Mongo95 di Mongo95
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Il Senato, in quanto rappresentante degli Stati, ha il potere e il dovere di confermare le nomine presidenziali. Come per esempio il Vicepresidente, che è anche il Presidente della Camera stessa. Può anche confermare i trattati con gli Stati esteri. Se c’è un impeachment da parte dei Rappresentanti, può costituirsi corte giudiziaria, cioè giudicare chi è sottoposta a stato d’accusa. Sono poteri anche molto consistenti, considerato che non si tratta di una vera e propria Camera a rappresentanza del popolo. Non a caso, però, è esclusa dalla presentazione del bilancio di stato, formulato dalla Camera dei Rappresentanti, ma può intervenire in una fase più avanzata del processo. Questo è un fatto che richiama molto la consuetudine delle monarchie costituzionali bicamerali dell’Ottocento.
Il Senato è l’unica Camera che quindi giudica come un tribunale sui funzionari pubblici, mentre l’accusa viene portata avanti dai Rappresentanti: è una sorta di “divisione del lavoro”. Se invece fosse sotto accusa il Presidente, a presiedere il Senato è il Giudice in Capo della Corte Suprema. In ogni caso, per dichiarare colpevolezza, è necessaria maggioranza qualificata. Le condanne hanno come effetto unico la rimozione dalla carica o l’interdizione dai pubblici uffici, quindi un giudizio puramente politico. Per il reato commesso però c’è anche il giudizio penale del diritto comune, che spetta ai tribunali ordinari e esula dalle funzioni della Camera.

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