Code pénal

• Code pénal del 1810 all’insegna del rigore 
• Tripartizione in crimini, delitti e contravvenzioni (tripartizione classica francese)
• Principio della legalità del reato, incrinato da legge speciale del 1810. regime sempre più repressivo. Si era già verificato nel 1804 dove una legge di Napoleone stabiliva pene rigorosissime per i semplici furti. Bisognava risolvere i problemi della criminalità.
• Superato il sistema delle pene fisse, al magistrato è attribuito un potere discrezionale tra un minimo e un massimo  nell’infliggere la pena.
• Pene: condanna alla pena capitale, lavori forzati a vita o a tempo, deportazione,  reclusione, berlina, bando. L'utilità dei lavori forzati, è un'idea di Beccaria che ritiene che la pena capitale possa essere sostituita dai lavori forzati, l'immagine del condannato che per le strade lavora con i ferri ai piedi faccia impressione sulla popolazione in modo che non commetta reato.
Gamma di pene principali e accessorie che danno l'idea di una forte tendenza repressiva.
• Tentativo punito come il reato perfetto. Oggi il tentativo è punito secondo una gradualità. Basta un tentativo perché la pena sia quella del reato perfetto. Basta l'elemento psicologico/soggettivo, che prevale. In particolare era stato applicato per i reati di lesa maestà. Qualunque tentativo viene punito come reato perfetto.
• Recidiva punita severamente. In passato 3 furti poteva condurre alla pena capitale. Bisognava combattere la criminalità. In caso di un furto di grande gravità ne bastava uno. Esempio furto di un pezzo di formaggio, furto di un frutto da un albero.
• Concorso punito come il fatto dell’autore del reato. C'è la stessa pena inflitta al reo principale rispetto a quello che lo aiuta semplicemente. Per tutti la stessa pena. Un'altra alternativa è quella di dare una pena maggior all'autore principale del reato e una pena minore agli altri partecipi al reato secondo la gravità della loro partecipazione (non viene applicato in questo codice).
Struttura e contenuti normativi 
• Differenza di formulazione delle norme tra Code Civil e ABGB (codice austriaco). La prima è per precetti normativi, la seconda è per enunciativa. Quello francese è più semplice quello austriaco è ricco di parti filosofiche. Dopo la fine del dominio napoleonico il codice napoleonico continuerà a vivere, si preferiva avere un riferimento simile, sicché si seguì il modello napoleonico da noi, per esempio a Napoli si fece un'estrema fotocopia.
 
• Formulazione per precetti e comandi (codice ‘imperativo’), struttura semplificata
• Tre libri, preceduti da un titolo preliminare e 2281 articoli 
• Il primo libro: 11 titoli dedicati alle persone, con disciplina dello stato civile, del matrimonio, del divorzio, della paternità, dell’adozione, della patria potestà e della tutela.
• Il secondo libro: 4 titoli dedicati al regime dei beni, quindi proprietà, diritti reali sui beni altrui e le servitù prediali.
• Il terzo libro: 20 titoli del terzo per successioni, donazioni, testamenti, contratti e obbligazioni, pegno, ipoteche, prescrizione, oltre al regime patrimoniale fra coniugi, all’arresto personale in materia civile (ovvero per il mancato pagamento dei debiti) e all’espropriazione forzata.
Il regime legale del patrimonio in Francia era quello della comunione tra i beni tra i coniugi.
Formulazione molto chiara anche la traduzione in italiano del code civil. Tripartizione giustinianea, nella famiglia sembra che includa anche la ripartizione e i rapporti patrimoniali tra coniugi che invece va nel terzo libro. Il regime legale del patrimonio in Francia era quello della comunione tra i beni tra i coniugi. A Milano i nobili andarono dal notaio per non avere la comunione dei beni tra i coniugi.
 
Questo codice è stato detto della proprietà, poiché si valorizzano i beni dell'individuo. Lungo percorso politico dalla rivoluzione, svincolo dalla proprietà feudale che viene ridistribuita in maniera uguale.
 
