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Rafforzamente democratico

Molti Stati dell’Europa occidentale, il Canada, gli Stati Uniti, l’Australia e la Nuova Zelanda erano da tempo democrazie: all’interno di questi Stati i cittadini votavano liberamente per eleggere il Parlamento, scegliendo tra liste che proponevano programmi diversi e le Costituzioni garantivano i diritti dei cittadini.
In questi Stati, dove la democrazia esisteva da più tempo e vi era una tradizione di lealtà dell’esercito, il diffuso benessere, lo sviluppo dell’istruzione e la larga partecipazione dei cittadini alla vita politica permisero un rafforzamento della democrazia.

Furono inoltre raggiunti progressi importanti nella tutela dei diritti civili, per esempio eliminando le norme che discriminavano alcuni gruppi razziali, come i neri nel sud degli Stati Uniti o le donne che spesso raggiunsero l’effettiva parità di fronte alla legge.

In altri Paesi di solito liberatisi dal dominio coloniale o da una dittatura, benché si tenessero libere elezioni, vi erano modelli democratici parziali.

Talvolta anche in Paesi di tradizione democratica venivano imposte limitazioni dei diritti umani, come successe alla libertà di opinione e di stampa negli Stati Uniti durante la guerra di Corea (fenomeno detto maccartismo, dal senatore Joseph McCarthy) o in Francia durante la guerra di Algeria, ma si trattò di solito di periodi di tempo limitati.

[img]http://http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c1/Fort_Sumter_storm_flag_1861.jpg[/img] I neri americani sulla carta erano riconosciuti del diritto di voto ma non potevano esercitarlo poiché molti non erano iscritti in delle liste elettorali.

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