Video appunto: Sviluppo delle tecniche di datazione assoluta

Sviluppo delle tecniche di datazione assoluta



Nel ventennio fascista venne dato impulso soprattutto all’archeologia romana, trascurando quella preistorica. In questa epoca iniziano ad interessarsi di preistoria archeologi classici legati al regime come Biagio Pace che riteneva che tutti quegli aspetti che Orsi e altri avevano attribuito a diversi periodi sarebbero invece appartenuti a culture coesistenti arrivate a stadi di sviluppo differenti.

Quando venivano trovati nello stesso strato reperti preistorici e greci si pensava a una contemporaneità, quando invece sappiamo che ciò si può spiegare col concetto di residualità.

Lo sviluppo delle tecniche di datazione assoluta (anni 50-60 del 900)



- Dendrocronologia: permette una datazione all’anno grazie al riconoscimento di sequenze regolari di anelli di accrescimento osservabili per una determinata specie di alberi all’interno di una regione omogenea. La datazione sarà precisa solo se avremo anche l’ultimo anello, detto anello cambiale, che indica l’anno di taglio dell’albero. Questo è lo strumento di datazione più preciso, il limite è che pezzi di legno grandi possono conservarsi solo in particolari ambienti come quelli molto freddi, aridi o umidi
- Carbonio 14 o Radiocarbonio: fu elaborato da Libby, e si basa sul fatto che in ogni organismo vivente è presente, oltre al carbonio 12 (non radioattivo, 6 neutroni e 6 protoni) anche una piccola quantità, in proporzione costante, del carbono 14 (radioattivo, 8 neutroni e 6 protoni). Dopo la morte dell’organismo, il carbonio 14 decade emettendo radiazioni secondo un ritmo costante misurato da Libby. Misurando la quantità residua di carbonio 14 si può ottenere una datazione convenzionale che si esprime in anni dal presente o a partire dal 1950.