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Rivoluzione russa

La Rivoluzione Russa ha portato alla nascita del primo stato socialista del mondo, l’URSS. Il protagonista principale della rivoluzione è Lenin.
Fino allo zar Alessandro II, l’economia russa era stata sostanzialmente rurale; con lui la Russia visse una rivoluzione industriale: nacquero complessi industriali nell’ambito tessile, metallurgico e chimico. Mosca e San Pietroburgo furono i centri industriali più importanti, insieme al territorio degli Urali (industrie estrattive) e alla regione del Caspio (industrie petrolifere). È in questi territori che si forma la classe operaia e nasce la figura dell’operaio.
Nello stesso periodo, si erano formati dei movimenti di opposizione alla monarchia: il partito dei cadetti KD, un partito costituzionale democratico, che voleva rendere la società russa più moderna e introdurre una forma politica con parlamento, partiti, costituzione ecc.; l’anarchismo, di cui vari gruppi poi confluirono nel Partito Socialista Rivoluzionario; il Partito Social-Democratico, partito marxista e socialista.

Nei primi anni del ‘900, il Partito Social-Democratico era diviso tra due diverse correnti: l’ala riformista, la minoranza, formata dai menscevichi e rappresentata da Plechanov, e quella rivoluzionaria, la maggioranza, formata dai bolscevichi e rappresentata da Lenin.
Plechanov sosteneva che la Russia era ancora un paese troppo agricolo. Conoscendo la filosofia di Karl Marx, sapeva del concetto della dinamica della storia, però credeva che non potesse operarsi una rivoluzione come quella tra proletariato e capitalismo, perché queste due classi non esistevano in Russia, perché la società era ancora praticamente feudale. Plechanov aveva come obiettivo finale la rivoluzione, ma prima doveva trasformare la società feudale, in cui regna il feudatario, in una capitalista, dove regna il capitalista, passando da quella borghese, dove regna la borghesia.
Secondo Lenin, invece, si poteva saltare la fase borghese e passare subito alla fase capitalista (Leninismo). Inoltre, secondo lui, questo era il momento più adatto perché il proletariato operasse le idee di Karl Marx. Sostenne la sua opinione attraverso il suo libro Imperialismo, fase suprema del capitalismo, dove mostra che la prima Guerra Mondiale è stato un evento capitalistico e ha schiacciato la classe operaia; per questo la classe operaia deve “spodestare” al più presto il governo capitalista.
Le due correnti cercarono di trovare un compromesso, ma senza successo, e nel 1912 con la conferenza di Praga nasce un partito autonomo, guidato da Lenin: il Partito dei Bolscevichi, che una volta completata la rivoluzione nel 1918 diventerà il Partito Comunista.
Nel febbraio 1917, a Pietrogrado, dei soldati si rifiutarono di partire per il fronte tedesco, dando inizio a una rivolta a cui aderirono anche operai e studenti di quella città: essi chiedevano che la Russia adottasse un sistema costituzionale. Le truppe dello zar Nicola II cercarono di porre fine a questa rivoluzione ma senza successo e Nicola II fu costretto ad abdicare. A questo punto nacquero due centri di potere: da un lato il governo provvisorio guidato dal liberaldemocratico Kerenskij, dall’altro i Soviet. I Soviet (soviet = consiglio) erano delle associazioni spontanee di operai, contadini e soldati nate a partire dal 1905, ma all’inizio i soldati non vi facevano parte ed erano molto meno diffuse.
Lenin pubblica su Pravda, il giornale dei bolscevichi diretto da Stalin (successore di Lenin), le Tesi di Aprile, un documento di dieci punti in cui esprime l’idea che sia ora di rompere con il governo provvisorio e attribuire il potere ai Soviet. Lenin sosteneva inoltre l’eliminazione della proprietà privata dei terreni, in quanto i Soviet avrebbero controllato la produzione al posto dei proprietari terrieri, e la nazionalizzazione delle banche, poste sotto il controllo dei Soviet. Nel 1919 sarà poi creata la Terza Internazionale con lo scopo di promuovere il modello della rivoluzione russa (marxismo-leninismo) in tutto il mondo.
Tuttavia, nell’aprile 1917, i bolscevichi erano circa 50mila su una popolazione di 100milioni. Sono riusciti a prendere il potere non tramite una rivoluzione, ma una semplice occupazione.
Il 23 ottobre Lenin superò le opposizioni, anche all’interno del suo stesso partito e affidò al suo braccio destro Trockij , ex menscevico, la parte militare dell’operazione: egli organizzò le Guardie Rosse, che presero il controllo delle strade principali di san Pietrogrado, si avvicinarono al palazzo di inverno, dove resideva il governo provvisorio, che però era praticamente vuoto e infatti se ne impadronirono facilmente il 25 sera. Per questo non è considerata una rivoluzione, ma una presa militare. Lenin prende il potere e istituisce un governo provvisorio personale rivoluzionario caratterizzato da presenze esclusivamente bolsceviche à Consiglio dei Commissari del Popolo
Il primo obiettivo del governo fu quello di dare una costituzione, per questo fu convocata l’assemblea costituente, che nel frattempo era stata eletta. Tuttavia, Lenin pubblica Stato e Rivoluzione, un testo dove definisce la propria ideologia politica e riprende le idee marxiste: nella nuova società socialista non ci sarà bisogno di parlamenti e democrazia; tutto sarà governato e organizzato dal popolo. Per queste ragioni, Lenin scioglie l’assemblea e instaura la cosiddetta dittatura del proletariato: vengono soppressi i partiti di opposizione e l’unico partito ammesso in Russia sarà il partito comunista.
La Russia si ritira dalla prima guerra mondiale nel 1917, firmando il trattato di Brest-Litovsk, veramente penalizzante, in quanto la Russia perde molti territori. Nella primavera del 1918 truppe francesi e inglesi sbarcarono sia a nord che sulle coste del mar Nero, mentre le truppe americane e giapponesi penetrarono nella Siberia orientale. Queste armate avevano l’obiettivo di rovesciare il potere dei bolscevichi e sconfiggere le Guardie Rosse, per questo furono chiamate Armate Bianche. Lenin fu costretto a fare organizzare a Trockij un esercito apposta per la difesa da zero, che chiamò Armata Rossa, formata da contadini e operai. Alla fine l’Armata Rossa respinse quelle Bianche e nel 1922 nasce l’URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche).

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