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IL SISTEMA DI VOTO PROPORZIONALE

Il sistema di voto proporzionale è quello che viene adottato ancora oggi ( con opportune modifiche ) per l’elezione dei parlamentari. Esso prevede che la ripartizione dei seggi in parlamento debba essere effettuata in base alla percentuale di voto che ogni partito riesce ad ottenere a livello nazionale: in tal modo un partito che a livello nazionale è riuscito ad ottenere il 5% dei voti può ottenere il corrispettivo numero di seggi nel parlamento. A differenza del precedente sistema di voto maggioritario uninominale, il parlamento rappresenta in maniera più equa i voti realmente dati ai partiti; per avere una situazione di maggiore governabilità del paese inoltre questo sistema di voto è stato associato anche a soglie di sbarramento per i partiti minori ( che nelle ultime elezioni sono state del 4% per i partiti e dell’8% per le coalizioni ) ed anche ad un premio di maggioranza per il partito con il maggior numero di preferenze. Inoltre all’interno del sistema proporzionale vi posso essere o meno le preferenze: nel caso ci siano il candidato con il maggior numero di preferenze entra in parlamento, nel caso non vi siano vi è una lista bloccata di candidati dove il primo e via via tutti gli altri in ordine decrescente, possono entrare in parlamento.

IL SISTEMA DI VOTO MAGGIORITARIO UNINOMINALE

Tra i diversi sistemi di voto che sono stati adottati nello stato italiano a partire dalla sua nascita, nel 1861, il primo che venne adottato fu quello maggioritario uninominale, soppresso nel 1919 per dare spazio a quello proporzionale. Il sistema maggioritario uninominale era basato sulla suddivisione del territorio italiano in una serie di collegi elettorali, la cui formazione era basata sul numero di abitanti: in questi collegi si presentava un candidato per ognuno dei partiti, ad esempio, uno del partito liberale, uno del partito socialista ecc… Per ogni collegio era eletto un solo deputato o senatore che era il rappresentante del partito che aveva ottenuto la maggioranza dei voti. Questo sistema di voto si chiama quindi uninominale perché si poteva esprimere un solo voto e da ogni collegio usciva un solo parlamentare, mentre prendeva la denominazione di maggioritario in quanto il partito che riusciva a far eleggere il maggior numero di parlamentari poteva considerarsi il vincitore. Rispetto ad altri sistemi di voto questo aveva il difetto che se un partito fosse riuscito ( cosa assai improbabile nella realtà ) a far eleggere ogni suo candidato in ogni collegio, avrebbe potuto governare con il 100% dei deputati mentre il secondo partito per voti non avrebbe avuto nessun rappresentante

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