Mongo95 di Mongo95
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L’elezione da parte del Congresso creerebbe nel Presidente una posizione di dipendenza, mentre l’elezione popolare stabilirebbe un centro di potere superiore al legislativo. Allora, nel meccanismo indiretto, si inserisce un intermediario, cioè i “grandi elettori”, gli electors. Sono coloro che vengono eletti dai cittadini aventi diritto di voto, con a loro volta la funzione di eleggere il Presidente. Il loro numero viene calcolato Stato per Stato, e sono pari al numero di Senatori e Rappresentanti che quel determinato Stato ha diritto a eleggere, che chiaramente non coincidono con gli electors stessi. Come avvenga la loro elezioni, è prerogativa del legislativo locale. Dopo le elezioni popolari, i grandi elettori si riuniscono nei rispettivi Stati e in scrutinio segreto votano per due persone: chi prende più voti è il Presidente, il secondo è il Vice. Si nota già subito un problema: con questo sistema è molto probabile che il Vice sia di un partito avverso a quello che ha prodotto il Presidente, con quindi nessun interesse personale e oggettivo nella realizzazione delle sue politiche. Un emendamento stabilisce quindi che si voterà separatamente per Presidente e Vice.

Da quest’elezione emerge nuovamente l’importanza degli Stati: la loro legislazione stabilisce chi ha diritto di voto, prima di tutto. Ma gli electors sono in numero diverso in base alla popolazione. Vincendo la maggioranza degli elettori in uno Stato, automaticamente si vince la totalità di questi electors. Chi ha la maggioranza degli electors totali diventa Presidente.
La Costituzione stabilisce che è il Congresso ha determinare il tempo per la scelta degli electors e il giorno del loro voto. Ma di fatto, in base a questo meccanismo, già dopo l’elezioni popolare si sa chi diventerà Presidente. Nel 1792 c’è la prima legge che fissa il voto popolare al martedì successivo al primo lunedì del novembre di ogni 4 anni. Nel 1934 si stabilisce anche il giorno del voto degli electors, fissato al lunedì che segue al secondo mercoledì di dicembre. Ma è chiaramente un foto piuttosto formale.
Il Presidente ha il potere di nominare tutte le cariche pubbliche principali, con il consenso e il parere del Senato. È il comandante in capo dell’esercito e della marina degli Stati Uniti, così come della milizia dei singoli Stati. A dichiarare guerra è però il Congresso. Può stipulare dei trattati, ma sempre con il consenso della maggioranza qualificata del Senato.

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