Concetti Chiave
- Dopo la seconda guerra mondiale, l'aspirazione all'indipendenza nei paesi arabi assunse un carattere religioso, con tensioni crescenti in Palestina a causa della coesistenza di arabi ed ebrei.
- Nell'1948, l'Inghilterra abbandonò il controllo della Palestina, permettendo agli Ebrei di proclamare la nascita dello stato d'Israele, in seguito alla decisione dell'ONU di dividere il territorio.
- La prima guerra arabo-israeliana scoppiò subito dopo la proclamazione di Israele, con i paesi arabi che attaccarono militarmente, portando alla vittoria israeliana e all'occupazione di ulteriori territori palestinesi.
- Nel 1967, Israele vinse la guerra dei sei giorni, espandendo i propri confini e ignorando le risoluzioni dell'ONU che richiedevano il ritiro dalle zone occupate.
- La guerra del Kippur nel 1973 non portò alla pace, mentre l'OLP fu costituita dai palestinesi per organizzare azioni contro Israele, evidenziando la persistenza della questione palestinese irrisolta.
Indice
Tensioni post seconda guerra mondiale
Dopo la seconda guerra mondiale, negli ambienti arabi, molto coesi dai valori della religione islamica, l’aspirazione all'indipendenza assunse un carattere religioso. Mentre alcuni paesi del Medio Oriente come il Libano e la Siria risolsero il problema dell’autonomia in modo pacifico, in Palestina la situazione divenne esplosiva per due motivi: 1) 1.20.000 arabi si trovano a vivere insieme a 600.000 ebrei 2) gli Ebrei provenivano da diverse parti di Europa, nella speranza, dopo le atrocità della guerra, di trovare in Palestina la terra promessa ed essere così al sicuro dalle persecuzioni.
Nascita dello stato di Israele
L’ Inghilterra, che controllava il territorio, non fu capace di intervenire seriamente per eliminare lo scontro fra le due popolazioni e preferì abbandonare il paese nel 1948. Nello stesso anno, gli Ebrei proclamarono la nascita dello stato d’Israele, forti della decisione assunta l’anno precedente dall’ ONU di dividere la Palestina in due stati: uno ebraico ed uno arabo.
Conflitti arabo-israeliani
La reazione dei paesi arabi, che avevano costituito la Lega araba (Egitto, Siria, Iraq, Libano, Transgiordania e Arabia Saudita) fu immediata ed attaccarono militarmente Israele (prima guerra arabo-israeliana).
La guerra si concluse con la vittoria d’Israele che occupò altre zone palestinesi rispetto a quelle previste dall’Onu e a cui aggiunse anche una buona parte di Gerusalemme. Nel frattempo, il resto della Palestina passò sotto il controllo della Transgiordania per cui il previsto stato arabo-palestinese non fu mai costituito. Vista la vittoria, molti Ebrei sparsi in tutto il modo, si affrettarono a trasferirsi in Israele facendo aumentare notevolmente il n° degli abitanti nella regione oggetto di contesa. Da parte loro, gli arabi palestinesi fuggirono in massa dalla Palestina e furono accolti nei paesi vicini, ospitati in appositi campi profughi.
Guerra dei sei giorni e conseguenze
Ma le ostilità non terminarono. La tensione esplose di nuovo nel 1967: la guerra dei sei giorni vide di nuovo vittorioso Israele contro Egitto, Giordania e Siria. L’Israele ingrandì i propri confini, annettendo il Golan, tolto alla Siria, la Cisgiordania, tolta alla Giordania e la penisola del Sinai, tolta all’Egitto. Nonostante la risoluzione dell’Onu che richiedeva ad Israele di ritirare immediatamente le truppe dalle zone occupate, Israele si affrettò a colonizzare queste ultime, favorendovi l’insediamento di numerose famiglie ebree. Di nuovo anche la guerra dei sei giorni provocò la fuga di molti palestinesi dalla Cisgiordania. Come reazione al comportamento di Israele, si ebbe la costituzione dell’ OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina), con a capo Yasser Arafat: lo scopo era quello di organizzare attentati, guerriglie, incursioni e dirottamenti di aerei contro Israele ad opera di appositi soldati chiamati “fedain”.
Guerra del Kippur e tensioni continue
Nel giorno del Kippur (= festa religiosa ebraica) del 1973, improvvisamente il presidente egiziano Sadat, attaccò Israele. Il conflitto – chiamato guerra del Kippur – nonostante, sostanzialmente, non abbia avuto né vincitori, né vinti, comportò la restituzione del Sinai all’Egitto, senza tuttavia ristabilire la pace nella regione.
Infatti, nel 1982, Israele invase il Libano per distruggere le basi dell’ OLP e continuò a respingere ogni possibilità di costituzione di uno stato palestinese. Da parte loro, i Palestinesi presero a protestare con l’ intifada (= una specie di insurrezione), con scioperi, manifestazione ed atti di violenza che non cessarono di diminuire nonostante le violente repressioni. La questione palestinese resta tutt’oggi insoluta.
Domande da interrogazione
- Quali furono le cause principali delle tensioni in Palestina dopo la seconda guerra mondiale?
- Come si sviluppò la nascita dello stato di Israele nel 1948?
- Quali furono le conseguenze della prima guerra arabo-israeliana?
- Cosa accadde durante la guerra dei sei giorni del 1967?
- Quali furono le ripercussioni della guerra del Kippur del 1973?
Le tensioni in Palestina nacquero dalla convivenza di 120.000 arabi con 600.000 ebrei, i quali cercavano rifugio dopo le atrocità della guerra, sperando di trovare in Palestina la loro terra promessa.
Nel 1948, dopo l'abbandono dell'Inghilterra, gli Ebrei proclamarono la nascita dello stato d'Israele, basandosi sulla decisione dell'ONU di dividere la Palestina in due stati, uno ebraico e uno arabo.
La prima guerra arabo-israeliana si concluse con la vittoria di Israele, che occupò territori palestinesi e Gerusalemme, mentre molti arabi palestinesi fuggirono nei paesi vicini, creando campi profughi.
Durante la guerra dei sei giorni, Israele sconfisse Egitto, Giordania e Siria, ampliando i propri confini e colonizzando le zone occupate, nonostante la risoluzione dell'ONU che richiedeva il ritiro delle truppe.
La guerra del Kippur portò alla restituzione del Sinai all'Egitto, ma non ristabilì la pace nella regione, e Israele continuò a respingere la creazione di uno stato palestinese, alimentando ulteriori tensioni.