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Rivoluzione Bolscevica, cause e conseguenze

Situazione della Russia nei primi del ‘900
La Rivoluzione Bolscevica è un evento di fondamentale importanza storico-sociale che prese campo in Russia nel primo ventennio del novecento e che ne cambiò per sempre il volto.
Prima di cominciare a trattare la rivoluzione vera e propria bisogna introdurre la situazione socio-politica della Russia durante i primi anni del novecento: al capo del governo vi era lo Zar il quale aveva potere assoluto sul popolo e sulle istituzioni; il sistema economico era arretratissimo, infatti soltanto nel 1860 era stata abolita la servitù della gleba e negli anni successivi era cominciato un processo di ammodernamento delle infrastrutture; la società invece era caratterizzata in modo tale che non ci fosse una classe media,vi erano dunque i troppo ricchi (nobili e capitalisti) e i troppo poveri (lavoratori e contadini), tuttavia alcune eccezioni erano rappresentate da una sorta di borghesia intellettuale ( ad esempio Dostoevskij) e dai cadetti.

Lo Zar, ai tempi Nicola II, decise di far fronte ai problemi di arretratezza della Russia attuando una politica espansionistica che aveva le sue mire nelle zone dei popoli Slavi allora sotto il dominio turco e verso la Manciuria, in Cina. Per quanto riguarda i territori slavi la Russia riuscì a liberare le popolazioni slave dall’egemonia ottomana (panslavismo) ma le terre appena ottenute vennerò concesse dalla Germania all’Austria in seguito al congresso di Berlino (1881) per attuare una politica di equilibrio all’interno dei tre imperi europei. Riguardo la Manciuria invece la Russia vedeva opporsi ai suoi piani quelli del Giappone chedal 1868 aveva iniziato un processo di modernizzamento : la potente e imbattuta Russia vide il suo esercito essere sconfitto contro quello dei “ barbari nani gialli” (battaglia russo-nipponica) nel 1905.
Prime rivolte da parte del popolo
Di conseguenza alla guerra russo-nipponica il popolo russo reagì a questa situazioni con alcune proteste pacifiche (domenica di sangue) soprattutto a San Pietroburgo, chiedendo riforme per il popolo, lo Zar da parte sua ordina all’esercito di sparare sulla folla reprimendo così le proteste in un bagno di sangue e questo creerà un profondo distacco tra il popolo e lo Zar. Quest’ultimo costretto dalla situazione effettuerà timide riforme tra le quali il ripristino della Duma (parlamento russo) e una riforma agraria da parte di Stolypin la quale prevedeva distribuzione di terre demaniali, ma che in realtà contribuì all’arricchimento di contadini capitalisti,i kulaki, a discapito dei mir. Nonostante queste riforme lo Zar scioglierà il parlamento nei momenti di maggiore importanza per il popoplo e ciò causerà una situazione di stallo fino al 1914. In questo periodo incominciano ad emergere alcune associazioni rivoluzionarie come l’intellighenzia ,che voleva stabilire un solido rapporto col popolo per porre le basi ad una possibile rivolta, e i populisti, i quali invece rinunciavano a questo rapporto puntando maggiormente ad agire occasionalmente e violentemente.
Nel 1914 si ha la discesa in guerra da parte della Russia e ciò causerà all’interno del paese un grave malcontento dovuto soprattutto alla formazione nel fronte di eserciti non professionisti che comprendevano anche lavoratori: questo porterà a rivolte non pacifiche da parte del popolo che chiedeva pace, pane e che lo Zar abdicasse( tuttavia c’è da aggiungere che molte delle decisioni prese dallo Zar furono influenzate molto dal parere di una sorta di consigliere e santone che era Rasputin). Come effettuato nel 1905 lo Zar ordina di sparare sulla folla ma questa volta l’esercito fraternizza col popolo (febbraio 1917): a questo punto lo Zar si vede costretto ad abdicare in favore di Michel Romanov che rifiuterà data la situazione. Adesso si ha la formazione di due governi provvisori: uno capitanato dal principe L’vov, l’altro è un governo di sinistra portato avanti da Kerenskij al quale però non parteciparono i bolscevichi. Inoltre si instituirà un consiglio dei commissari del popolo, il SOVIET, di cui anche l’esercito farà parte.
Ritorno in patria di Lenin e colpo di Stato
