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La Francia sotto il dominio di Napoleone


Dopo aver ripartito i tre poteri all’interno dello stato francese, Napoleone riprese lo scontro con le potenze europee e sconfisse gli Austriaci nella battaglia di Marengo. Nel 1800 occupò tutta l’Italia settentrionale e firmò la pace con l’Austria e l’Inghilterra.
Napoleone governò la Francia per 15 anni. Il suo governo fu autoritario, centralizzato ed efficiente. Autoritario perché limitò la libertà di opinione e di stampa e organizzò la polizia affidandone il comando a un personaggio capace e spietato. Centralizzato perché il suo governo esercitò dal centro dello Stato, cioè da Parigi, un forte controllo su tutta la Francia per mezzo di fedeli funzionari posti a capo di ciascuna provincia. Efficiente perché riformò il governo francese in tutti i campi: in economia favorì l’esportazione dei prodotti francesi e ostacolò la vendita dei prodotti stranieri; nel campo educativo riformò la scuola istituendo i licei e le università.
Una delle riforme più importanti fu realizzata nel marzo del 1804 e consiste nella promulgazione del codice civile, ovvero una raccolta di leggi uguali per tutti.
Per risolvere i vecchi conflitti con i Cattolici nel 1801, Napoleone raggiunse un accordo, chiamato Concordato, con il Papa Pio VII. In base a questo accordo, il governo Francese aveva il diritto di nominare i Vescovi e di approvare la scelta dei parroci fatta dai vescovi. Il clero era stipendiato dallo Stato e al Papa venne restituito lo Stato Pontificio.
Nel 1802 Napoleone divenne console a vita grazie a un plebiscito.
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