Concetti Chiave
- La morte di Lenin nel 1924 aprì un periodo di lotta interna tra le diverse linee politiche, culminando con la vittoria di Stalin e la sua proposta di esportare la rivoluzione nei paesi confinanti.
- Stalin avviò un'industrializzazione forzata e la collettivizzazione delle terre, sopprimendo la classe dei kulaki e aumentando la produzione industriale a scapito dei beni di consumo.
- Il regime di Stalin si caratterizzò per l'uso del terrore, con le "grandi purghe" che portarono all'eliminazione di migliaia di membri del partito e all'inserimento di milioni di persone nei gulag.
- Il culto della personalità di Stalin fu sostenuto da una massiccia propaganda, che contribuì all'accettazione del regime da parte della popolazione grazie a un apparente miglioramento delle condizioni di vita.
- Dopo l'ascesa del nazionalsocialismo in Germania, i governi occidentali iniziarono a riconoscere l'Urss, culminando con la sua ammissione nella Società delle Nazioni nel 1933.
La lotta per il potere dopo Lenin
Lenin cercò di far uscire l’Unione Sovietica dall’isolamento in cui si trovava e avviò buoni rapporti di politica internazionale. Nel 1924 il leader bolscevico morì. Si aprì quindi un periodo di crisi nella dirigenza del partito in cui si contrastarono due indirizzi contrapposti: da un lato c’era la linea internazionalistica della “rivoluzione permanente” con a capo Trotskij (diffusione del comunismo in tutto il mondo) e dall’altro quella del “socialismo in un Paese solo” guidata da Bucharin e Rykov. A vincere lo scontro fu Stalin, il quale propose l’esportazione della rivoluzione nei paesi confinanti con l’Unione Sovietica, diffondendo gradualmente il comunismo su scala mondiale. Conquistò, così, la maggioranza del partito affermandosi alla sua guida e isolando Trotskij.
L'industrializzazione forzata di Stalin
Stalin riteneva che fosse necessario attuare una massiccia industrializzazione del Paese per superare il divario economico con gli altri paesi europei. Interruppe la Nep ed impose la collettivizzazione forzata della terra. Lo stato assunse il controllo totale delle campagne attraverso la soppressione della media proprietà agraria, ovvero dei kulaki. Pertanto i kulaki furono sterminati ed eliminati come classe sociale. La collettivizzazione delle terre era la base dei piani quinquennali che avevano lo scopo di aumentare poderosamente la produzione industriale. Venne sviluppata moltissimo l’industria pesante, siderurgica ed elettrica a scapito di quella dei beni di consumo. Nel giro di pochi anni, mentre i paesi capitalistici stavano vivendo gli effetti della crisi del 1929, l’Unione Sovietica crebbe notevolmente e ciò fece acquistare a Stalin grande prestigio all’estero. Ciò fu possibile attraverso l’intenso sfruttamento della forza-lavoro, che era aumentata notevolmente in seguito all’arrivo nelle città di masse contadine che sfuggivano alle collettivizzazioni forzate. Si diffuse il movimento dello stakanovismo, che sollecitava l’impegno collettivo dei lavoratori a dimostrazione della superiorità del sistema di lavoro socialista. Venne diffusa anche un’educazione scolastica al fine di formare nuove generazioni di tecnici.
Il terrore delle grandi purghe
Stalin utilizzò l’arma del terrore e della repressione, annullando ogni fermento di democrazia e creando un sistema dittatoriale. Le repressioni furono rivolte oltre ai contadini e operai, anche agli stessi membri del partito. Il periodo tra il 1936 e il 1938 è indicato come quello delle “grandi purghe”: furono condannati a morte i membri della guardia bolscevica, le personalità di Trotskij (inseguito in Messico e ucciso dai sicari), Bucharin, oltre 35.000 ufficiali di alto e medio grado. Milioni di persone, soprattutto kulaki, furono rinchiuse nei gulag, campi di lavoro coatto poste soprattutto in Siberia destinati a diventare luoghi di distruzione psicologica e fisica della persona, in cui ben pochi scamparono alla morte, a causa delle disumane condizioni di vita praticate. Per finire nei gulag non era necessario un atto di opposizione al regime staliniano: erano sufficienti la denuncia di una spia, un capriccio di organi di polizia, la dichiarazione di appartenenza a classi socialmente ostili.
Il culto della personalità di Stalin
Il potere del regime fu garantito da una massiccia opera di propaganda e di esaltazione della figura di Stalin, che culminò in un vero e proprio culto della personalità. Il regime staliniano godeva del consenso di buona parte della popolazione, che accettò il regime sia perché le condizioni di vita erano relativamente migliorate sia per il fatto che il Paese non aveva mai conosciuto l’esperienza democratica passando dal potere oppressivo degli zar a quello di Stalin.
L'Urss e i governi occidentali
I governi occidentali abbandonarono la diffidenza nei confronti dell’Urss a causa del’avvento del nazionalsocialismo in Germania e nel timore di una possibile ripresa dell’espansionismo tedesco. Nel 1933 l’Urss venne ammessa nella Società delle Nazioni e riconosciuta dagli Stati Uniti in cambio dell’accettazione della possibilità di una unità di azione tra comunismo e borghesia “democratica” contro il fascismo.
Domande da interrogazione
- Quali furono i principali indirizzi politici in conflitto dopo la morte di Lenin?
- Quali furono le conseguenze della collettivizzazione forzata imposta da Stalin?
- Cosa caratterizzò il periodo delle "grandi purghe" sotto Stalin?
- In che modo il culto della personalità di Stalin influenzò il regime?
- Come cambiò la percezione dell'Urss da parte dei governi occidentali negli anni '30?
Dopo la morte di Lenin nel 1924, si contrapposero due indirizzi: la linea internazionalistica della “rivoluzione permanente” guidata da Trotskij e quella del “socialismo in un Paese solo” sostenuta da Bucharin e Rykov. Alla fine, Stalin emerse come leader, proponendo l'esportazione della rivoluzione nei paesi vicini.
La collettivizzazione forzata portò alla soppressione della media proprietà agraria, con lo sterminio dei kulaki e il controllo totale delle campagne da parte dello stato. Questo processo fu fondamentale per i piani quinquennali e contribuì a un notevole aumento della produzione industriale.
Tra il 1936 e il 1938, le "grandi purghe" furono caratterizzate da repressioni violente contro membri del partito e la società, con migliaia di condanne a morte e milioni di persone rinchiuse nei gulag, dove le condizioni di vita erano disumane.
Il culto della personalità di Stalin, sostenuto da una massiccia propaganda, garantì il consenso di parte della popolazione, che accettò il regime per i miglioramenti delle condizioni di vita e per la mancanza di esperienze democratiche precedenti.
I governi occidentali iniziarono a superare la loro diffidenza verso l'Urss a causa della minaccia del nazionalsocialismo in Germania, portando all'ammissione dell'Urss nella Società delle Nazioni nel 1933 e al riconoscimento da parte degli Stati Uniti.