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I trattati di pace dopo la Prima Guerra Mondiale


La conferenza di pace iniziò a Parigi nel gennaio 1919 con la presenza di 32 nazioni e in assenza dei Paesi sconfitti, ma ebbero voce in capitolo esclusivamente la Francia, Inghilterra, America e Italia.
La situazione geopolitica era molto complessa: erano caduti i quattro grandi imperi austro-ungarico, russo, tedesco e ottomano, inoltre bisognava conciliare la concezione wilsoniana del principio dell'autodeterminazione dei popoli con le ambizioni imperialistiche delle democrazie liberali europee, in più si sviluppò un nuovo approccio alle relazioni internazionali che prevedeva la costituzione della Sdn, e come se non bastasse la Francia voleva l'umiliazione totale della Germania, la cosiddetta pace cartaginese.
Furono così stipulati cinque trattati di pace.

Trattato di Versailles e la Germania


Firmato il 28 giugno 1919, dettò condizioni di pace particolarmente dure alla Germania. Berlino restituì alla Francia l'Alsazia e la Lorena, di cui si era impadronita con la guerra franco-prussiana nel 1871, e alla Danimarca lo Schleswig del Nord, conquistato con la guerra austro-prussiana del 1866. Per aver violato la neutralità del Belgio, la Germania gli cedette i distretti di Eupen e Malmédy. La Polonia rinacque e la Germania le cedette l'Alta Slesia, la Posnania e il corridoio di Danzica, un corridoio territoriale che avrebbe dato alla Polonia lo sbocco al mare, che comprendeva la città libera di Danzica. Alla nuova repubblica cecoslovacca fu ceduta la regione dei Sudeti. Infine il trattato di Brest-Litovsk tra Germania e Russia fu abolito e nei territori baltici perduti dalla Russia furono create le quattro repubbliche di Lettonia, Lituania, Estonia e Finlandia. Ai tedeschi fu anche richiesto di riconoscersi responsabili del conflitto e di versare 132 miliardi di marchi oro, debito di fatto impossibile da saldare. Per evitare che la Germania minacciasse di nuovo l'Europa vennero prese alcune misure: il suo esercito non doveva superare le 100mila unità, la riva sinistra del Reno fu posta sotto il controllo della Francia per 15 anni, al termine dei quali sarebbe stata smilitarizzata, e alla Francia fu anche concesso lo sfruttamento temporaneo delle ricche miniere della Saarland. Anche al di fuori dell'Europa la Germania fu ridimensionata, in quanto tutte le sue colonie furono divise tra i vincitori.

Trattato di Saint-Germain-en-Laye e l'Austria-Ungheria


Fu firmato il 10 settembre 1919 dall'Austria, mentre l'Ungheria sottoscrisse il trattato del Trianon il 4 giugno 1920, in quanto l'Austria e l'Ungheria diventarono due repubbliche separate.
All'Austria fu vietato di unirsi alla Germania senza l'approvazione di tutti i membri della Sdn. L'Ungheria divenne repubblica e perse i territori di Croazia, Slovacchia, Transilvania e la città di Fiume. La Croazia confluì nel Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, chiamato nel 1929 Jugoslavia, che comprendeva le diverse nazionalità di Serbia, Montenegro, Slovenia e Bosnia-Erzegovina. La Polonia acquisì anche Galizia, e la Cecoslovacchia divenne una Repubblica formata da Boemia, Moravia e Slovacchia. La Bulgaria firmò il Trattato di Neuilly il 27 novembre 1919, in cambio della pace cedette parte dei suoi territori a Grecia, Jugoslavia e Romania. L'impero ottomano firmò il Trattato di Sèvres il 10 agosto 1920 per chiudere la questione d'oriente. Del vecchio impero rimase solo lo stato turco, ridotto a Istanbul e all'Anatolia, mentre gli Stretti del Bosforo e dei Dardanelli passavano sotto al controllo internazionale e il Dodecaneso rimaneva all'Italia. Alla Francia andò invece la Siria e il Libano, e al Regno Unito l'Iraq e la Palestina. Infine il ministro degli esteri inglese, Balfour, dichiarò il 2 novembre 1917 l'impegno del Regno Unito a costituire una patria per il popolo ebraico in Palestina. Per quanto riguarda l'Italia, la Dalmazia e Fiume passarono al governo serbo per principio di autodeterminazione dei popoli, e gli furono assegnate così solo Trieste e l'Istria. Nacque così il mito della vittoria mutilata, secondo la quale il sacrificio dei soldati italiani non era stato adeguatamente ricompensato.
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