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Rerum novarum


La chiesa ebbe una dottrina sociale, tanto che Leone XIV scrisse un enciclica nel 1891: la Rerum Novarum, che letteralmente significa "delle cose nuove", ossia della questione sociale. In tale enciclica Leone XIV esponeva i principi provenienti dall’antropologia cristiana, come il primato della persona e il rifiuto della violenza che saranno ora analizzati: innanzitutto l’uomo è creato a immagine somiglianza di Dio.
Perciò la persona possiede intelligenza, volontà e capacità di amore. La persona contiene in sé quindi sia la relazione con il creatore, ma anche con le altre persone.

Invece l’individuo indica il singolo concepito a sé, isolato. È perciò un pensiero legato di più al liberismo dove il singolo vuole arricchirsi. Ne deriva che l’uomo, che è una persona portatrice di valori, è unico e irripetibile e in questo sta la sua volontà e questa dignità non deve essere soppressa. Quindi, lo stato non deve prevaricare sulla persona, la quale viene prima e non si fonda sullo stato, ma sulla relazione con Dio e gli altri. Lo stato viene perciò concepito come il mezzo per aiutare lo sviluppo della persona e mai come un fine. La chiesa si oppone poi a una presa del potere attraverso la rivoluzione. Bisogna favorire la collaborazione e non lo scontro. Codesto è anche un metodo di giustizia sociale.
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