Ma_fack di Ma_fack
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In Germania sembrava ormai imminente una rivoluzione sociale a causa delle dure condizioni portate dalla guerra. La situazione peggiorò sempre di più a partire dalla rivolta dei marinai nel 1918 alla formazione di “consigli di operai e soldati” (come soviet). L'apice si ebbe con la rivolta di Kiel che portò il Kaiser Guglielmo II a fuggire. Il 9 Novembre del 1918 fu così proclamata la repubblica con il socialdemocratico Ebert come capo del governo provvisorio. L'anno successivo l'Assemblea Costituente convocata a Weimar promulgò la nuova Costituzione eleggendo Ebert come presidente della repubblica e Schiedemann come cancelliere. Il presidente della repubblica veniva eletto a distanza di sette anni e nominava il cancelliere, capo di governo, e poteva sciogliere il parlamento. Poteva inoltre porre il veto sulle leggi e sospendere i diritti costituzionali dei cittadini in caso di minaccia. Il governo era di fatto controllato dai socialdemocratici, che avevano la maggioranza relativa e propendevano per un regime parlamentare, e i socialisti indipendenti, che volevano delle riforme radicali.

Il problema politico maggiore era costituito dalla Lega di Spartaco, di estrema sinistra, nato da Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht. Tale gruppo, divenuto Partito Comunista nel 1918, voleva una svolta di tipo rivoluzionario ma Ebert, per soffocare tale ipotesi, si appoggiò all'esercito. Nel 1919 in seguito ad una manifestazione dell'estrema sinistra a Berlino scoppiò uno scontro armato, cominciato da loro stessi, utilizzato dal regime come scintilla per scatenare i Freikorps ossia le squadre d'azione controrivoluzionarie. La repressione fu totale e Rosa e Karl persero la vita così come tutti i componenti del nucleo politico comunista.
Altro problema che la Repubblica di Weimar si trovò a dover affrontare fu quello della crisi economica. Il periodo del dopoguerra presentò infatti il problema dell'inflazione. Fino al 1921 la situazione rimase stabile ma quando gli Stati Uniti avanzarono la richiesta dei risarcimenti per prestiti di guerra, la Francia per far fronte ad essi pretese il pagamento delle riparazioni da parte della Germania. La cifra era esorbitante, 132 miliardi di marchi-oro. Per far fronte al pagamento la Repubblica stampò altra carta moneta facendo così aumentare l'inflazione (diminuisce il valore della moneta) e i prezzi. La Germania non era comunque in grado di far fronte ai pagamenti e dichiarò così l'impossibilità di ciò. La Francia rispose occupando la Ruhr (zona tedesca con ricche miniere di carbone), che portò alla Germania ad una nuova inflazione, entrando sempre più in crisi. Questa situazione fu a discapito dei piccoli imprenditori e degli operai mentre i grandi industriali poterono ingrandire ulteriormente il loro impero. La situazione cominciò a migliorare nel 1923 col nuovo governo di coalizione guidato dal conservatore Stresemann che portò allo sgombero della Ruhr, ad una maggiore repressione di sinistra e ad una nuova mossa economica. La situazione andò così a normalizzarsi e si poté parlare di accordo sulle riparazioni di guerra. Col Piano Dawes del 1924, l'America si impegnava a finanziare l'industria tedesca in modo da far ripartire la sua economia e per i pagamenti si decise per un pagamento a rate annuali. Con i Trattati di Locarno vi fu anche la riconciliazione Franco-Tedesca, con cui si decise di non ricorrere alla forza e vennero ripristinati i confini decisi a Versailles.
Parallelamente alla perdita di consensi dei socialdemocratici, la destra, formata da gruppi eterogenei, andava aumentando il consenso. Lo spostamento dell'asse politico fu evidente nel 1925 quando il maresciallo Hindenburg venne eletto Presidente della Repubblica. I programmi nazionalistici e razzisti dell'estrema destra erano rappresentati dal Partito nazionalsocialista dei lavoratori in cui Adolf Hitler, un giovane austriaco, si mise in luce. Egli creò le Sa (Squadre d'assalto) con appartenenti alle Freikorps e altri. Nel 1923 Hitler tenta un colpo di Stato a Monaco. Egli intendeva trasformare la cittadina in una base di potere (Putsch di Monaco) per mirare poi al governo di Berlino. L'azione finì tuttavia con un suo arresto e in prigione scrisse il Mein Kampf in cui scrisse riguardo il suo programma politico (opposizione ai trattati di Versailles, riunificazione di tutti i tedeschi, razzismo).

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