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-Le Trasformazioni Economiche nel Primo Dopoguerra-

Per fronteggiare la Guerra, gli Stati Europei hanno dovuto effettuare uno sforzo economico enorme; Francia, Italia e Regno Unito hanno contratto debiti pesanti con gli Stati Uniti.
Inoltre i Paesi Europei hanno emesso grandi quantità di cartamoneta ed il risultato di questa politica è una violentissima inflazione, ossia la moneta perde il suo valore originario.
Una situazione di questo tipo non può far altro che inasprire le tensioni sociali: gli industriali e i commercianti, per fronteggiare l’inflazione aumentano il prezzo dei prodotti, ma le persone che percepiscono redditi fissi subiscono danni gravissimi, infatti non si possono permettere tutte le spese necessarie visto l’aumento dei prezzi.

Inoltre, per quanto riguarda l’industria pesante (siderurgica e meccanica), che si era sviluppata tantissimo grazie alla richiesta di armi per gli eserciti, in tempo di pace subisce una netta diminuzione di produzione e un conseguente aumento di disoccupazione.

Oltre a ciò, i soldati tornati dal fronte hanno bisogno di trovare lavoro; le posizioni che occupavano in precedenza erano state occupate dalle donne, che li avevano sostituiti.
La soluzione a ciò è quella di rimandare a casa tutte le donne.

La Guerra ha inoltre cambiato i flussi commerciali mondiali: durante gli attacchi, le merci europee non sono più arrivate in America ed Asia.
Stati Uniti e Giappone sfruttano l’occasione per far passare sotto il loro controllo il loro controlli i mercati sudamericani ed asiatici.
Dunque, gli Stati Europei si trovano a fronteggiare una concorrenza molto più forte di prima sui mercati internazionali.
Ma i mercati europei sono del tutto sconvolti: vi sono aree, come la Russia rivoluzionaria o la Germania, che sono completamente al di fuori del mercato a causa degli effetti prodotti dalla guerra.
Inoltre gli stati che si erano formati dalla dissoluzione dell’Austria-Ungheria attuano politiche protezionistiche, rendendo difficili gli scambi commerciali.

Gli Stati Uniti sono la potenza che ha ottenuto il massimo dei benefici dalla guerra: la loro produzione industriale è aumentata del 22%, mentre quella europea è diminuita del 23%.
Inoltre i paesi dell’Intesa hanno contratto pesanti debiti con gli Stati Uniti, che sono i più grandi esportatori di capitali nel mondo.

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