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La prima guerra mondiale

• Lo scoppio del conflitto
Lo scoppio della prima guerra mondiale non e riconducibile ad un fatto unico, ma è il risultato delle continue disfatte diplomatiche accumulate negli anni precedenti. La Germania si trova frustrata nelle sue pretese di un impero coloniale, la Gran Bretagna e Francia sono più pacifiste e non vogliono che la Germania si potenzi. Inoltre la Germania vuole mettere in mostra il suo forte esercito che ha creato negli ultimi anni. La scintilla scatta il 28 Giugno 1914 a Sarajevo dove l’erede al trono austro-ungarico viene assassinato, l’Austria dichiara guerra alla Serbia e viene anche appoggiata dalla Germania, ormai si vuole la guerra. Mai i grandi stati europei non erano mai stati così tanto preparati alla guerra con eserciti enormi ed addestrati ( questo perche ci si sarebbe aspettata una guerra generale). La Russia si muove in favore della Serbia la Germania cosi dopo aver provato a fermarla, i 1° agosto gli dichiara guerra, la Francia mobilita lo stesso giorno e il 3° agosto anche la Francia entra in guerra con i russi. L’Italia fa sapere la sua posizione di neutralità (motivata dal fatto che la triplice alleanza ha un carattere difensivo e non offensivo). Anche la Gran Bretagna entra in guerra per paura che la Germania possa diventare troppo potente. All’interno dei paesi coinvolti si crea una grande esaltazione patriottica l’imperialismo e il nazionalismo sono diventate grandi ideologia di massa, si riesce ad unire tutti gli strati sociali diversi fino ad allora in lotta per i problemi di politica interna, in ogni paese inoltre il governo fa credere all’opinione pubblica di essere una vittima dell’aggressione altrui, e la guerra è sentita come una liberazione. I partiti socialisti dei grandi paesi europei appoggiano la guerra perche si sentono coinvolti, soltanto in Serbia e in Russia ci si oppone alla guerra.

• Dalla <guerra di movimento> alla <guerra di logoramento>
All’inizio della guerra la superiorità degli eserciti centrali e schiacciante, mentre l’esercito russo al contrario si dimostra molto debole e lento. Il piano dei tedeschi e quello di una guerra lampo cercando di tenere fuori dal conflitto la Gran Bretagna, e quello di schiacciare in pochi mesi la Francia prima che arrivino i rinforzi della Russia e poi spostarsi sul fronte orientale e annientare anche la quest’ultima. L’inizio della guerra pare confermare la aspettative tedesche. Il 4°agosto la Germania penetra nel Belgio neutrale e attacca la Francia, sembra una marcia trionfale dell’esercito tedesco, ma accade un fatto non previsto, la Russia arriva in anticipo rispetto alle previsione al conflitto, e fa in modo che la Germania che prima era concentrata totalmente sulla Francia, divida il suo esercito per fermare l’arrivo dei russi. Questa permette la prima controffensiva dei francesi che fanno arretrare l’esercito tedesco. Inizia quindi una guerra diversa da quella aspettata, i due eserciti si riparano nelle trincee, e diventa una guerra di logoramento. I russi ottengono subito notevoli successi contro gli austriaci, ma a fine ottobre la Germania riesce ad ottenere l’intervento in guerra dei turchi che a sua volta divide l’esercito russo in due zone di combattimento e inoltre permette agli imperi centrali di controllare la zona degli stretti. Bloccati nella battaglia della Marna i tedeschi cercano così di isolare la Francia ma non ci riescono, nel frattempo la Gran Bretagna blocca il rifornimento dei paesi neutrali nel confronti della Germania. Dall’altro fronte gli imperi centrali decidono di dedicarsi in una potente offensiva contro la Russia cosi, vengono respinti fino al Beresina, ma proprio in questo momento di gloria in maggio l’Italia dichiara guerra all’Austria cosi da alleggerire la pressione sui russi.

