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-Lo Sterminio degli Ebrei-

Nel 1939, con la conquista della parte occidentale della Polonia, i nazisti ordinano la deportazione degli ebrei dalle aree rurali dentro recinti appositi, i ghetti, che sono loro riservati nelle più grandi città polacche.
Dal 1941 nei ghetti polacchi vengono mandati anche ebrei provenienti da altre parti dell’Europa occidentale.
Le condizioni di vita dei ghetti erano pessime ed intollerabili, il tasso di mortalità era altissimo.
Però usare i ghetti come reclusori permanenti non può funzionare a lungo, così i nazisti adottano due soluzioni complementari:
1. Quando inizia l’offensiva contro l’Unione Sovietica, entrano in azione le SS che eseguono rastrellamenti della popolazione ebraica e fucilazioni di massa sul posto;
2. Gli ebrei vengono deportati in massa nei numerosi campi di concentramento costruiti per ospitare oppositori politici e estranei alla comunità nazionale tedesca.

Il 20 gennaio 1942, nel corso di una riunione a Berlino tra i dirigenti massimi delle SS viene deciso di sterminare fisicamente tutti gli ebrei.
Dunque vengono creati nuovi di campi di concentramento dediti a questa funzione, nei quali vengono deportati tutti gli ebrei chiusi nei ghetti o nei vecchi campi.

Le SS sono i gestori di questi nuovi campi, i Lager.
Gli ebrei vengono deportati nei campi in ferrovia, dopo essere stati caricati su vagoni merci, senza distribuzione di cibo ed acqua, cosicché molti muoiono già nel percorso di trasferimento.
All’arrivo nei campi, i deportati sopravvissuti vengono spogliati di vestiti ed averi, che vengono poi redistribuiti tra i familiari dei soldati tedeschi.
Alle donne vengono tagliati i capelli.
I nazisti contano che le condizioni inumane, la cattiva alimentazione e il pesantissimo lavoro a cui sono sottoposti, facciano già morire i più deboli tra gli ebrei internati.
Gli altri sono comunque eliminati man mano, con nuove tecniche moderne di soppressione.
Il sistema è quello delle camere a gas: gli ebrei vengono denudati e condotti in locali che sembrano docce collettive, dai cui condotti vengono fatti uscire gas tossici.
Poi i corpi delle persone soppresse vengono portati nei forni crematori, dove si procede alla cremazione (incenerimento dei carpi).

In tutta questa operazione vengono sterminati 6.000.000 di ebrei.
I rastrellamenti di ebrei non si limitano all’Europa dell’Est.
Nei campi di sterminio arrivano ebrei dall’Italia, dalla Francia, dall’Olanda, dai Balcani e dalle Isole dell’Egeo.
In qualche raro caso vi sono tentativi di ribellione da parte degli ebrei; l’esempio più importante è quello della ribellione del Ghetti di Varsavia, infatti alcuni ebrei possedevano armi, molti altri invece si nascondevano in rifugi, ma solo pochi sfuggirono al rastrellamento.

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