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Si stabilisce come comportarsi in tempo di guerra e con le potenze estere. I singoli Stati non possono fare politica estera autonoma, così come nessuna guerra, sia interna che esterna. Tutto ciò sta in capo alla Confederazione, ma ciascuno deve portare un contributo proporzionato. Si deve quindi stabilire un Tesoro comune a disposizione per la Confederazione, che ha prerogativa in politica finanziaria, così il commercio e la sua regolamentazione. Mentre le singole tasse rimangono statali.
Soltanto un’altra istituzione è prevista, cioè il Comitato degli Stati, composto da anche solo nove delegati, così che possa agire in periodi in cui il Congresso non si riunisce. Solo il Congresso può modificare gli Articles, con poi la ratifica della varie Assemblee legislative.
Questo sistema funziona fino al 1878, ma i problemi compaiono alla fine della guerra, quando ci si chiede come gli Articles possano garantire l’esistenza di uno Stato che funzioni in tempo di pace. La Confederazione favoriva le singole autonomie, che ora, terminata la minaccia comune, iniziavano a coltivare ostilità interna e verso un centro decisionale. È quindi momento di rafforzare il momento unitario rispetto alla singola autonomia, cioè rafforzare l’esecutivo, che manca proprio negli Articles. C’era sì un Presidente del Congresso, ma senza poteri personali. Da questa necessità di revisione nasce la Costituzione degli Stati Uniti d’America

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