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Nel 1941 Hitler e i suoi generali mettono a punto i piani di invasione dell'Unione Sovietica, campagna che il Fuhrer ritiene prioritaria in quanto Stalin non è solo un pericoloso nemico sul piano militare, ma anche un rivale da schiacciare sul piano ideologico. Il 21 Giugno invadono il territorio sovietico e l'URSS si fa cogliere impreparata, debole e privata dei suoi migliori generali. I tedeschi avanzano velocemente e pongono Leningrado sotto assedio, prendono Kiev e sono a soli 20 km da Mosca. Il contrattacco russo è disastroso e inizia così la ritirata che si trasforma in tragedia in quanto i soldati si ritirano a piedi nel gelo russo. Washington che rimase neutrale fino ad allora, entra in guerra a fianco di Londra e Mosca il giorno successivo all'attacco aereo di Tokyo che ha scagliato contro la base navale di Pearl Harbor, nelle Hawaii. Dopo una avanzata di 600 km nel deserto raggiunge El Alamein ad appena 65 km dal Cairo: ma la distanza dalla base di rifornimento è determinante e rende difficile l'ulteriore avanzata. L'8 novembre gli USA sbarcano in Marocco e gli italo-tedeschi si arrendono in Tunisia. Il 9 luglio inglesi e statunitensi sbarcano in Sicilia e le conseguenze sono la caduta del regime fascista e la resa dell'Italia. La penisola si spacca in due. Al nord C'ERA la Repubblica di Salò che conferma l'alleanza tra Hitler e Mussolini e al sud perdura il Regno dei Savoia, riconosciuto co-belligerante dagli Alleati.

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