburgo. La costruzione dell’ Europa unita comincia. Tuttavia essa viene frenata dal fallimento del progetto di un esercito europeo. Questa idea di costituire una forza comune era stata lanciata dal francese René Pleven en 1950, su consiglio di Jean Monnet. Egli augurava che anche alla Germania fosse concesso di partecipare alla difesa del’Europa Occidentale nel quadro dell’ Alleanza Atlantico, senza che,tuttavia, essa avesse un esercito proprio. Il progetto si trascina inutilmente per un po’ di tempo nel 1954 esso viene definitivamente seppellito senza essere nemmeno discusso. Anche se i vari partiti e l’opinione pubblica hanno dei pareri diversi. Infatti, accanto ai partiti di ispirazione democratica cristiani che sono tutti favorevoli, i socialisti pur essendo d’accordo sull’idea europea, temono di rivedere la Germania riarmata ed anche l’eventualità di vedere soldati francesi posti al comando di ufficiali tedeschi non attira molto i Francesi. Nonostante questo, fra i dirigenti dei sei paesi riprende la discussione ed è il ministro belga Paul Henri Spaak che si mostra il più attivo nella ricerca di una soluzione.
Finalmente, il 25 marzo 1957, il Trattato di Roma, firmato dai sei paesi, dà la luce alla Comunità Economica Europea (CEE) mentre un secondo trattato prevede il coordinamento delle politiche in materia di energia atomica, mettendo in piedi la Comunità Europea dell’ Energia Atomica (CEEA chiamato anche Euratom)
L’obiettivo del Trattato di Roma e di creare un Mercato comune fra i paesi dell’ Europa dei sei. Così, progressivamente le frontiere si aprono alla libertà di circolazione per le merci si ha nascita di una politica agricola comune che ha come conseguenza una forte crescenza in questo settore economico.

I padri del Trattato di Roma sono il francese Robert Schuman, il tedesco Adenauer e l’italiano Alcide De Gasperi.
Robert Schuman, originario della Lorena, regione francese annessa alla Germania fino al 1918, sa quanto l’unione degli stati europei sia decisiva per impedire il ritorno di un conflitto, ma che essa si può soltanto intorno al nucleo franco-tedesco. Forte dei consigli di Jean Monnet, non propose un piano dio unione irrealizzabile in quel momento, ma di un’associazione economica limitata alla produzione del carbone e dell’acciaio che deve costituire la prima tappa verso la costruzione.
Adenauer è cancelliere della Germania Ovest dal 1949 (siamo nel 1950 e la Germania è tagliata in due dalla cortina di ferro mentre il mondo è entrata nella guerra fredda) e condivide le stesse idee di Schuman.

A Schuman e Adenauer si associa il primo ministro italiano, Alcide De Gasperi, appartenente al partito della Democrazia Cristiana come del resto erano cattolici anche gli altri due. È per questo che alcuni etichettarono l’accordo con l’espressione Europa vaticana perché essa si stava formando vu iniziativi dei partiti democratici cristiani al potere nell’Europa Occidentale
Il progetto seduce altri paesi che con i tre fondatori firmano nel 1951 un trattato che istituisce la Comunità economica del Carbone e dell’ acciaio (CECA) che quindi raggruppa Francia, Germania dell’ Ovest, Italia, Belgio, Paesi-Bassi e Lussemburgo. La costruzione dell’ Europa unita comincia. Tuttavia essa viene frenata dal fallimento del progetto di un esercito europeo. Questa idea di costituire una forza comune era stata lanciata dal francese René Pleven en 1950, su consiglio di Jean Monnet. Egli augurava che anche alla Germania fosse concesso di partecipare alla difesa del’Europa Occidentale nel quadro dell’ Alleanza Atlantico, senza che,tuttavia, essa avesse un esercito proprio. Il progetto si trascina inutilmente per un po’ di tempo nel 1954 esso viene definitivamente seppellito senza essere nemmeno discusso. Anche se i vari partiti e l’opinione pubblica hanno dei pareri diversi. Infatti, accanto ai partiti di ispirazione democratica cristiani che sono tutti favorevoli, i socialisti pur essendo d’accordo sull’idea europea, temono di rivedere la Germania riarmata ed anche l’eventualità di vedere soldati francesi posti al comando di ufficiali tedeschi non attira molto i Francesi. Nonostante questo, fra i dirigenti dei sei paesi riprende la discussione ed è il ministro belga Paul Henri Spaak che si mostra il più attivo nella ricerca di una soluzione.
Finalmente, il 25 marzo 1957, il Trattato di Roma, firmato dai sei paesi, dà la luce alla Comunità Economica Europea (CEE) mentre un secondo trattato prevede il coordinamento delle politiche in materia di energia atomica, mettendo in piedi la Comunità Europea dell’ Energia Atomica (CEEA chiamato anche Euratom)
L’obiettivo del Trattato di Roma e di creare un Mercato comune fra i paesi dell’ Europa dei sei. Così, progressivamente le frontiere si aprono alla libertà di circolazione per le merci si ha nascita di una politica agricola comune che ha come conseguenza una forte crescenza in questo settore economico.
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