Che rapporto ci doveva essere tra leader e popolo? Naturalmente diretto, senza mediazione del parlamento. Gli unici organismi di mediazione erano gli organismi di partito (fronte del lavoro o hitlerjugend, la gioventù hitleriana) attraverso cui la società viene sottoposta a un rigido inquadramento. C’è l’uso della propaganda come radio, cinema e il personaggio fondamentale da questo punto di vista fu Ghebels, il Ministro della propaganda. Non a caso il nazismo è il primo regime che istituisce il ministero della propaganda in tempo di pace.
La funzione di questi organismi era di trasformare l’insieme dei cittadini in un unico corpo dotato di una sola mente e di una sola volontà, quella incarnata nel fuhrer. Esclusi da questo popolo erano tutti gli elementi anti nazionali, ossia gli stranieri e in particolare gli ebrei. Da questa comunità di popolo erano esclusi i non corrispondenti all'ideologia tedesca.
Per quanto riguarda la Germania gli ebrei erano una minoranza rispetto a quelli dell’Europa orientale. Una minoranza (500 mila di 60 milioni) però che era concentrata nelle città e occupava i gradi medio alti della scala sociale (commercianti, liberi professionisti).

Questa minoranza si sentiva assolutamente integrata nella Germania, sembrava loro impossibile che la patria tedesca li perseguitasse. Tuttavia nei confronti di questa minoranza Hitler non creò sentimenti di ostilità, ma li rinfocolò perché erano già presenti anche nel senso antigiudaico del termine cioè un pregiudizio anche religioso oltre che per lo stereotipo dell’ebreo usuraio. Quindi questi pregiudizi erano già largamente diffusi in Germania e in tutta l’Europa e arrivavano da elementi religiosi del Medioevo (ricorda la peste). Su questo il fanatismo nazista innestò la componente razziale che non c’era prima, trasformandolo in ostilità basata sulla razza.

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