Concetti Chiave
- All'inizio dell'Ottocento, la transizione da un'economia agricola a una industrializzata interessava solo alcuni paesi, tra cui Inghilterra, Francia e Stati Uniti.
- Verso la fine dell'Ottocento, una crisi di sovrapproduzione si verificò a causa della contrazione dei prezzi delle materie prime, portando a un eccesso di merci sul mercato.
- La grande depressione causò il fallimento di molte aziende e la nascita di monopoli attraverso la formazione di cartelli e trust nell'industria.
- La rivoluzione elettrica e chimica standardizzò la produzione, rendendo possibile la produzione di beni di consumo di massa a costi contenuti.
- Il periodo dal 1870 al 1930 vide una forte interazione tra finanza e industria, con le banche che iniziarono a controllare le grandi aziende attraverso la trasformazione delle compagnie in società per azioni.
Qual è la transizione economica dell'Ottocento?
All’inizio dell’Ottocento solo in pochi paesi era avvenuto il passaggio da un’economia agricola a una industrializzata (alcune zone della Francia, in Inghilterra, Belgio svizzera, Stati Uniti). Dopo circa un secolo si diffonderà in senso globale Il regno unito perde l’egemonia nei commerci mondiali a favore della Germania e stati uniti.
Crisi di sovrapproduzione
Verso la fine dell’ottocento, nei paesi più avanzati dal punto di vista economico i prezzi delle principali materie prime subirono una contrazione. Questo a causa dei minori costi di trasporto e l’aumento di produttività, grazie al progresso tecnologico. In questo modo si immettevano sul mercato una quantità di merci molto elevata rispetto a quella dei consumatori.
Perciò per continuare a vendere bisognava ridurre i prezzi e di conseguenza anche i profitti.
Si originò una crisi, durata 20 e che prese il nome di grande depressione: per la prima volta l’economia era in crisi per un’eccessiva disponibilità di merci, infatti era una crisi di sovrapproduzione.
Evoluzione industriale e protezionismo
Come conseguenza della discesa brusca dei prezzi ci fu la trasformazione dell’apparato industriale ,si affermò infatti la grande fabbrica. Molte aziende fallirono perché non abbastanza competitive, altre invece si unirono in gruppi industriali attraverso cartelli (accordi che fondono in senso orizzontale le fabbriche che producono le stesse cose)o trust (riuniscono sotto una sola direzione in senso verticale le aziende che fabbricano una merce nelle sue diverse fasi, dalle origini al prodotto finale, sono pericolosi perché se in una paese si fondono le fabbriche poi queste sono libere di scegliere i prezzi che vogliono). Spesso si arrivò alla costituzione di veri e propri monopoli (un unico gruppo gestisce il settore).
L’obiettivo da raggiungere era quello di rafforzare il controllo delle industrie: se veniva ristretta la concorrenza si potevano imporre prezzi concordati. In seguito alla grande depressione, si perse la fiducia nel libero scambio e tutti i governi europei a partire dalla Prussia esclusa la Gran Bretagna ritornarono al protezionismo.
Però chiudendo le frontiere alle merci straniere anche le proprie industrie non avevano la possibilità di trovare clienti all’estero. Dunque intervennero i propri stati a sostenere la domanda di manufatti industriali attraverso l’aumento della spesa pubblica per gli armamenti militari. Era necessario che lo stato intervenisse attivamente nel governo dell’economia.
Innovazioni nella produzione
Servivano metodi più efficienti per aumentare la resi di macchine e lavoratori, ossia per fabbricare molta merce e a basso costo. Frederick Taylor suggerì di dividere il lavoro in operazioni più semplici: pochi gesti da eseguire eliminando pause e movimenti dispersivi. In questo modo gli operai non dovevano per forza avere tanta esperienza e abilità perché dovevano svolgere sempre lo stesso incarico.
Per ottimizzare l’impiego dei lavoratori ci fu anche la produzione a flusso continuo (Henry Ford),che consisteva nel portare il lavoro agli operai e non gli operai al lavoro. In questo modi i pezzi da lavorare arrivavano agli operai così non perdevano tempo ed energia per arrivare nella fabbrica.
Rivoluzione elettrica e chimica
Infine sì standardizzò la produzione per eliminare i problemi d’assemblaggio.