Il governo Kerenskij tuttavia disattende le speranze del popolo riguardo il ritiro dalla guerra a causa dell’entrata in guerra da parte dell’America, ma nel 1917 la Germania paga una cauzione per il ritorno in patria di Lenin affinchè la Russia esca dalla guerra, allora egli torna in patria accolto come fosse un eroe liberatore. Lenin espone dunque il suo modello politico di stampo marxista che si sarebbe basato sul proletariato e sui suoi compiti: questi principi li affermerà con le tesi di aprile le quali si basavano sul potere popolare ai SOVIET per contrastare ed eliminare il governo provvisorio; l’ uscita della Russia dalla guerra; tutto il potere al popolo, le terre ai contadini e le fabbriche agli operai.
In questo periodo ci sarà un tentativo da parte di Kornilov di ripristinare un potere assoluto zarista di tipo militare che tuttavia fallirà.
La situazione divenne incandescente al punto tale che Kerenkij fu costretto a chiedere aiuto ai bolscevichi per la gestione del governo e allora Lenin trasse vantaggio dalla debolezza di Kerenskij e la notte tra il 24 e il 25 ottobre organizzò un colpo di stato insieme a Trotzkij,Kamenev e Zinoviev assalendo il palazzo d’inverno,sede del governo russo.
Proprio Lenin darà vita a questo punto ad una sorta di organizzazione detta sovnarkom con a capo Lenin stesso affiancato da Trotzkij come ministro degli esteri e Stalin delle nazionalità russe. L’anno successivo sarà rispettato l ‘accordo con la Germania e Trotzkj firmerà il trattato di Brest-Litovsk che sancirà l’uscita dalla guerra della Russia.
Guerra civile e comunismo di guerra
Tuttavia questa presa di potere da parte di Lenin degenera in seguito alle votazioni per le rappresentanze all’assemblea costituente alle quali i bolscevichi ottennerò pochi voti, allora Lenin scioglie l’assemblea e dichiara la dittatura del proletariato e gli altri partiti vengono ritenuti fuori legge e si organizzano di conseguenza militarmente con alcuni ex-ufficiali fondando le armate bianche alle quali però Trotzkij, divenuto ministro della guerra, opporrà le armate rosse e fonderà l’organizzazione segreta CEKA. Dal 1918 al 1921 la Russia sarà sede di una spietatissima guerra civile che non darà alcuna tregua al popolo.
Per quanto riguarda l’armata bianca questa sarà in un primo momento aiutata dall’intesa che temeva la diffusione del comunismo e che vedeva in Lenin il nemico che aveva fatto ritirare la Russia dalla guerra; l’ armata rossa invece si dimostrava autonomamente potente in quanto era a capo del governo. Gli anni della guerra civile furono caratterizzati dal “comunismo di guerra” il quale prevedeva l’organizzazione della vita di tutto il popolo in modo che potesse alimentare l’armata rossa e chi si rifiutava di collaborare veniva ucciso. Questo comunismo di guerra causerà proteste da parte dei kulaki i quali rivendicavano il guadagno per il proprio lavoro in quanto ogni prodotto veniva preso per alimentare l’armata e questo determinò anche che tutti i lavoratori lavorassero non retribuiti.
Al termine della guerra l’armata rossa ebbe la meglio in seguito alla mancata continuazione dell’appoggio da parte dell’intesa all’armata bianca dopo i trattati di pace del 1918. La fine della guerra portò ad un calo drastico della produzione dovuto al fatto che hai lavoratori mancava la motivazione rappresentata dal guadagno allora Lenin è costretto ad inaugurare una nuova politica economica (NEP) la quale prevedeva una maggiore libertà di iniziativa privata e libertà di commercio: Bucarin disse “contadini arricchitevi”.
Nel 1922 viene instituita l’URSS ovvero l’unione delle repubbliche socialiste sovietiche. Nello stesso anno Lenin si ammalò gravemente e divenne segretario del partito comunista Stalin; incomincia a delinearsi un contrasto tra gli schieramenti di Stalin e Trotzkij: quest’ultimo seguiva gli ideali di Lenin ed era a favore dell’industrializzazione e della rivoluzione permanente,ovvero una rivoluzione anche fuori dai confini russi; Stalin invece inizia a lavorare subdolamente appoggiando le tesi di Bucarin che prevedevano il comunismo in un solo stato e ciò fece aderire gran parte del popolo allo schieramento di Stalin. A questo punto Trotzkij viene espulso dal partito comunista sovietico e dalla Russia (1929) per poi essere ucciso a Città del Messico a picconate perché continuava a combattere Stalin.

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