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Aspetti sociali della Restaurazione

Per quel che riguarda i rapporti sociali, la Restaurazione non interruppe il processo di crescita della borghesia e di emancipazione dai vincoli feudali accelerato dalla rivoluzione francese.
Tuttavia la borghesia fu danneggiata da politiche dei governi che favorivano gli interessi della proprietà terriera. Inoltre, in buona parte dell’Europa dell’est, il processo di emancipazione dai vincoli feudali fu assai lento.

Molto diversa, da questo punto di vista, era la situazione in Francia e nei paesi vicini passati attraverso la dominazione napoleonica: le regioni occidentali della Germania, i Paesi Bassi, l’Italia settentrionale.
In queste aree, la rivoluzione antifeudale si era compiuta in modo irreversibile e la borghesia aveva aumentato considerevolmente la sua quota di partecipazione alla proprietà della terra.

La piccola proprietà contadina fu invece complessivamente danneggiata dalla legislazione napoleonica: la caduta di tutti i vincoli che limitavano il diritto di proprietà sulla terra o impedivano la divisione dei fondi finì infatti col favorire lo spezzettamento dei terreni e col creare unità poco vitali dal punto di vista economico.

Non bisogna dimenticare, inoltre, che la fine dei rapporti feudali significò non solo la liberazione dei contadini da una serie di gravami e di servitù nei confronti dei signori, ma anche lo scioglimento dei signori dai tradizionali doveri di tutela e di assistenza nei confronti dei contadini delle loro terre.
Anche se in forme diverse e in tempi generalmente più lenti, l’Europa continentale cominciava così a conoscere un fenomeno analogo a quello che già si stava verificando in Inghilterra: la formazione di una massa di lavoratori non più legata alla terra e alle antiche comunità rurali, pronta a spostarsi verso i centri urbani e verso le nuove opportunità di lavoro offerte dall’industria.

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