Tutti e tre questi elementi furono uniti insieme nella fabbrica automobilistica di Henry Ford. Così poté produrre un manufatto complesso come un autoveicolo e al tempo stesso con un prezzo non eccessivamente alto per accrescere i suoi guadagni. Per l’industria divenne conveniente produrre beni di consumo di massa. Con la seconda rivoluzione industriale ci fu una riduzione del tempo che passava tra una scoperta scientifica e la sua pratica applicazione. I ritmi dell’innovazione tecnologica venivano accelerati dell’unione di conoscenza tecnica e sapere scientifico. L’era dell’elettricità inizia nella seconda fase della rivoluzione. C’era il problema di come produrre tante merci a basso prezzo. La soluzione giunse dopo perfezionamenti alla dinamo effettuati da Ernst von Siemens che permisero di sfruttare l’energia del vapore e poi quella idraulica per produrre elettricità mediante processi magneto-meccanici .
Questa nuova forma di energia era vantaggiosa perché poteva essere trasportata lontano e con poche perdite e poi trasformata in calore luce.
Mentre l’elettricità ci ha messi decenni per arrivare nelle case degli europei (era prima necessario costruire grandi centrali di produzione) la nascita della chimica moderna rivoluzionò fin da subito la vita nelle società sviluppate (disinfettanti, anestetici, prodotti farmaceutici). L’opera che richiese il maggiore sforzo finanziario fu il potenziamento delle ferrovie.
Capitalismo finanziario e banche
era stato necessario concentrare masse imponenti di capitali che avrebbero cominciato a fruttare solo dopo molto tempo. Perciò iniziò la trasformazione delle compagnie ferroviarie in società per azioni. Un’azienda per continuare ad ingrandirsi non poteva rimanere vincolata alle risorse finanziarie di un’unica persona. La proprietà allora venne suddivisa in più parti che poi venivano acquistate e scambiate da vari investitori. Possedere titoli azionari consentiva ai soci di partecipare anche alla nomina del gruppo dirigente. Le banche arrivarono a controllare i grandi colossi industriali. Il periodo che va dal 1870 al 1930 viene definito quello del capitalismo finanziario proprio per la forte compenetrazione fra mondo della finanza e sistema industriale. In questi anni le banche d’affari si erano specializzate nel finanziamento alle imprese. Altre invece gestivano i depositi di piccoli risparmiatori e concedevano prestiti alle aziende. Questo secondo tipo di istituti chiamati banche miste permettevano di dirigere i risparmi di tanti piccoli soggetti verso l’industria. Era un modello bancario rischioso perché legava alle sorti alterne delle attività industriali i risparmi di tanti risparmiatori
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali caratteristiche della transizione economica dell'Ottocento?
- Cosa ha causato la crisi di sovrapproduzione alla fine dell'Ottocento?
- Come ha influenzato il protezionismo l'industria europea dopo la grande depressione?
- Quali innovazioni nella produzione hanno caratterizzato l'industria dell'Ottocento?
- In che modo il capitalismo finanziario ha trasformato le aziende nel periodo tra il 1870 e il 1930?
All'inizio dell'Ottocento, solo alcuni paesi avevano completato il passaggio da un'economia agricola a una industrializzata. Tuttavia, entro la fine del secolo, questa transizione si diffuse globalmente, con il Regno Unito che perse la sua egemonia commerciale a favore di Germania e Stati Uniti.
La crisi di sovrapproduzione, nota come grande depressione, si originò a causa della contrazione dei prezzi delle materie prime, dovuta a minori costi di trasporto e aumento della produttività. Ciò portò a un eccesso di merci sul mercato rispetto alla domanda dei consumatori.
Dopo la grande depressione, i governi europei, eccetto la Gran Bretagna, tornarono al protezionismo per rafforzare il controllo delle industrie. Questo portò alla formazione di monopoli e alla necessità di intervento statale per sostenere la domanda di manufatti industriali.
Innovazioni come la divisione del lavoro proposta da Frederick Taylor e la produzione a flusso continuo di Henry Ford hanno reso la produzione più efficiente, consentendo di fabbricare merci a basso costo e aumentando la produttività degli operai.
Durante questo periodo, le compagnie ferroviarie si trasformarono in società per azioni, permettendo la raccolta di capitali da vari investitori. Le banche iniziarono a controllare grandi colossi industriali, creando una forte interconnessione tra finanza e industria, definita capitalismo finanziario.