Il colore della pelle è stato spesso usato nel tentativo improprio di definire la razza e spesso ha generato casi di razzismo.
Il razzismo è la convinzione che gli uomini siano diversi tra loro a seconda della razza cui appartengono, che vi siano razze superiori alle altre, che le razze inferiori debbano essere discriminate e dominate da quelle superiori. Il razzismo è antico come l’uomo e nel corso della storia la maggior parte dei gruppi etnici ha cercato di imporsi sugli altri. Spesso una presupposta superiorità della propria razza è stata utilizzata come alibi o pretesto per il perseguimento di interessi economici e politici, ha permesso di giustificare fenomeni come la schiavitù e il colonialismo ed ha contribuito all’intolleranza prodotta dalle differenze religiose e ideologiche.
Il razzismo per come noi lo intendiamo si sviluppò a partire dal XVII secolo, in seguito alle scoperte geografiche e al colonialismo. In questo periodo si affermò la convinzione che il progresso – intellettuale, scientifico, economico, politico – fosse un'esclusiva prerogativa dei bianchi e che gli altri popoli non potessero conseguire gli stessi risultati proprio a causa di una differenza biologica.

L'ideologia razzista trovò la sua massima fortuna tra la prima e la seconda guerra mondiale durante il periodo del nazismo. Lo stato nazista fu organizzato come una perfetta macchina di distruzione in grado di perseguitare e uccidere chi non aderiva al regime. Nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda guerra mondiale si arrivò quasi al genocidio degli ebrei e a massacri di zingari. Auschwitz è il campo di concentramento più conosciuto e il più grande dove morirono circa 4 milioni di ebrei. In Italia una politica della razza si ebbe soltanto nell'ultimo periodo del regime fascista (infatti inizialmente Mussolini era contrario alla tesi di una razza biologicamente pura). In Italia, nel 1938 vennero emanate le "leggi per la difesa della razza", che determinarono la discriminazione degli ebrei e ne favorirono successivamente la deportazione nei campi di sterminio. Questi sentimenti razzisti, purtroppo, anche alla fine della Guerra sono ritornati alla ribalta: sono riaffiorati l’intolleranza e l’odio per il diverso, cioè l’avversione per gli stranieri e per tutto ciò che è straniero. In questa difficile fase sono sorti soprattutto in Germania movimenti di ispirazione neonazista, i cosiddetti naziskin che hanno come scopo primario quello di fare violenza contro gli extracomunitari. Questi giovani, riconoscibili per le loro teste rasate e per i giubbotti di pelle nera contrassegnati da simboli di morte, hanno seminato terrore e morte anche in Italia.
Il problema del razzismo contro i neri si presenta soprattutto negli Stati Uniti. Nel 1863 erano stati attribuiti a tutti i neri d' America I diritti civili e politici accordando la libertà personale. Nel sud, dove c' era la maggioranza dei neri, tali provvedimenti provocarono l' insorgere di manifestazioni e iniziò l'intolleranza razziale da parte dei bianchi: vennero così a formarsi i Ku Klux Klan. I neri per lo più analfabeti, espulsi dalle piantagioni, vennero a formare un ceto ai margini della società. Vennero emanate alcune disposizioni a carattere segregazionista come la quasi totale espulsione da locali pubblici e trasporti, dalle scuole, da alberghi e ristoranti e il divieto di matrimoni misti. L'inurbamento nel nord di masse di lavoratori neri emigrati da sud produssero il sorgere dei primi movimenti di difesa degli interessi dei neri. Ku Klux Klan è una società segreta americana sorta nel periodo immediatamente successivo alla guerra civile, lo scopo di questa organizzazione era di impedire ai neri che votassero spaventandoli con strani cerimoniali spesso effettuati con cappucci bianchi sul viso. Ma le sue violenze indussero il governo a dichiarare illegale quest'organizzazione.
Oggi esistono ancora varie forme di razzismo: nella Repubblica Sudafricana i bianchi, circa tre milioni, dominano e sfruttano i neri e gli asiatici. La minoranza bianca detiene tutto il potere soprattutto nell’Africa nera. Le altre razze sono costrette a vivere in una disumana segregazione o separazione razziale chiamata apartheid. Una grave tensione si verifica anche negli Stati Uniti tra bianchi e neri. Il colore della pelle ha sempre impedito ai neri d’America di raggiungere un certo ceto sociale. Il razzismo anche se in forma meno evidente si presenta nell’ Unione sovietica verso gli ebrei, in Palestina tra ebrei e arabi, nell’Irlanda del nord tra protestanti e cattolici e in Belgio tra Valloni e Fiamminghi.

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