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La Rivoluzione Russa del 1905

Nel 1904, scoppia la guerra russo-giapponese che alle prime sconfitte fa esplodere il malcontento e l’esasperazione popolare. Nel gennaio 1905, il pope Gapon guida una grande dimostrazione popolare che si presenta al Palazzo Imperiale per reclamare pane e riforme. Questa dimostrazione viene respinta a fucilate dalle guardie dello zar che fa tante vittima e diffonde il terrore. Tuttavia, la rivolta non si ferma e si diffonde in tutto il paese: scioperi a carattere rivoluzionario, ammutinamento della flotta, formazione dei consigli di operai in sciopero (= soviet) e intellettuali che manifestano solidarietà con gli operai. Lo zar annuncia di voler istituire un Parlamento (= Duma), concede la libertà di parola, di stampa e di associazione. Poiché la legge elettorale è predisposta in modo tale da assicurare al governo e ai ceti privilegiati la maggioranza della Duma, i rivoltosi non si arrestano e reclamano un’assemblea costituente e operai, contadini e soldati continuano l’agitazione, sostenuti dai soviet. La pace con il Giappone permette allo zar di richiamare l’esercito dall’ Estremo Oriente e di soffocare la rivolta nel sangue. Lo zar resiste ad ogni trasformazione in senso occidentale e la milizia mantiene inalterata la sua onnipotenza. L’attività clandestina dei rivoluzionari non si arresta.
Il ministro Stolypin cerca di dividere le masse contadine cercando di attirare alla causa conservatrice la parte più ricca. In fatti inizia una riforma agraria che istituisce la proprietà privata, sostenendo così i contadini ricci (= kulaki) contro i più poveri (= mugik) i quali, tuttavia reclamano la spartizione delle terre della nobiltà. La riforma di Stolypin mira quindi a creare un ceto di piccoli proprietari agricoli orientati ad una attività imprenditoriale rivolta ad un mercato di tipo capitalistico. Nel 1911, Stolypin è vittima di un attentato terroristico e lo zar rende sempre più inefficace l’azione della Duma e coarta le elezioni. La Rivoluzione del 1905 che si conclude col fallimento di ogni speranza di riforma e in una mancata trasformazione liberale della Russia, prepara la strada alla Rivoluzione del 1917.
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