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La Commissione della Costituzione


Il Consiglio ha certo il diritto di nominarsi i ministri, i Secretarios de Estado, ma deve rispondere alle Cortes per la loro attività. Le sue competenze, molto importanti, vengono fissate: provvedere a tutti gli impieghi civili; tutti i doveri e diritti che vengono dal patronato regio; nomine del clero, impieghi civili e militari; guidare la resistenza militare contro i francesi. L’attività doveva sempre essere riportata, motivata e sottoposta alle Cortes. Non si tratta di poteri di governo o politici, ma sicuramente di grande responsabilità. Il complesso rapporto tra legislativo ed esecutivo, in questo contesto di invasione straniera, è pero destinato ad indebolire entrambi.
Si decide molto presto di insediare una Commissione per la Costituzione, che però si riunirà relativamente tardi, cioè il 2 marzo 1811. La sua presidenza viene attribuita a colui che fino a quel momento era stato Presidente delle Cortes, Diego Torrero, intellettuale ecclesiastico. Sarà colui che chiederà l’abolizione dell’Inquisizione, lotterà per la libertà di stampa e, al ritorno di Ferdinando VII verrà rinchiuso, fino alla caduta del Re. Il lavoro di questa commissione si conclude il 25 agosto. Il progetto presentato alle Cortes non verrà modificato sostanzialmente. Il lavoro procede tra mille difficoltà, tra voci di congiure, il trasferimento della prigionia del re a Valencay. In ogni caso, la Carta viene scritta nell’assoluto rispetto della sua figura, come se potesse tornare da un momento all’altro e prendere il posto riservatogli dalla stessa. Posto che certamente stava molto stretto ad un monarca come Ferdinando VII, abituato a tradizione assolutistica.
Si produco diversi regolamenti per regolare il potere esecutivo, la sfera di azione del Consiglio di Reggenza. Se ne hanno quattro, gli ultimi due il 26 gennaio 1812 e 8 aprile 1813. Nel mentre la Costituzione è stata varata, e viene formato un Consiglio di Reggenza costituzionale, scelto dalle Cortes, e può pubblicarne leggi e decreti, nonché firmare e archiviare i documenti che necessiterebbero la firma del re. Spedisce poi i decreti e regolamenti alle autorità amministrative, vigila sui tribunali, firma trattati di pace e di commercio, nomina magistrati e altri impegni civili e militari, permette la fabbricazione di moneta e riscuote le imposte, nomina i ministri. Ma anche con questa Reggenza ci sono enormi problemi, con le Cortes che si proclamavano unici interpreti della sovranità nazionale.
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