La reazione negli Stati italiani

In Italia riprendono il sopravvento le forze reazionarie.
Metà del 1849, troviamo ancora l'Austria alla guida della repressione con la violenza, che è l'unico mezzo ormai, dopo aver perso la forza morale.

La situazione nel lombardo-Veneto, il cui comando in mano a Radetzky, è un regime militare, pugno di ferro.
Estate 1849 repressione durissima, fucilazioni e bastonature. Agosto amnistia.
1851-53 arresti e condanne a morte si moltiplicarono.

Febbraio 1853: tentativo di insurrezione popolare a Milano in reazione alla prima ondata di esecuzioni, repressa, diede occasione per impiccagioni a Mantova.
1857: il rigore si attenuò dopo la richiamata di Radetzky e l'arrivo a Milano come viceré dell'arciduca Massimiliano d'Asburgo fratello dell'imperatore, ma a quella data gli animi erano già guasti.

La chiesa cattolica protagonista della reazione: (accanto all'Austria) 1855 nuovo concordato tra Roma e Vienna, con il quale si attenuò il controllo Statale sulla chiesa (nuovi privilegi).

1850 Pio IX rientra solo dopo pesanti misure repressive. Attraversò ogni mutamento. Nello stato Pontificio venne cancellata ogni residua apertura liberale e ristabilì un rigido assolutista.

Il ruolo dei Gesuiti: la chiesa divenne la più intransigente oppositrice di tutti i partiti del mondo moderno.
1850 fondata rivista cattolica "civiltà cattolica" alla cui guida c'era la Compagnia di Gesù

La reazione in Toscana
1853 Vengono rinnegate le precedenti aperture liberali, noia processi e condanne eccetto Guerrazzi che riceve l'ergastolo, tramutato poi in esilio dal granduca. Il codice penale toscano (migliore d'Italia) ristabiliva la pena di morte, mai attuata.
1851 la politica del granduca rimane soggetta ai voleri dell'Austria. Il concordato consenti alla chiesa di riacquistare privilegi perduti. Soppressa la libertà di stampa, granduca perde la fiducia.

Modena e Parma, rigido assolutismo
Fino al 1859 gli austriaci avevano Ducati padani, parte dello Stato Pontificio (legazioni e Ancona) e la Toscana (fino al 1855).

La reazione nel regno delle due Sicilie:
Abolita costituzione del 1848, la repressione non conobbe limiti. Ferdinando II riprese il potere assoluto mantenendo il regno in una sorta di Stato S 'assedio permanente sotto il controllo dell'esercito. Ferdinando II condanno i maggiori esponenti della cultura napoletana, come Spaventa, Settembrini...
Voleva conservare quel territorio più lontano possibile dal resto d'Italia ed estirpare ogni traccia di quel partito liberale che ora si volgerà verso l'idea unitaria e prima fautore della costituzione.

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