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QUINTA COALIZIONE E WATERLOO

Napoleone, dopo la sconfitta in Russia, rientra in Francia con pochi uomini e, sapendo che facilmente ed inevitabilmente le altre nazioni avrebbero approfittato del momento di debolezza per tentare di mettere sotto scacco la Francia, non appena ritornato ordina una leva di massa obbligatoria per risanare l’esercito: purtroppo i soldati arruolati erano giovani inesperti che non avevano mai imbracciato un fucile fino ad allora e non potevano essere paragonati ai soldati professionisti e ai veterani che avevano combattuto in Russia. I giovani inoltre non soltanto erano affidabili in misura minore rispetto ai veterani per la precisione nel combattimento e quindi militarmente, ma anche psicologicamente. Subito le altre nazioni credono che sia giunto il momento di sconfiggerlo e si costituisce la 5° coalizione, che inizialmente contava Svezia, Inghilterra, Prussia e Russia, alle quali in un secondo momento si andò ad aggiungere anche l’Austria che aveva dei legami di sangue con Napoleone.

I due eserciti si affrontano a Lipsia, in Germania, dove Napoleone è sconfitto, si ritira in Francia inseguito dalle truppe delle altra nazioni che infine entrano a Parigi, dove è costretto a concordare l’abdicazione con i generali delle altre truppe grazie alla quali si ritira dalle scene pubbliche francesi e gli viene attribuito il titolo onorifico e formale di re dell’isola d’Elba dove accetta di essere tradotto in esilio: naturalmente tale titolo non è altro che un modo di salvare la faccia per dire che non ha perso né la libertà né il titolo di sovrano della Francia. Nel frattempo le altre potenza europee si riuniscono dando vita al famoso congresso di Vienna che doveva discutere la risistemazione dei confini e dei sovrani in Europa: in poco più di 25 anni essa cambierà completamente aspetto sia per i territori che per i regnanti ma mentre da tempo erano in corso le discussioni al congresso, Napoleone tenta di riproporsi come sovrano della Francia, ritornando in territorio francese dove viene accolto da una folla numerosa, festante ed esultante, in quanto il congresso stava delineando l’ipotesi di rimettere sul trono di Francia i Borbone nella figura di Luigi XVIII e molti non erano contenti. Il 4 Marzo si mise alla testa del popolo francese, dando inizio ai 100 giorni che si conclusero con la battaglia di Waterloo, con la sconfitta definitiva di Napoleone che, sotto pressione dell’Inghilterra, venne esiliato non più in un’isola vicina all’Europa ma a Sant’Elena.

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