• L’Italia dalla neutralità all’intervento
L’Italia solo per il fatto di dichiarare la propria neutralità il 3 agosto 1914 da un lato dimostra quanto poco sia solida l’alleanza con gli imperi centrali, dall’altro mette in evidenza la propria inadeguata preparazione militare. in generale chi voleva la neutralità era:
1. i liberali giolittiani temono un intervento per l’impreparazione e anche perche credono di guadagnare di più restando fuori.
2. molti settori dell’industria pesante, perche cosi riforniscono i campi opposti.

3. il partito socialista esprime l’opposizione degli operai e dei contadini alla guerra, infatti a differenza dei francese e inglesi i socialisti italiani non avrebbero mai partecipato all’unione sacra delle classi sociali per lo sforzo bellico.
4. i cattolici sono contro la guerra perche sono pacifisti e poi non avrebbero mai voluto entrare contro gli imperi centrali perche erano cattolici.

In generale gran parte del paese e del parlamento era contro l’intervento.
A favore dell’intervento c’era:
1. Un’ala di non gran peso politico. I suoi membri costituiscono i cosiddetti <interventisti democratici>, animati da spirito mazziniano.
2. Favorevoli all’intervento a fianco dell’intesa ci sono alcuni sindacalisti che si aspettano l’abbattimento degli imperi centrali conservatori e iniziare cosi i presupposti per una rivoluzione sociale.
3. I nazionalisti di destra per interesse imperialistico, sostenuti dall’industri pesante,da studenti universitari tra i quali D’Annunzio.
4. Benito Mussolini ex figura chiave del partito socialista ma nel giro di poche settimane cambia parare e viene espulso.
5. Di capitale importanza e infine la posizione dei liberali antigiolittiani, Salandra e Sonnino, appoggiati dal RE.
In sostanza l’intervento viene deciso, <sopra la testa> dell’opinione pubblica e al di fuori del parlamento, dal governo e dalla corte con l’appoggio esterno dei nazionalisti. Si decide di entrare a favore dell’intesa perche l’Italia vuole i territori controllati dall’Austria e all’intesa non gli costa niente darglieli a patto di creare un ulteriore nemico contro gli imperi centrali. Il 26 aprile 1915 si firma all’insaputa di tutti un trattato che prevede che l’Italia entri in guerra entro un mese, in cambio otterrà tutti i territori appartenenti all’Italia ma sotto l’Austria e anche altre zone. Si entra in guerra con l’intenzione di ricongiungere tutta l’Italia e anche di conquistare altre aree che non hanno nulla a che fare.

Giolitti all’inizio contrario alla guerra rinuncia ad ogni opposizione, questo favorisce di molto il governo, ma il grande passo si fa quando a causa della maggioranza neutralista Salandra da le dimissioni, ma il re gliele proibisce, e un chiaro segno che il governo vuole la guerra. Cosi il 24 maggio 1915 l’Italia entra in guerra contro l’Austria.

• 1915 e 1916. Due anni di guerra di logoramento
Gli italiani sotto il generale Cadorna godono di una superiorità numerica ma dopo alcuni attacchi senza reale risultato si trovano in uno stato di semicollasso, causato dall’impreparazione dei generali. In Francia non c’è stato alcun esito, come anche in Russia. La Bulgaria entra in guerra attaccando la Serbia e invadendola, gli inglesi falliscono un attentato nello stretto dei Dardanelli. In conclusione il 1915 si chiude a favore degli imperi centrali che controllano le minieri in Belgio e a alcune zone di Francia e altri paesi. Ma fallisce l’idea di una guerra lampo a cui gli imperi centrali erano più portati e ci si incontra con una guerra molto più lunga in cui l’intesa e più preparata.
Nel 1916 ci sono numerosi attacchi potenti da parte della Germania, ricordiamo quello di Verdum, in Francia nella quale le perdite delle due parti furono 600mila uomini, trattosi della più grande carneficina della storia. I francesi, per alleggerire quella battaglia ne aprono un’altra insieme agli inglesi, riuscendo cosi a resistere all’attacco.
In conseguenza all’attacco Francese, il generale ha chiesto ai russi e italiani di attaccare gli imperi centrali. In Italia ha inizio cosi la 5 offensiva dell’Isonzo, che pero non ha alcun risultato anzi convince l’austri che sia ora di dare la mazzata finale all’Italia. Inizia cosi la spedizione punitiva in cui l’Italia perde numerosi territori, e chiede aiuto alla Russia che a sua volta attacca l’Austria che e costretta a chiedere aiuto ai tedeschi, diminuendo quindi anche la pressione sull’Italia. Il successo dei russi ha due conseguenze:

