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Soviet dei commissari del popolo

Caduto il governo provvisorio si forma un nuovo governo presieduto da Lenin che prende il nome di “Soviet dei commissari del popolo”; governo che governerà la Russia fino alla morte di Lenin. Questo governo rivoluzionario realizza riforme e leggi per lo stato sovietico: venne redatta una legge che prevedeva l’abolizione della proprietà privata della terra dei grandi proprietari terrieri la quale andava distribuita agli operai. Questa non è altro che l’ideologia per la realizzazione di una società comunista basata sull’eguaglianza. Marx era l’ideologo i una società comunista portatore dell’idea che il male da stroncare non è altro che la proprietà privata. Lenin, non realizza ancora una società puramente comunista, ma ne avvita il processo, colui che arriverà a questo obiettivo sarà Stalin. Lenin quindi istituisce una legge che sottrae le proprietà ai proprietari terrieri la quale viene ridistribuita ai contadini che diventano piccoli proprietari terrieri. Un’altra legge redatta prevede il controllo delle fabbriche da parte degli operai, togliendo ai padroni il potere, quindi la fabbrica diviene proprietà degli operai. Questo non è ancora puro comunismo, perché con Stalin vedremo il fenomeno della statalizzazione delle fabbriche, ovvero tutto apparterrà allo stato. Un’altra riforma prevede la sostituzione del vecchio sistema giudiziario con i tribunali del popolo. Si sostituisce questo contesto oramai obsoleto dove chi decideva era sempre lo zar, il quale aveva il potere di condannare o meno le persone; ma da ora saranno appunto i tribunali ad avere pieno potere in campo giuridico. Vengono nazionalizzate le banche con un’altra riforma. Altro aspetto è la limitazione della libertà di stampa. Questo governo che si viene stanziando praticamente assume lo stesso aspetto autoritario, il quale per imporre le leggi ha bisogno di una limitazione della libertà dove viene condannata la dissidenza; praticamente chi non condivideva un determinato modo di pensare veniva condannato dalla legge. Nasce quindi un nuovo regime che non è più zarista, ma di un governo che impone le leggi alla popolazione esigendo che essi le mettano in pratica. Il regime di Lenin incontrò molti contrasti i quali venivano da quegli elementi che venivano colpiti e danneggiati dalle leggi come l’aristocrazia che venne privata dei privilegi e delle terre che vennero date ai contadini. L’aristocrazia non condivideva la situazione come anche la borghesia industriare e capitalistica che perdeva potere nelle fabbriche e la quale di opporrà alla politica di Lenin. Da questa parte che rappresenta l’opposizione ci sono ancora quelle persone che facevano parte della corrente di minoranza menscevica i quali vennero estromessi dal potere con la forza.

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