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Le abitudini alimentari della prima rivoluzione industriale erano legate alle produzioni locali. Si mangiava poco e l'alimentazione di base era costituita da minestre di verdura e pane,la carne era molto rara. Il mais e la patata costituirono la novità più importante per gli europei,soprattutto per quest'ultima che arrivò dall'Irlanda e si diffuse in quasi tutte le regioni. La polenta divenne la base dell'alimentazione dei contadini e spesso si ci ammalava poiché non conteneva la niacina che è una vitamina indispensabile per l'organismo così si ci ammalava di pellagra che si manifesta con piaghe sul corpo e conduce a pazzia e morte. Anche la pasta si affermò in questo periodo,soprattutto a Napoli e all'epoca si mangiava senza condimento o con il formaggio grattugiato. La maggioranza degli operai occupava abitazioni di due camere e la minoranza alloggi di una sola stanza. Le famiglie che erano numerose non potevano permettersi molte cose come il vino,massimo una volta a settimana. La carne,inoltre,era un lusso domenicale.

La prima industrializzazione ha realizzato una nuova era economica e sociale con sconvolgimenti politici liberali e nazionalisti. Il vecchio regime si ferma. Il England XVIII secolo è stato il primo a presentare innovazioni scientifiche e tecnologiche ed è utile per i processi di trasformazione delle materie prime. La dottrina liberale è presentato nelle nuove teorie economiche di Adam Smith e David Ricardo. Mentre non vi è un problema relativo al bilancio territoriale tra aree rurali e urbane. L'età industriale presenta una riorganizzazione della proprietà di ricchezza e nuovi concetti della società moderna. Quando si parla di classe si sente salire la borghesia Urbine e l'emergere di un proletariato di città e campagna.

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