1. Spinge la Romania a fianco dell’intesa.
2. Permette all’Italia di riprendere fiato e conquistare Gorizia.
Il 28 M 1916 l’Italia dichiara guerra anche alla Germania.
Anche il 1916 si conclude con un nulla di fatto, però e leggermente più favorevole per l’intesa che era più preparata ad una guerra lunga. In questa guerra ci sono parecchie novità, troviamo innanzitutto la trincea(fossati lunghi in cui i soldati si riparavano e partivano per il contrattacco), le armi più potenti e micidiali, i sottomarini, carri armati, aerei ed infine dai micidiali gas. L’ondata di patriottismo che aveva travolto le popolazioni all’inizio della guerra comincia a finire, la guerra sta stancando, nella sola Italia ci son 400 mila denuncia per reati commessi durante le battaglie, prendono vigore il pacifismo e l’antimperialismo socialista.

• 1917. Guerra sottomarina illimitata, intervento statunitense,sconfitta della Russia, caporetto
Nel 1916 Guglielmo II inizia a fare offerte di pace, con l’intento di togliere l’immagine della Germania come responsabile della guerra, ovviamente l’intesa respinge ed è più che mia decisa ad annientare gli imperi centrali. Allora la Germania prende un’iniziativa militare e inizia ad attaccare coni sottomarini e cerca di annientare il blocco che l’Inghilterra gli stava facendo. Il problema e che i tedeschi avrebbero attaccato anche le navi dei paesi neutrali, all’inizio per “sbaglio” ma in seguito apposta, questo favorisce l’intervento in guerra anche a fianco degli stati uniti il 6 aprile 1917. Gli stati uniti decidono di entrare in guerra principalmente per due motivi:

1. Gli stati uniti sono legati da vincoli storici importanti con l’Inghilterra, e non vogliono che la Germania ne prenda il controllo.
2. Motivazione economica, gli Stati uniti sono dei grandi fornitori di prodotti a Inghilterra Francia e Italia, e non vogliono vedere le loro navi affondare per colpa dei sommergibili tedeschi, inoltre l’America ha fornito grossi prestiti a questi stati che se vengono sconfitti, non potranno mai tornare i soldi.
Gli Stati uniti hanno un peso determinante per l’andamento del conflitto, rafforza straordinariamente l’Intesa, finanziariamente, industrialmente, militarmente e anche ideologicamente. Wilson proclama che si deve porre fine ai governi autoritari e con il loro aiuto avrebbero portato una pace democratica. Anche perche il rafforzo arriva proprio in un momento cruciale, mentre la Russia stava per cedere nel fronte orientale.
Nel Marzo 1917 la Russia entra in crisi,c’è la rivoluzione ed escono dalla guerra, i tedeschi esultano pensando che adesso possono concentrarsi sulla gran Bretagna, e vincere con la guerra dei sottomarini illimitata.
Entra in crisi anche la Germania, presa nella morsa del blocco navale,l’opposizione delle masse operaie alla guerra va rapidamente crescendo. I socialdemocratici si dividono, un gruppo di loro, il più pacifista, fonda un nuovo partito,il partito socialdemocratico indipendente di Germania. Un segno della stanchezza della guerra. È anche in questo momento che il papa benedetto XV compie un gesto clamoroso, si mette alla di sopra delle parti e dichiara che questa strage e stata inutile, cercando anche di mandare delle proposte di pace.
Anche in Francia le ribellioni contro al guerra iniziano a farsi sentire, il problema e che sale al trono un personaggio che e molto rivale della Germania e che vuole la vittoria a tutti i costi. Stessa cosa succede in Italia, dove l’esercito comandato da Cadorna,si lamenta, e stanco della guerra, e inoltre denuncia questo generale perche molto spesso se ne frega della vita umana.
In ottobre l’esercito italiano va incontro ad una sconfitta che sembra sia quella definitiva, il 24 Ottobre l’esercito austriaco aiutato da quello tedesco sfonda Caporetto, e penetra per 150 km fa inoltre un ricco bottino di armi prigionieri e morti italiani. Questa disfatta e molto importate, stimola in molte persone anche riformisti ad entrare nella resistenza, viene sostituito in generale Cadorna con armando Diaz che si rivela molto più sensibile, si avvia un’opera di propaganda mirata a sostenere il morale dei soldati nella trincea. Cosi sul monte Grappa e sul Piave gli italiani anche grazie agli aiuti franco-britannici resistono, questa resistenza e ricordata anche perche sono chiamati a combattere anche i ragazzi del 1899. Gli austro tedeschi sono costretti al ripiegamento.

