Concetti Chiave
- Dal 1876, il Regno d'Italia fu guidato dalla Sinistra, con Agostino Depretis come leader, che attuò riforme significative come l'istruzione elementare obbligatoria.
- Depretis abolì la tassa sul macinato e ampliò il diritto di voto, aumentando la partecipazione politica dal 2% al 6,9% della popolazione.
- Grazie alla Triplice Alleanza con Austria e Germania, l'Italia uscì dall'isolamento diplomatico, guadagnando un ruolo nel panorama internazionale.
- Il primo ministro affrontò difficoltà nell'ottenere consensi dai deputati di sinistra e dovette allearsi con gruppi politici diversificati, creando ambiguità nel suo governo.
- La pratica del "trasformismo" di Depretis implicava oscillazioni politiche tra orientamenti conservatori e riformisti per assicurarsi il sostegno necessario alla sua agenda.
La guida della sinistra
Dal 1876 il Regno D’Italia fu guidato dalla Sinistra. I governi della Destra avevano attuato una politica di rigore che non poteva essere popolare e ben accetta. Il leader di questo schieramento fu Agostino DePretis che, fin da subito mostrando una sorta di continuità di programma con la destra (gli ideali democratici si erano affievoliti) approvò una legge che imponeva l’istruzione elementare obbligatoria e gratuita: un provvedimento necessario ma, ma di difficile applicabilità nelle zone più povere del paese.
Riforme e alleanze
Abolì la tassa sul macinato (il pareggio del bilancio era stato raggiunto) e nel 1882 varò la legge elettorale , con la quale il diritto di voto veniva allargato dal 2% al 6,9% della popolazione, cioè quasi 2 milioni di persone. Inoltre, attraverso una brillante operazione diplomatica riuscì a far uscire l’Italia dall’isolamento diplomatico in cui l’Italia era piombata nel 1870 stipulando con Austria e Germania la Triplice Alleanza che inseriva l’Italia nel quadro della politica internazionale con due alleati potenti.
Il trasformismo politico
Depretis incontrò spesso difficoltà nell’attuazione del suo piano di governo. Infatti, non sempre egli riusciva ad avere dai deputati di sinistra il numero di voti necessario per fare approvare le leggi. Così, dovette spesso ricorrere all’aiuto di altri gruppi politici, talvolta sostenitori di idee diverse da quelle espresse dal governo. Il primo ministro fu abile nel creare alleanze politiche tese non solo a garantire al maggioranza, ma anche a formare una grande coalizione di centro, fondata su un programma largamente condiviso. Questo metodo di governo tuttavia, finiva non di rado per mostrare grandi ambiguità; soprattutto quando, per funzionare, doveva fare promesse a concessioni a singoli deputati o piccoli settori del parlamento. Gli avversari definirono trasformismo questa pratica politica, perché provocava nel governo frequenti “trasformazioni” nell’indirizzo politico. Per ottenere l’appoggio dell’uno o dell’altro movimento, infatti, Depretis era costretto a oscillare tra un orientamento conservatore o liberale e uno maggiormente aperto alle riforme e vicino agli ideali del socialismo.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali riforme introdotte dalla Sinistra sotto la guida di Agostino De Pretis?
- Come riuscì De Pretis a superare le difficoltà nell'approvazione delle leggi?
- Qual è stata l'importanza della Triplice Alleanza per l'Italia?
Sotto la guida di De Pretis, la Sinistra introdusse riforme significative come l'istruzione elementare obbligatoria e gratuita, l'abolizione della tassa sul macinato e l'ampliamento del diritto di voto dal 2% al 6,9% della popolazione, permettendo a quasi 2 milioni di persone di votare.
De Pretis affrontò le difficoltà politiche creando alleanze con altri gruppi, anche con ideologie diverse, per garantire la maggioranza necessaria all'approvazione delle leggi, un approccio che venne definito "trasformismo" per le frequenti oscillazioni politiche che comportava.
La Triplice Alleanza, stipulata da De Pretis con Austria e Germania, fu fondamentale per far uscire l'Italia dall'isolamento diplomatico in cui si trovava dal 1870, inserendola nel contesto della politica internazionale con due alleati potenti.