Ci sono delle grosse novità nel codice napoleonico e anche un ritorno al passato, Domat e Pothier (giusnaturalista), le due concezioni si scontrano, ma c'è una ricostruzione della storia fatta di continuità e una ricostruzione della storia fatta di rivoluzioni. Ciascuna conquista è il frutto di ciò che è avvenuto nei secoli precedenti, e c'è una ricostruzione della storia con nette cesure. I francesi pensano che il codice sia solo il frutto della rivoluzione, ma non è così, ma senza la rivoluzione non si sarebbe giunti a quei risultati. Domat e Pothier non avevano l'idea dell'unificazione del diritto privato, ma tengono ben presente l'unificazione che per secoli la Francia ha voluto raggiungere. Domat cercò di riunire il diritto, Pothier unì pays de droit ecrit e pays de droit coutumier, volevano unire tutto il diritto. Le due teorie hanno entrambe un loro valore, bisogna combinarle.
 
Gli avvocati italiani in Lombardia citavano addirittura il code civil e scrivevano che era uguale al digesto, avevano una necessità psicologica di ricollegarsi all'antico regime. Succedeva anche nell'Italia meridionale, ma anche in Belgio ad esempio.

Portalis esprime un collegamento con il passato, nonostante non ci doveva essere nella formulazione l'articolo 7 dell'esclusività, con l'articolo si tagliano i ponti con il passato, ma i giudici continuano a richiamare il passato. Portalis ammette la possibilità di lacune nel codice e la possibilità di ricorrere a fonti esterne. Fece una griglia di articoli dove si contemplava questa possibilità, di ricorrere ai principi del diritto naturale,(era possibile per l'ABGB) ma non fu accolta dal 1800 al 1804. Le altre fonti furono abbandonate.
 
• ‘Esclusività: L’art. 7 abroga tutte le fonti esterne al codice per la disciplina delle materie in esso previste, elevandolo a fonte esclusiva del diritto, completa e autosufficiente, non eterointegrabile.  Per le sole materie che sono presenti nel codice.
• Abrogazione del référé législatif: l’art. 4 impone al magistrato il dovere di giudicare;  il giudice che si rifiuti adducendo a motivo il silenzio, l’oscurità o il difetto della legge deve essere perseguito per denegata giustizia.
• Quella che era la clausola del non liquet, dove il magistrato non giudicava.
 
Viene chiamato codice della proprietà:
• art. 544: La proprietà, istituto cardine del Code, è definita come ‘diritto di godere e di disporre delle cose nella maniera più assoluta’. Il limite maggiore è l'espropriazione per pubblica utilità, l'espropriazione che sia causata da una prevalenza dell'interesse pubblico sull'interesse privato. Nell'espropriazione per pubblica utilità che comporta un sacrificio per l'interesse privato, era stabilito una congrua indennità. I francesi disciplinano l'istituto dove si valutava il bene e si stabiliva l'indennità. Nel cammino di questo istituto per due secoli, c'è stato un progressivo adeguamento a questa congrua indennità, che inizialmente non era data, si tende ad avvicinare il valore della congrua indennità al valore del bene.