• 1918. La pace di Brest-Litovsk, il fallimento delle offensive tedesche, il crollo degli imperi centrali
In Russia nel 1917 è finito lo zarismo, ma al suo interno ce ancora una guerra, e non può continuare quella con la Germania. Firma così un trattato di pace con i tedeschi chiamato Brest-Litovsk.
I tedeschi possono così concentrasi contro la Francia, decisi a farla fuori prima dell’arrivo totale degli americani. Attaccano a pieno regime, e dopo una serie di battaglie vinte arrivano quasi a Parigi. La Francia e esausta, chiede più truppe agli americani, e cambia il suo generale con Foch. I tedeschi arrivano a combattere anche nella marna( sarà questa la seconda battaglia della marna). Ma purtroppo i Franco -britannici resistono e i tedeschi sono costretti ad indietreggiare. Inizia cosi la lunga ripiegata dell’esercito tedesco. Che subisce l’attacco di carri armati francesi inglesi e britannici, dopo la giornata nera, Guglielmo prova a rintavolare trattati di pace, ma ormai gli alleati vogliono l’annientamento. Agli inizi di ottobre si forma un governo presieduto da Max von Baden, personaggio di orientamento democratico, e sa meglio come interagire con l’intesa per cercare di avere dei trattati di pace prima che il territorio nazionale venga invaso, egli vuole porre fine alla monarchia assoluta e instaurare un regime parlamentare e democratico. Queste riforme dovrebbero aiutarlo nelle trattative di pace, se non che Guglielmo rinuncia ad abdicare e quindi il piano si rompe. Mentre la Germania di dibatte, i suoi alleati crollano piano piano. La Turchia firma un armistizio il 31 ottobre. L’Austria si dissolve e viene proclamata la repubblica cecoslovacca ecc. L’8 novembre viene dichiarata la repubblica a Monaco, mentre il9 a berlino. Guglielmo fugge in olanda,pochi giorni prima l’Austria firma un armistizio con l’Italia vicino a Padova, l’imperatore abdica viene proclamata la repubblica. Finisce cosi la I guerra mondiale.

• Anni di devastazioni morali e materiali. Un primo bilancio
Il bilancio dei combattenti i di quasi 9 milioni di morti,e oltre 20 milioni di feriti. Non più di un francese su tre ha superato la guerra senza danni. Non solo i paesi che hanno partecipato alla guerra hanno subito gravi devastazioni, ma anche i paesi neutrali, hanno dovuto subire i blocchi delle merci, o il Belgio ha subito l’occupazione della Germania. In Francia a causa dell’occupazione della guerra molti terreni non sono più stati raccolti, in Italia nelle zone nord orientali, ma anche in tutte le zone dove si è combattuto, il terreno e distrutto da trincee bombe ed esplosioni, i ponti e strade sono state distrutte, si sono fatti danni per 600 milioni di dollari, 12 volte il reddito degli stati uniti. Per fronteggiare queste spese sono stati sfruttati al massimo la popolazione i risparmiatori, il sentimento di patriottismo ed infine e stata stampata moneta, aumentando cosi l’inflazione. I prodotti prima e dopo la guerra sono aumentati di almeno il triplo. Inoltre si sono scombinate le supremazie mondiali, se prima era l’Europa ad avere il predominio, adesso sono le potenze orientali Giappone e America. La propaganda fatta durante la guerra ha alimentato l’odio della popolazione di un paese contro gli avversari, adesso a guerra finita non e facile cancellare queste ostilità e molto spesso rimangono. Per esempio nei paesi avversari della Germania hanno raffigurato l’imperatore come il demonio, mentre al contrario in Germania hanno voluto far credere che l’Inghilterra voleva portare alla fame il continente.

