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Risorgimento Italiano

Il Risorgimento Italiano è il periodo iniziato nel 1815 con il Congresso di Vienna ma non si conosce ancora la data della sua conclusione. Ci sono 3 ipotesi:
1. 1861 = nascita del Regno d'Italia;
2. 1870 = conquista di Roma;
3. 1918 = fine della Prima Guerra Mondiale;
Nel corso di questo periodo gli italiani combatterono contro gli stranieri che occuparono il nord Italia per avere l'indipendenza e per l'unificazione della nazione.
Tra il 1797 e il 1799 in Italia nacquero le Repubbliche Sorelle:

1. Repubblica Partenopea = con capitale Napoli;
2. Repubblica Romana = con capitale Roma;
3. Repubblica Cisalpina = con capitale Milano;
Esse furono sotto il controllo di Napoleone e durarono fino al 1814, quando egli fu sconfitto nella Battaglia di Waterloo.
Nel 1815 ci fu il Congresso di Vienna, il quale diede inizio al processo di "Restaurazione" dell'Europa. L'obiettivo fu riportare i confini degli Stati d'Europa com'erano prima della Rivoluzione Francese e riportare sul trono i capi di ciascuna nazione.
Tutto ciò fu molto difficile e infatti gli storici parlano di "Impossibile Restaurazione" perché gli ideali delle persone non si poterono cambiare o cancellare dopo quasi 30 anni di storia.
Austria, Russia e Prussia organizzarono la "Santa Alleanza" con l'aiuto della Chiesa. Il loro scopo fu quello di reprimere in tutti i modi qualsiasi tipo di rivolta e ribellione contro lo Stato restaurato. Se in una delle tre nazioni fosse partita qualche rivolta, le altre due nazioni sarebbero dovute intervenire all'interno di quella nazione per sedare quella rivolta.

Nel Congresso di Vienna le nazioni che sconfisssero Napoleone (Inghilterra, Austria, Russia e Prussia) stabilirono 2 principi sui quali basare la Restaurazione d'Europa:
1. Legittimità = ogni zona o Stato precedentemente conquistato doveva essere restituito al suo legittimo proprietario;
2. Equilibrio = nessuno Stato sarebbe dovuto diventare troppo forte o pericoloso;
Intanto l'Italia fu divisa in tanti Stati, i più importanti furono:
1. Regno delle due Sicilie = a capo del quale ci fu Ferdinando di Borbone;

2. Stato della Chiesa = Papa Gregorio XVI;
3. Regno di Sardegna = in mano ai Savoia, il Re fu Vittorio Emanuele;
4. Granducato di Toscana = Leopoldo II;
5. Regno Lombardo-Veneto = in mano agli austriaci;
Esse furono tutte Monarchie Assolute, cioè furono governate da un solo sovrano ma non ebbero una Costituzione, dunque il sovrano non ebbe limiti di potere.
La Restaurazione provocò una "Delusione Storica" perché i cittadini persero tutto ciò che ebbero ottenuto con tanta fatica, cioè la libertà. Per questo si sentirono traditi.
Gli obiettivi del Risorgimento furono liberare l'Italia dallo straniero e riunirla in un unico Stato. Per raggiungere questi obiettivi gli italiani si divisero in:
1. Moderati = vollero fare le cose pacificamente;
2. Estremisti = vollero fare le cose con violenza;
Tra questi ci furono:
1. Repubblicani = estremisti, vollero eliminare la Monarchia;
2. Federalisti = moderati, vollero fare una Confederazione di Stati;
3. Monarchici = vollero che a capo dell'Italia ci fu una sola persona. Cavour volle che il Piemonte diventasse il modello su cui costruire l'Italia;
Le tappe del Risorgimento Italiano

Le tappe più importanti del Risorgimento Italiano furono:


1. 1820 e 1830 = Moti insurrezionali:

Nelle più grandi città italiane ci furono dei moti insurrezionali per avere l'indipendenza e la Costituzione.


2. 1848 = Prima Guerra di Indipendenza:

In tutti i Paesi europei si accese la ribellione contro l'assolutismo monarchico. Nel 1846 morì Papa Gregorio XVI, un Papa reazionario, cioè usava la forza per opporsi al cambiamento. Fu eletto Papa Pio IX, il quale fu accolto come un Papa liberale e infatti concesse la liberazione a tutti i carcerati delle insurrezioni.

Nel 1848 concesse la Costituzione allo Stato Pontificio, limitando così il suo potere. In seguito anche tutti gli altri Stati concessero la Costituzione.
Ci furono inoltre delle insurrezioni a Milano e Venezia, le quali furono sotto il controllo austriaco. Di fronte a questo clima, Carlo Alberto, Re del Regno Sardo-Piemontese, dichiarò guerra all'Austria. Gli altri sovrani intervennero contro il Regno Austro-Ungarico, fu la prima guerra federalista perché gli altri Stati si misero d'accordo per combattere contro lo straniero. Ci furono dei problemi di organizzazione e allora Papa Pio IX comandò un'allocuzione, cioè richiamò indietro le sue truppe perché non volle combattere contro un regno cristiano come l'Austria. Si ritirarono anche gli altri Stati lasciando da solo Carlo Alberto, il quale fu costretto ad arrendersi e abdicò a favore del figlio Vittorio Emanuele II. Dopo questa Guerra tutti gli Stati abolirono la Costituzione, rimase solo lo Statuto Albertino in Piemonte.


