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Rivoluzione industriale inglese: questionario


1) Quali differenze ci sono tra una bottega artigiana e una manifattura?
2) Quando e come cominciò la Rivoluzione industriale?
3) Che cos’era l’industria a domicilio?
4) Qual era la fonte di energia nelle prime fabbriche?
5) Perché si decise di meccanizzare il settore tessile?
6) A quale scopo venivano usate le prime macchine a vapore?
7) Quale dispositivo inventò Edmond Cartwright?
8) Quando fu inventata la locomotiva a vapore? Da chi?
9) A che cosa serve un altoforno?
10) Che cos’è la ghisa? Fu ottenuta prima o dopo l’acciaio?
11) In che modo l’industrializzazione modificò le importazioni e le esportazioni inglesi?
12) Quali condizioni favorirono lo sviluppo della Rivoluzione industriale proprio in Inghilterra?

Risposte
1. La bottega artigiana, frequente nel Medioevo e nel Rinascimento, era gestita da un maestro artigiano aiutato da alcuni operai, chiamati garzoni. I prodotti erano realizzati a mano ed un pezzo per volta. Invece, nella manifattura, tipica Rivoluzione industriale inglese del XVIII secolo, lavorava un numero maggiore di addetti che utilizzavano macchine messe in moto da nuove fonti di energia come il vapore. La produzione era molto più veloce e più numerosa.
2. La Rivoluzione industriale ebbe inizio in Inghilterra nella seconda metà del XVIII secolo quando cominciarono a funzionare le prime fabbriche che utilizzavano il vapore come fonte di energia.
3. L’industria a domicilio in inglese si chiamava putting-out system. La lavorazione del materiale grezzo veniva effettuata dalle famiglie nel proprio domicilio e questo permetteva ai contadini di integrare un po’ il reddito ricavato dalla coltivazione dei campi.
4. Nelle prime macchine, la fonte di energia era costituita dalle braccia umane che dovevano azionare i vari meccanismi.
5. Il sistema del lavoro a domicilio era poco produttivo perché in un giorno una famiglia di contadini poteva produrre soltanto pochi ettogrammi di filato che in una settimana diventavano pochi metri di stoffa. Per questo si pensò di meccanizzare l’industria tessile: il lavoro diventò così più rapido e la quantità dei tessuti prodotti più abbondante.
6. Le prime macchine a vapore venivano utilizzate per svuotare più in fretta l’acqua accumulata nelle miniere, tramite apposite pompe chiamate “pompe a fuoco”
7. Edmond Cartwright inventò il telaio meccanico che utilizzava il vapore come fonte di energia.

8. La locomotiva a vapore fu inventata nel 1814 dall’inglese George Stephenson
9. Un altoforno serve per ottenere une temperatura molto elevata . Questo permette di ridurre il ferro allo stato puro e di lavorarlo per ottenere prodotti molto resistenti.
10. La ghisa è una lega derivata dal carbonio + ferro. Il carbonio viene ottenuto bruciando il minerale ferroso. Anche l’acciaio è una lega composta principalmente da ferro e carbonio, ma quest'ultimo in percentuale non superiore al 2,06%; oltre tale limite, la lega ha delle proprietà diverse e si chiama ghisa. L’utilizzo della ghisa precede di circa 60 anni quello dell’acciaio.
11. L’industrializzazione ebbe un effetto molto positivo sulle importazioni e soprattutto sulle esportazioni. Le importazioni aumentarono di 10 volte e le esportazione aumentarono di ben 14 volte. Questo significa che durante la Rivoluzione industriale la bilancia commerciale inglese era molto attiva.
12. La Rivoluzione industriale inglese fu favorita da diversi elementi:
presenza di un impero coloniale molto vasto da cui importare molte materie prime (es. il cotone),
• presenza di un importante flotta navale dedicata al commercio internazionale, guadagni elevati ricavati da terreni ben coltivati,
• una politica del Governi inglese che favoriva coloro che volevano investire i propri capitali nell’industria,
• un sistema politico molto stabile che dava sicurezza alla ricca classe borghese degli affari e del commercio,
• leggi che favorivano la libertà economica,
• una popolazione numerosa che forniva alle fabbriche la manodopera necessaria e richiedeva sempre più beni di consumo e che quindi contribuiva all’aumento della produzione,
• una fitta rete di vie di comunicazione,
• nuove scoperte scientifiche applicate alla tecnica come il motore a vapore, la ghisa e l’acciaio.
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