• I trattati di pace. La società delle nazioni
L’8 Gennaio 1918 il presidente degli stati uniti W. Wilson indica 14 punti su cui si sarebbe dovuta avviare la ricostruzione dell’Europa e del mondo. Questi prevedono:
Abolizione della diplomazia segreta,cosi da consentire un pubblico controllo sugli accordi internazionali dei governi.
La libertà dei mari e libertà commerciale.
Riduzione degli armamenti.
Una politica coloniale più illuminata.
Il rispetto della sovranità della Russia.
Restaurazione del Belgio, e ritorno dell’Alsazia e Lorena ai Francesi.
Frontiere italiane secondo la i principi di nazionalità.
Lo sviluppo autonomo dei paesi dell’Austria - Ungheria.
La creazione di uno stato polacco indipendente.
Costituzione della società delle nazioni.
Wilson vuole sotto sotto favorire la crescita ulteriore degli stati uniti, è per questo che questi punti vengono respinti dai paesi europei.
La conferenza di pace si apre a Parigi il 18 gennaio 1919, e subito appare i diversi obbiettivi delle tre potenze vincitrici Francia Grande Bretagna e Stati Uniti, nei confronti della Germania.
La Francia vuole l’annientamento della potenza tedesca, tanto da rendere impossibile una nuova invasione. Vuole anche invadere l’Africa, l’Asia e impero turco. E infine vuole le risorse minerarie della renana tedesca.
Inglesi hanno già ottenuto l’annientamento della flotta tedesca, le colonie tedesche e l’eliminazione della Germania dai mercati. Inoltre lei non vuole il definivo annientamento perche e pur sempre una sua grande acquirente.
Anche gli stati uniti sono soddisfatti.
Alla conferenza partecipano tutti i paesi vincitori, i vinti devono solo firmare quando avranno finito. L’Italia inizialmente era tra i 4 paesi principali, ma alla fine e stata tratta da paese secondario. La Germania e stata accusata di essere l’unica responsabile della guerra e queste sono le clausole a cui deve obbedire:
Riduzione delle forze armate a soli 100 mila uomini tra soldati ed ufficiali.
Abolizione del servizio di leva
Riduzione della flotta militare a un’entità per sola difesa costiera.
Smilitarizzazione della zona del Reno.
Perdita di tutte le colonie e divieto di nuove acquisizioni.
Queste sono le perdite della Germania:
Restituzione della Alsazia e della Lorena.
Cessione della Polonia.
Cessione alla Francia e al Belgio di una grande quantità di bestiame.
A titolo di risarcimento dei danni dovrà pagare una grossa quantità di marchi.
Dovrà sopportare l’esercito dei nemici e mantenerlo a proprie spese. Questo perché le potenze vogliono mantenere sotto controllo la Germania.

La pace tra l’Austria e l’intesa viene firmata il 10 settembre 1919 a Parigi, in poche parole l’impero austro ungarico non esiste più perche si è diviso in tanti piccoli stati.
Si formano i nuovi stati di Cecoslovacchia e Iugoslavia.
Si ingrandiscono Polonia e Romania.
Il Trentino fino al Brennero e l’Istria passa all’Italia.
Si scinde l’Ungheria.
Si trova ridimensionata ad un ottavo del suo territorio, senza nessuno sbocco sul mare, e con un’industria sproporzionata rispetto al suo mercato.
Il 28 Aprile 1919 nasce grazie agli stati uniti al società delle nazioni, con l’obbiettivo di mantenere la pace, sicurezza, non ricorso alla guerra e rispetto dei diritti internazionali. È così strutturata:
Un’assemblea a cui partecipano tutti i paesi membri.
Un consiglio di nove stati di cui 5 permanenti,e 4 eletti.
Nessun ricorso alla guerra nei primi tre mesi di incomprensione.
In caso di guerra improvvisa ci saranno adeguate sanzioni.
In realtà la società delle nazioni non e in grado di operare in nessun senso, e la più grande mazzata sarà quando gli Stati Uniti non accetteranno di farne parte.

