Nell'ultimo ventennio del secolo sull'Europa e sugli Stati Uniti si abbatte la lunga depressione. Essa arriva dopo una prodigiosa crescita demografica, grazie alla quale si è sviluppato un nuovo urbanesimo che ha determinato l'incremento del mercato immobiliare a vantaggio delle vecchie aristocrazie e un potenziamento dei servizi. Tale congiuntura positiva si arresta bruscamente nel 1873 quando il crollo della produzione europea di cereali, l'invasione dei mercati da parte del grano americano e la sovrapproduzione delle industrie provocano una gravissima crisi economica, per far fronte alla quale le nazioni del vecchio continente impongono il protezionismo, la meccanizzazione dell'agricoltura e la differenziazione delle colture. Nello stesso tempo l'ampliamento del mercato internazionale porta alla necessità di concentrare il capitale attraverso le holdings, i cartelli e i trusts e questo segna la fine della libertà di impresa che aveva caratterizzato la prima rivoluzione industriale. Gli anni della crisi coincidono paradossalmente con un fervore tecnologico- scientifico cui si dà il nome di seconda rivoluzione industriale. Essa vede il tramonto del primato dell'Inghilterra e l'ascesa di Germania, Stati Uniti e Giappone, e si basa su due nuove fonti di energia, l'elettricità e il petrolio, che gradualmente sostituiscono il vapore. L'elettricità è stata scoperta alla fine del Settecento, ma viene applicata all'industria solo nel 1860, quando Pacinotti inventa la dinamo. Vent'anni dopo Edison in vendita a sua volta le centrali idroelettriche e la lampadina, trasformando radicalmente la vita quotidiana. Grazie all'elettricità compaiono anche il telefono e il fonografo e vengono scoperte le onde elettromagnetiche, grazie alle quali, nel 1895, Marconi inventò il telegrafo senza fili, al quale seguono le radio e raggi X.

L'altra grande fonte di energia è il petrolio, che gli Stati Uniti e l'impero Russo cominciano a estrarre dal sottosuolo a metà Ottocento. Un suo derivato è la benzina, che permette l'invenzione del motore a scoppio e dell'automobile. La seconda rivoluzione industriale è definita anche età dell'acciaio perché di questa lega di ferro e carbonio, nota fin dall'antichità, si comincia a fare un uso enorme, impiegandolo anche nell'edilizia civile con l'introduzione del cemento armato.Un ruolo fondamentale lo ricopre la chimica, che permette di produrre l'alluminio e di brevettare la dinamite, ma anche, grazie all’anilina, di creare nuovi coloranti che rivoluzionano l'industria tessile. È sempre un procedimento chimico a dar vita alla prima fotografia, alla pellicola cinematografica e ai film. I coloranti inoltre impiegati negli studi di biologia, permettono individuazione di bacilli della tubercolosi e del colera e la scoperta dei vaccini contro la rabbia e il vaiolo. In medicina, invece, la chimica porta alla creazione di nuovi farmaci come il bromuro e l'aspirina. Di questa branca della scienza si avvale anche l'industria alimentare, che scopre la pastorizzazione, il congelamento degli alimenti e il loro inscatolamento: è una svolta nell’alimentazione, perchè adesso i cibi possono essere trasportati a grande distanza dai luoghi di produzione. Ciò significa che l'apertura di nuovi mercati, La salvezza per le popolazioni colpite da carestie, maggiori possibilità di vita per i bambini. Nello stesso periodo un medico ungherese sconfiggere la febbre puerperale, abbattendo la percentuale dei decessi, e vengono messi in atto nuovi sistemi di prevenzione delle infezioni. Inoltre si affermano le teorie degli igienisti e nasce la statistica.

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