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Anche nel nazismo vediamo la presenza di organizzazioni giovanili e di organizzazioni collaterali del partito. Queste avevano uno scopo educativo: sottrarre i giovani all’educazione della famiglia e degli ambienti naturali in cui si forma (chiesa, parrocchia) e indottrinarli con l’ideologia nazista. L’idea è l’esaltazione della forza fisica, del coraggio e dello spirito militaresco. Questo è tanto vero che i genitori che non facevano partecipare i propri figli vengono sottoposti a pesanti sanzioni. Anche la scuola è orientata in senso propagandistico. Per costruire l’uomo nuovo bisogna lavorare sui soggetti più malleabili: i giovani. Ci sono potenti strutture ed immagini propagandistiche. I ragazzi sono coinvolti nello sport e nell’attività fisica. L’adulto ha una personalità consolidata, delle opinioni; i giovani sono più manipolabili perché non hanno un ideale formato. Per questo i totalitarismi lavorano molto sui giovani. Vengono anche riscritti i libri di storia, manipolando le informazioni a proprio uso e piacere. I regimi totalitari sono nuovi da un certo punto di vista anche perché hanno una potenzialità tecnologica che rende pervasivo il loro potere (ad esempio la radio); ciò non era possibile precedentemente. La tecnologia favorisce e rede possibile alcuni momenti integrativi che prima non sarebbero potuti esistere (ad esempio i comizi con il microfono). C’è anche l’effetto novità di radio o cinema. Tutto ciò rende la propaganda ancora più efficace. La gestione della propaganda è affidata ad uno dei personaggi più terribili del terzo reich: Goebbels. Egli nel bunker di Berlino, quando è evidente che è ormai tutto finito ed Hitler si è suicidato, decide che una vita senza fürer non è degna di essere vissuta. Avvelena tutti e 6 i figli e, insieme alla moglie, si suicida.

La parola chiave del totalitarismo è omologazione, che significa smettere di pensare con la propria testa e sostituire il buon senso e la propria visione del mondo con l’ideologia. Un uomo omologato è per forza di cose un uomo fragile perché ha perso tutti i punti di riferimento che costituivano la sua identità.
L’ideologia è quella modalità di spiegare la storia con una certezza assoluta che va al di là dei fatti. L’interpretazione dei fatti piega la visione della storia. Cambia inoltre la natura umana: si impone un super-senso alla realtà che va a recidere le normali condizioni logiche con cui normalmente si calcola e si agisce.
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