La rivoluzione russa

• La crisi dello zarismo

La Russia al momento della sua entrata in guerra e tra le potenze più arretrate, incapace di gestire un esercito di 12 milioni di persone e con l’industria insufficientemente preparata per una guerra moderna. Nei centri industriali durante il 1916 ci sono scioperi e rivolte. Dopo le gravi disfatte dell’esercito russo si e formato in parlamento un blocco progressista, tra cui ci sarà l’vov. Questo blocco esprime la preoccupazione di alcuni strati dell’aristocrazia e borghesia per l’andamento della guerra.
La guerra ha accelerato i conflitti sociali, mettendo a fianco migliaia di uomini provenienti da molti strati sociali diversi, ha unito i contadini e li ha fatti conoscere delle teorie sociali. Inoltre c’è un’inadeguatezza dei sovrani, il re Nicola II e costretto a governare con il pugno duro dalla moglie, e non si rende conto che la situazione sta diventando pericolosa.

• Dalla rivoluzione di Febbraio a quella d’Ottobre

Il crollo dello zarismo avviene nel 1917 tra il 23 e il 27 Febbraio. Il 23 scoppiano a Pietrogrado scioperi contro la penuria di approvvigionamenti, il 25 tutte le fabbriche della capitale si fermano, mentre il 27 comincia la vera rivoluzione, i soldati non solo non intervengono dalla parte degli operai, ma si uniscono a loro. L’unica salvezza per il governo e richiamare un esercito fedele, che pero e bloccato dai ferrovieri che si rifiutano di effettuare il trasporto. Intanto gli scioperanti, eleggono un consiglio di delegati, i soviet. La borghesia, rompe con lo zarismo, e lo fa quando capisce che senno lo spazio politico sarebbe stato occupato del tutto dai socialisti., il 27 la duma decide di prende il potere con un governo promissorio, presieduto dal principe l’vov, unico esponente della sinistra era Kerenskij punto di collegamento tra il governo e i soviet di cui è membro. Questo governo chiede le dimissioni dello zar, Nicola II vuole tornare dal fronte a Pietrogrado, ma e fermato dall’esercito, che non risponde più alla corona. Decide così di abdicare in favore del granduca Michele, ma quest’ultimo rifiuta. Così la questione viene risolta con la decisione di una futura assemblea costituente, da eleggersi a suffragio universale. L’impero diventa una repubblica, e vi sono due poteri, quello dei soviet, e della borghesia. L’vov e i suoi seguaci, vorrebbero instaurare una monarchia costituzionale, e proseguire la guerra.
Le masse degli operai e dei contadini vengono rappresentate da due formazioni:
I socialrivoluzionari formazione politica che raggruppa diverse correnti poco coordinate tra loro, si ritengono rappresentati delle masse contadine.
I socialdemocratici divisi a sua volta in:
1. Menscevichi (ala minoritaria), divisi anche loro in diverse correnti,vorrebbero che la borghesia assumesse il potere politico ed economico e che si introducano istituzioni parlamentari e democratiche, e vorrebbero l’avvento del socialismo solo quando la Russia sarebbe diventata economicamente e socialmente matura.
2. Bolscevichi, l’unico movimento organizzato in maniera centralizzata, Lenin ne e il capo ed è convinto che la borghesia non sia più governabile dai borghesi, e che la forza motrice principale della rivoluzione sia il proletariato, il quale dovrà assolvere al proprio compito rivoluzionario alleandosi con le masse contadine e dirigerle. Nel febbraio marzo 1917 neppure i bolscevichi credono che sia possibile abbattere il potere della borghesia.
- Tra i due partiti si colloca un gruppo che ruota intorno a Trockij, secondo il quale in Russia data la debolezza della borghesia e la contradditorietà dei contadini, il proletariato socialista si sarebbe trovato al potere ma che non avrebbe potuto mantenerlo senza una rivoluzione internazionale.

