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Le Camere sono le uniche che possono decidere di cosa occuparsi e le uniche a poter presentare progetti di legge. Ma il bicameralismo non è paritario, dato che molte questioni spettano più a una Camera piuttosto che all’altra. Il Presidente non ha potere di iniziativa legislativa, ma per la verità i rapporti con le due Camere sono alquanto rari: non partecipa a dibattiti in Congresso, se non con l’Informativo sullo Stato dell’Unione all’inizio di ogni anno. Una sorta di “Discorso della Corona”, ma molto meno incisivo. Presidente che però può intervenire a processo legislativo concluso, con la sanzione o il veto del testo approvato della legge. Però le due Camere non sono tenute a darne conto, riunendosi nuovamente e approvare la stessa identica legge, anche se questa volta con maggioranza qualificata a scrutinio palese.
Ciascuna Camera è organizzata in commissioni e sottocommissioni stabili, come per esempio Tesoro, Finanze, Istruzione, etc. All’inizio di ogni legislatura vengono cambiati i loro membri, ma la commissione di per sé è permanente, integrante i singoli segretari del Presidente. Inoltre possiedono entrambe poteri investigativi, cioè possono formare commissioni d’inchiesta normate con poteri quasi giudiziari.

Ogni Camera gode dei privilegi/diritti tipici di un Parlamento dell’epoca: un Regolamento interno che garantisce autonomia nel determinare la regolazione dei propri lavori. C’è l’indennità parlamentare e anche l’immunità, che protegge Rappresentanti e Senatori dal’essere arrestati durante le sessioni per qualsiasi discorso e dibattito lì compiuto, che non può nemmeno essere usato per contestarli in altro luogo. Quindi non si può venire accusati per atti nello svolgimento del proprio mandato alle Camere, e non può essere privata la libertà di svolgere tale mandato.
La Costituzione pone dei requisiti per l’elettorato passivo, ma dice poco sull’elettorato attivo. Per essere eletto Rappresentante bisogna avere 25 anni ed essere cittadino da almeno 7; mentre per diventare Senatore sono necessari 30 anni e 9 di cittadinanza. Per quanto riguarda il diritto di voto, la Costituzione lascia spazio alle singole legislazioni statali.
Importante è che nessun Senatore o Rappresentante può, durante il suo mandato, essere nominato a qualsiasi carica pubblica da funzionario dell’Unione, carica che sia stata istituita o la cui retribuzione sia stata aumentata durante lo stesso periodo di mandato. Nessun impiegato pubblico, inoltre, può essere membro di una della due Camere, cioè candidarsi quando svolge ancora il ruolo di funzionario. È una clausola di incompatibilità atta a distinguere l’amministrazione del governo dal legislativo, che non verrà mai rimossa.

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