Il papa Pio XII affermò che ci voleva “anche un uomo come quello che la provvidenza ci ha fatto incontrare, cioè un uomo che non avesse le preoccupazione della scuola liberale”; questo voleva dire che Chiesa e Stato dovevano stare distinte quindi non c’era bisogno di nessun concordato (libera chiesa in libero stato per dirla con Cavour o le rette parallele di Giolitti). Quando il papa parlò di uomo della provvidenza non è che volesse dire che Mussolini fosse l’uomo della provvidenza nel senso tecnico del termine, ma era un linguaggio religioso secondo cui tutto ciò che avviene accade grazie alla provvidenza divina; non voleva essere una beatificazione di Mussolini.
Riguardo l’affermazione che non ci fossero più le preoccupazioni della scuola liberale, tanto è vero che Croce pronunciò un discorso di opposizione non tanto al fascismo ma contro i patti in quanto tali perché erano una rottura dei valori liberali, nel senso che dal punto di vista liberale (libera Chiesa in libero Stato) non c’era bisogno di fare accordi se ognuno rimaneva nella propria sfera d’influenza c’è la possibilità di convivenza parallela, senza nessun bisogno di fare accordi.

Si intacca il carattere laico dello Strato, in particolare il principio per il quale c’è uguaglianza tra i cittadini di fronte alla legge, come Croce denunciò, ad esempio per quanto riguarda la parità dei diritti che viene meno con la decisione che i preti apostati non possono più partecipare agli uffici pubblici. Una questione religiosa interessava anche lo Stato.
Un favore ai membri del clero, invece, era che essi non dovevano fare il servizio militare.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email