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Provvedimenti repressivi adottati dal fascismo in Italia


Il primo governo di Mussolini (1922-1924) fu sostenuto dai fascisti, dai liberali e dagli operai. In questi due anni, egli agì nel rispetto della legge. È per questo motivo che tale fase del fascismo è detta legalitaria sebbene le squadre fasciste continuassero le loro spedizioni contro i socialisti; così nel 1923, furono organizzate nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, una forza armata alle dipendenze di Mussolini. Anche le elezioni del 1924 si svolsero in un clima di violenze, d’irregolarità e a molti antifascisti fu impedito di votare. Ciò nonostante le opposizioni ottennero ottimi risultati.
Il 30 maggio, il socialista Giacomo Matteotti pronunciò un discorso alla Camera nel quale denunciò le gravissime irregolarità avvenute nel corso delle elezioni. Dieci giorni dopo, Matteotti fu rapito e assassinato dagli squadristi. Per protesta, i rappresentanti antifascisti abbandonarono i lavori del Parlamento e si riunirono in un’altra aula, nell’Aventino. I deputati dell’Aventino speravano di convincere il re ad intervenire contro Mussolini per ristabilire la legalità, ma inutilmente.
Nel 1925, il regime fascista diventa una dittatura sotto il potere di Benito Mussolini. Il termine totalitarismo indica che lo Stato, controlla in modo totale la società, riconosce un unico partito (il Partito Nazionale Fascista), usa le forze di polizia per sopprimere chiunque si opponga al regime e controlla ogni aspetto della vita dei cittadini. La costruzione dello Stato totalitario fu realizzato grazie alle leggi fascistissime del 1925 chiamate così perché diedero pieni poteri a Mussolini. La trasformazione dello Stato liberale in Stato totalitario fu completato da una nuova legge elettorale che affidò al Gran Consiglio del Fascismo il compito di preparare una lista unica di candidati. I cittadini non potevano scegliere i loro rappresentanti ma potevano approvare o respingere la lista proposta dallo Stato; il posto del sindaco fu occupato da un podestà scelto direttamente dal Governo.
La fascistizzazione dello Stato fu completata anche dando spazio alla polizia segreta l’O.V.R.A che aveva il compito di cercare e arrestare gli antifascisti; al tribunale speciale, spettava il compito di giudicarli e condannarli.
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