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Potere esecutivo e giudiziario spagnoli


Il Re ha diritto di sanzionare le leggi, così come negarle. Se questo atto tarda oltre i 30 giorni, le Cortes sono autorizzate a valutare il silenzio come un’approvazione. In caso di sanzione negata, la materia non sarà più trattabile in quell’anno. Se si ha una seconda negazione, idem. Alla terza negazione la legge potrà essere approvata anche senza sanzione. Quindi il Re ha soltanto veto sospensivo, con tutti i vantaggi e svantaggi che ne derivano. Ma si tratta comunque di norme che non verranno mai attuate, dato che le Cortes non arriveranno mai a lavorare con il Re. Ma si vuole comunque far capire il ruolo che si intende riconoscere al monarca. La Costituzione quindi si caratterizza come monarchica, ma non del tutto.
Del Re si dice che la sua persona è sacra inviolabile, senza responsabilità può nominare e destituire liberamente i suoi ministri, dato che ha bisogno di qualcuno che agisca per lui. Non può però impedire la riunione delle Cortes, nemmeno scioglierle. Può convocarle, ma esse possono riunirsi in ogni caso. Deve giurare fedeltà alla Costituzione.
I Segretari di Stato saranno sette, e i loro compiti sono attribuiti dalle Cortes. Ogni ministro deve sottoscrivere gli ordine del Re. È l’istituto della controfirma, con due entità che rispondono delle stesse cose, senza però toccare la persona del Re. Ministri che sono di nomina regia, ma responsabili di fronte alle Cortes, che possono metterli in stato d’accusa.
Ci sarà un Consiglio di Stato, unica istituzione tradizionale a sopravvivere. È proposto dalle Cortes e nominato dal Re, che sceglie 40 membri tra 120 candidati. È l’unico consiglio possibile per il monarca.
Viene istituito un Supremo tribunale di giustizia, che deve giudicare i ministri sotto accusa delle Cortes. I Capi delle Provincie sono di nomina regia, ma affiancati da una deputazione provinciale elettiva.
Molto rilevante la presenza del Titolo IX sull’istruzione pubblica, che stabilisce scuole di primo grado in tutti i paesi del regno, per insegnare a leggere e scrivere, ma anche il catechismo affiancato agli obblighi civili. Il sistema di istruzione viene quindi uniformato, e la Costituzione sarà materia di studio sia nelle università che nelle scuole pubbliche. Non ci saranno più scuole private in mano ai religiosi, e le Cortes regolano interamente il settore della pubblica istruzione.
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