Altro limite era il divieto degli atti di emulazione, i quali sono esclusi.
• art. 1134 : ‘le convenzioni legalmente formate hanno forza di legge nei confronti di coloro i quali le hanno poste in essere’ (definizione della categoria contrattuale). Tutela dell’autonomia privata entro cornice legale. Considerata l'origine dell'autonomia contrattuale, ne è l'esaltazione. Autonomia sottoposta a una legge che chiarisce requisiti soggettivi, capacità. Il privato che stipula un contratto è il legislatore, è un legislatore inferiore rispetto al sovrano che emana la legge che l'individuo deve osservare. Riconoscimento dell'autonomia dell'individuo. Sforzo fatto in linea di continuità con il passato.
• Art. 1138: dispone che il trasferimento della proprietà si perfeziona sulla base del semplice consenso. Il contratto si esprime nel consenso dato dalle parti. Questo è differente dal codice austriaco, il quale più attaccato al passato. Qui c'è un punto di innovazione. Non c'è più la consegna del bene (traditio) ma c'è il semplice consenso. Nella tradizione austriaca ci vuole la consegna del bene, secondo un formalismo che viene ripreso negli atti specifici di consegna. Per il trasferimento immobiliare, c'erano i registri immobiliari solo a partire dl 1855, mentre il sistema tavolare in Austria sarà un modo di accertare il possesso, la proprietà di un bene, era un modo precoce. Sistema tavolare ancora in uso nel trentino alto Adige, che inizialmente era molto rapido ed efficace.
• Art. 2279: per i beni mobili ‘il possesso vale titolo’.
• Art. 913: Il testamento è favorito, la disponibile giunge  sino alla metà in presenza di figli. Ricordando i provvedimenti della rivoluzione, la disponibile era ridotta a 1/10 dei beni, qui arriva alla metà se ci sono dei figli. Aumenta la disponibile, è una testimonianza della tutela dei diritti dell'individuo.
• La patria potestà è rafforzata, così la potestà maritale. I figli ribelli avevano proibito la diseredazione, dato che erano ribelli sarebbero stati diseredati. Patria podestà rafforzata, che diventa uno strumento in parte politico. Il padre deve trasmettere un nucleo di dottrine ideologiche dal sovrano alla propria famiglia. Il padre aveva il potere di autorizzare il matrimonio, ci voleva il consenso paterno tra i 21 e i 25 anni, fino ai 30 bisognava compiere gli atti rispettosi, i figli dovevano chiedere formalmente al genitore se erano d'accordo sul matrimonio. Se dopo i 3 atti rispettosi il padre diceva di no i figli si sposavano lo stesso, dopo i 30 anni bastava un solo atto rispettoso. Questo concetto rimane anche nei nostri codici italiani della restaurazione, come il potere del padre di far arrestare il figlio. QUI non era previsto l'arresto domiciliare.
In Francia il fatto di concludere matrimonio senza il permesso dei genitori portava la condanna a morte. Il figlio non era ammesso al matrimonio di sparaggio, matrimonio tra ceti differenti. C'erano delle pene come era vietato l'accesso ai servizi pubblici. Si voleva evitare una mobilità della società. Questo il Lombardia si verificava in maniera diversa Maria Teresa favorì l'ascesa sociale.
Si sviluppa nel codice austriaco come podestà genitoriale, somiglianza con la riforma del diritto di famiglia italiana del 1975, la patria podestà diventa podestà genitoriale, attribuita al padre e alla madre, riconoscimento di entrambi.
Il codice napoleonico è l'espressione del positivismo giuridico mentre l'ABGB è frutto di pensiero, più filosofeggiante, qui invece è frutto di azione più pratico.
• Il divorzio è limitato. (posso non saperlo). La maggioranza del consiglio di stato non voleva ammettere il divorzio ma Napoleone che aveva anche i suoi interessi personali si impone e il divorzio e tra nell'ordinamento con una disciplina
C'è un divorzio di due tipi:
1. Consensuale. Fino alle prime ricerche di benedetto croce erano stati individuati i divorzi , poche decine. Ci voleva il consenso dei genitori per 3 mesi, i quali dovevano andare dal notaio 4 volte, esprimere il loro consenso ed essere sempre favorevoli al divorzio. Quello che conta è il rafforzamento della famiglia legittima. La filiazione naturale nel codice napoleonico vede diminuiti i suoi diritti.
2. Causa determinata. Rappresenta un lumus all'uguaglianza delle donne. C'è sempre una distinzione per quanto riguarda l'adulterio, (cause insieme alle ingiurie gravi e sevizie), per la donna basta un atto di adulterio, invece per il marito ci deve essere la concubina che deve essere portata nella casa comune. È la disciplina civilistica. Invece per la disciplina penale: il marito deve pagare una pena pecuniaria, per la donna è previsto l'arresto. Il problema era che la donna portasse sotto il tetto comune qualcuno che non era figlio legittimo.

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