3. 1859 = Seconda Guerra di Indipendenza:

Entrò in scena Cavour, capo del governo Sardo-Piemontese, il quale capì che un piccolo Stato come quello piemontese non avrebbe mai potuto sconfiggere l'Austria e quindi cercò un alleato. Nel 1854 partecipò alla Guerra di Crimea, in cui mandò 16000 uomini contro la Russia in sostegno di Francia e Inghilterra. Finita la Guerra, le parti si sedettero per le trattative di pace e Cavour ne approfittò per presentare il problema degli austriaci come una minaccia per le altre potenze europee perché sarebbero potute partire delle insurrezioni e rivoluzioni che avrebbero minacciato tutta l'Europa come la Rivoluzione Francese.
Napoleone III strinse degli accordi segreti con Cavour chiamati "Accordi di Plombieres", i quali stabilirono che se l'Austria avesse dichiarato guerra al Piemonte, la Francia sarebbe dovuta intervenire in suo aiuto, in cambio Napoleone volle Nizza e Savoia, di proprietà del Piemonte.

Cavour iniziò a provocare l'Austria posizionando delle truppe armate al confine, così l'Austria inviò un ultimatum al Piemonte intimandolo di smuoverle al più presto altrimenti avrebbe dichiarato guerra. L'ultimatum venne ignorato e l'Austria dichiarò guerra al Piemonte. Come da accordo, Napoleone intervenne ma dopo poco tempo si ritirò perché i francesi lo ebbero sfiduciato dato che la guerra costò molto in termini economici e di perdite umane. Per questo motivo egli firmò l'armistizio di Villafranca con l'Austria.
Cavour rimase solo e firmò la pace con l'Austria, la quale mantenne il Veneto ma perse la Lombardia.
Intanto il regno Sardo-Piemontese annesse, con il permesso di Napoleone III, la Lombardia, la Toscana, l'Emilia, Modena, Reggio e Parma. In cambio diede Nizza e Savoia alla Francia.


4. 1860 = Spedizione dei 1000:

Garibaldi prese accordi con Vittorio Emanuele II e decise di organizzare una spedizione di mille volontari, i quali partirono dalla Liguria in nave e sbarcarono a Marsala in Sicilia. Essi combatterono contro i Borboni e li sconfissero a Calatafimi anche perché Garibaldi promise a tutti i contadini siciliani (Picciotti) di ridare loro tutte le terre che lo Stato li aveva tolto. Dopo questa vittoria, i 1000 liberarono tutta la Sicilia e anche la Campania prendendo il possesso di tutta l'Italia meridionale in nome di Vittorio Emanuele II. Garibaldi provò anche ad occupare Roma ma il Re lo fermò a Teano perché non volle mettersi contro il Papa.


5. 1861 = proclamazione del Regno d'Italia:

Tutta la penisola, ad eccezione del Veneto e dello Stato Pontificio, fu sotto il controllo del Regno Sardo-Piemontese, si parlò infatti di "Piemontesizzazione" dell'Italia. Il 17 marzo 1861 fu proclamato il Regno d'Italia, con capitale Torino con lo Statuto Albertino come Costituzione.


6. 1866 = Terza Guerra di Indipendenza:

L'Italia approfittò di una guerra tra Austria e Francia e intervenne in aiuto di quest'ultima ma perse due battaglie: una via terra (Custoza) e una via mare (Lissa). Nonostante questo la Francia vinse la guerra contro l'Austria, la quale fu costretta a cedere il Veneto ma lo diede alla Francia e non all'Italia perché non perse contro quest'ultima. La Francia diede il Veneto all'Italia e così esso entrò ufficialmente a far parte del Regno d'Italia.
Rimase solo la questione romana da risolvere, soprattutto perché gli italiani vollero Roma come capitale per storia e per una questione di centralità. Vittorio Emanuele provò già nel 1864 a conquistare Roma ma Napoleone III glielo impedì facendogli firmare la Convenzione di Settembre 1864, nella quale Firenze fu proclamata capitale del Regno d'Italia per accontentare gli italiani almeno per la questione della centralità.


7. 1870 = conquista di Roma:

Napoleone III venne sconfitto dalla Prussia nel 1870 e perse il potere. Senza un controllore, un corpo di bersaglieri dell'esercito Reggio-Italiano andò a Roma e la conquistò dichiarando decaduto il potere del Papa. Il 1870 viene ricordato come l'anno della Breccia di Porta Pia. Il Papa Pio IX emanò una bolla chiamata "Non Expedit", con la quale si rivolse a tutti i cattolici italiani, invitando loro a non partecipare alla vita politica dello Stato italiano, cioè di non riconoscere lo Stato.
Lo Stato unilateralmente, dunque senza avere un confronto con la Chiesa, emanò una legge chiamata "Legge delle Guarantigie" (garanzie), la quale stabilì che il Papa avrebbe avuto il controllo dello Stato del Vaticano, di Laterano e di Castel Gandolfo e assicurò un risarcimento di circa 3 milioni di lire l'anno.
Chiesa e Stato si divisero fino al Fascismo.

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