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Problema irlandese

Quando l’Irlanda aveva ottenuto l’indipendenza (ampia autonomia nel 1922, indipendenza completa nel 1949, con il nome di Eire), sei delle nove contese dell’Ulster (la regione settentrionale), dove i protestanti erano la maggioranza, erano rimaste unite alla Gran Bretagna. In queste contee i cattolici erano fortemente discriminati: essi erano esclusi dai posti di lavori e spesso allontanati con la forza dai quartieri a maggioaranza protestante.
Nel 1968 riprese il contrasto tra protestanti unionisti (che volevano mantenere l’unione dell’Ulster alla Gran Bretagna) e cattolici che portò ad una vera e propria guerra civile. La lotta armata degli irlandesi fu condotta dall’IRA (Irish Repubblican Army), un’organizzazione segreta che faceva ricorso al terrorismo: essa organizzò attentati in Irlanda e in Gran Bretagna contro i militari britannici, contro quei cattolici che volevano trattare con il governo inglese.

A loro volta le squadre paramilitari protestanti (tra cui l’UVF: Ulster Volontary Force) colpirono sia gli esponenti dell’IRA sia i protestanti che avevano amici tra i cattolici.
Gli interventi della polizia e dell’esercito britannico peggiorarono la situazione, la quale era già tesa: per esempio durante la “domenica di sangue” del 30 gennaio 1972 l’esercito britannico sparò sui dimostranti irlandesi, uccidendone quattordici. Il governo inglese sospese allora le Istituzioni autonome e organizzò un rigido sistema di controllo, conferendo pieni poteri alla polizia e limitando fortemente le libertà (Prevention of Terrorism Act, 1974).
Dopo circa trenta anni di guerra civile, che provocò oltre 3.000 morti, si arrivò ad una tregua (1994) e si aprirono delle trattative che nel 1998 portarono ad un accordo, approvato dalla maggioranza della popolazione dell’Irlanda del Nord e dell’Eire.

Tale accordo prevedeva la creazione di diversi organismi in cui venivano rappresentate sia la popolazione dell'irlanda del Nord (assemblea) sia l’Eire e la Gran Bretagna (Consiglio consultivo Nord-Sud, Consiglio delle regioni britanniche). In base all’accordo i gruppi armati deposero le armi e i combattenti in prigione vennero liberati.
L’accordo mise fine alla guerra civile, ma non alle tensioni esistenti.

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