Il primo governo Giolitti (piemontese)

Nessuno slancio di ideali risorgimentali e non partecipa alle imprese per l'unità d'Italia.
Deputato dal 1882, con competenza amministrativa e finanziaria
Già ministro del tesoro con Crispi: avrebbe favorito la riforma fiscale, è un differente indirizzo di governo. Ma la situazione parlamentare non lo consentiva (1892), né le cose mutarono dopo l'elezione di quest'anno dove impegnò tutto il peso del potere esecutivo.
1893 frattanto continuava la crisi economica, seguì un decadimento nel sistema bancario. Fondazione della Banca d'Italia. Intanto la banca romana precipitava in uno stato di crisi in più ci fu uno scandalo per episodi di corruzione in cui fu implicato il governo.
- scandalo della Banca romana: Giolitti chiese una commissione governativa, dopo la pubblica denuncia sul caso del deputato repubblicano Colajanni: vennero emesse banconote false, e cambiali in sofferenza inesigibili che impedivano di investire nello sviluppo economico del paese.

Giolitti fu costretto a dimettersi e a riparare all'estero, e quindi ritornò al potere Crispi ancora più coinvolto di Giolitti nello scandalo della Banca romana.
Intanto la situazione interna si stava aggravando: agitazioni sociali e di cui l'epicentro era la Sicilia.
Grave malessere economico, movimento di protesta: fasci dei lavoratori (chiedevano misure di riforme ragionevoli).
Giolitti non represse perché aveva capito il motivo, che era la miseria, ed anche perché aveva assunto una politica di avvicinamento ai socialisti.

- Crispi invece aveva il pugno di ferro, fino al 1896
1894 proclamato lo stato d'assedio: poteri straordinari all'esercito.
- Misure repressive: i fasci vennero sciolti, i loro dirigenti incarcerati.
Luglio: il governo fece approvare una serie di misure che limitavano fortemente le libertà politiche in più ci vuole scioglimento del partito socialista.
1895 elezioni amministrative a Milano: fondata la lega per la difesa della libertà, che univa insieme radicali, repubblicani e socialisti.
- la posizione di Crispi si aggravò ancora di più per la sua politica coloniale.
-Le ambizioni italiane verso le ti ho piano, ostilità di nuovo con il Negus.

Marzo 1896, sconfitta di Adua e caduta di Crispi:
L'esercito forte condotto da Menelik (rifornito dalla Francia attraverso il porto di Gibuti), dopo aver sconfitto i presidi italiani sull'Amba Alagi e al forte Macallé, si scontrava con le truppe italiane nei pressi di Adua, l'Italia perde e per Crispi è la fine della carriera politica.

Pace di Addis Abeba
L'Italia rinuncia al protettorato, ma ha il possesso dell'Eritrea, ma in confini più ristretti.

Ne segue un periodo convulso, al governo si succedettero:
1896-1898 Di Rudinì
1898-1900 generale piemontese Luigi Pelloux
Per rendere più stabile il governo sottraendolo agli uomini della camera:
Inizi 1897 Sonnino aveva proposto in un articolo "torniamo allo Statuto", che il governo tornasse a dipendere dalla volontà del sovrano (regime costituzionale puro), era il segno che lo scontro politico metteva in gioco la forma stessa dello Ststo e metteva in gioco le pubbliche libertà.

La crisi di fine secolo:
- 1898 improvviso aumento del prezzo del pane (regime doganale italiano, cattivo raccolto, congiuntura internazionale)
- insostenibile condizioni di vita di molti ceti popolari (disordini e agitazioni in molte città, soluzione della repressione militare e non quella di abbassare il prezzo)
- nei luoghi dove i disordini erano più accesi, ci fu lo stato d'assedio.

I moti di Milano
Reazione più dura a Milano, generale Beccaris, artiglieria contro la folla.
- Tribunali militari condanne severissime ai danni dei socialisti, repubblicani e di qualche sacerdote accusati di offese alle istituzioni r incitamento all'odio di classe.
Governo: misure legislative che limitassero le libertà politiche

Il governo di Pelloux e l'ostruzionismo parlamentare
Di Rudinì dovette abbandonare il governo
Il suo successore ci riprovò ma contro di lui mobilitazione della camera: Ostruzionismo.
Pelloux ottiene lo scioglimento della camera da parte del re, nuove elezioni

1900 elezioni, gruppi governativi sconfitti da candidati più moderati e la stessa opposizione estrema uscì rafforzata.

- svolta nella vita politica italiana, la reazione aveva fatto un aperto tentativo per limitare la portata delle istituzioni liberali, ma sconfitta a Monza
Un anarchico, Gaetano Brescia uccideva il sovrano Umberto I, gli succede Vittorio Emanuele III (1869-1947) ma non si vendicò.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email