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Risale a questa fase storica anche l'inizio del movimento per l'emancipazione femminile, conseguenza del mutato ruolo economico e sociale della donna nella società industriale. Con l'inserimento nel mondo della fabbrica e la netta seprazione fra attività domestiche ed extradomestiche, milioni di donne acquisirono, almeno potenzialmente, indipendenza economica e autonomia dalla famiglia. Questo, se da un lato rappresentò un fattore propulsivo nel processo di emancipazione femminile, dall'altro fece risaltare con sempre maggiore chiarezza la subalternità della donna in tutte le sfere della vita sociale:
- nella fabbrica, dove il lavoro femminile risultava peggio retribuito e più precario di quello maschile;
- nella famiglia, strettamente vincolata a valori culturali e regole giuridiche che sancivano il primato del maschio;
- nella vita civile e politica, che era considerata una dimensione esclusivamente maschile.
La questione dei diritti sindacali, civili e politici della donna fu agitata sia all'interno del movimento socialista . dove gli obiettivi fondamentali furono la tutela del posto di lavoro, la parità di retribuzione, l'assistenza in caso di maternità - sia nell'opinione pubblica borghese. Furono appunto le donne di estrazione sociale borghese, che sentivano più di altre, per posizione sociale e cultura, l'ingiustizia dell'esclusione dalla vita politica e dalle carriere professionali, a dare via ai primi movimenti di emancipazione femminile.

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