I partiti borghesi intendo continuare la guerra, un simile programma è accolto dalle più nette proteste delle forze socialiste perché non vogliono continuare le azioni zariste. Anche se all’interno dei solcialrivoluzionari, menscevichi e buona parte dei bolscevichi si vuole ancora la guerra, ma non per mire espansionistiche ma per chiuderla con una pace democratica. Questa soluzione non e approvata però dai contadini e dall’esercito, che vedevano nella rivoluzione la fine della guerra.
Di fronte a questo problema l’vov chiede ai soviet di entrare nel governo, facendo nascere così il secondo governo provvisorio.
Intanto nelle campagne i contadini di fronte all’inattività del governo nei confronti della questione agraria, incominciano una vera e proprio rivolta, i bolscevichi esortano le masse ad abbattere il governo borghese e chiedono ai soviet di prendere il potere, il governo chiede l’intervento dell’esercito speciale, e ristabilisce l’ordine, per adesso i bolscevichi sono battuti.
La guerra ha sorpreso Lenin in Svizzera, egli è convinto che sia giunto il momento del trionfo totale del socialismo, e vorrebbe che in tutti gli stati si combattesse contro i propri governi. Torna dalla Svizzera il 3 aprile 1917 e il giorno seguente fa conoscere le sue tesi(tesi d’aprile). Il punto fondamentale e che non esiste più una possibilità di intesa con altri partiti socialisti,e che l’unico e quello bolscevico. I punti sono:
• Stipulare una pace immediata, per rispondere alle esigenze dell’esercito.
• Avviare un’integrale riforma agraria senza indennità per i vecchi proprietari.
• Sottoporre le industri sotto il controllo degli operai.
• Rimodellare lo stato, in modo che le classi più potenti potessero controllare le masse lavoratrici.
• Rivendicare il governo del paese poiché la borghesia non e più in grado di farlo.
Kerenskij forma un nuovo potere provvisorio, ma si trova di fronte a tre pericoli, l’avanzata delle truppe tedesche, la volontà di alcuni reazionari quali kornilov di instaurare una dittatura, e il rafforzamento del partito bolscevico. Dopo che riga cade nelle mani dei tedeschi, kornilov minaccia kerenskij e vuole il governo, comincia anche a radunare truppe sotto il suo comando. Kerenskij chiede aiuto ai bolscevichi, e alla fine prende il mano l’esercito dopo che kornilov viene arrestato. Il 1 settembre si ha un governo completamento governato da kerenskij, tutti i partiti vogliono un’assemblea costituente.

• L’inserrezione d’ottobre e la terza rivoluzione russa

Tra i primi di settembre la maggioranza nei soviet passa ai bolscevichi, e il momento che lenin aspettava, Trockij convertitosi al bolscevismo, viene scelto come presidente. Lenin spinge ad una insurrezione diretta dei bolscevichi. La situazione precipita, vi sono il governo presieduto da kerenskij e i soviet. Vi e un altro governo provvisorio, ma ormai si e persa l’importanza, il 10 ottobre, Lenin trockiij e Stalin, vogliono l’insurrezione, credendo anche che questo avrebbe dato spunto anche all’Europa occidentale. Il 24 25 ottobre i bolscevichi passano all’azione, prendendo il controllo della capitale ma senza incontrare grandi resistenze. Conquistano il palazzo d’inverno, simbolo degli zar, ed assume lo stesso significato della presa della bastiglia nella rivoluzione francese. La maggioranza dei menscevichi e social rivoluzionari protestano contro questo colpo di stato dei bolscevichi.
Il 26 Ottobre sono approvati dal congresso dei soviet (organo legislativo provvisorio), i decreti sulla pace e di terra di Lenin. Quello sulla terra dice che è abolita la grande proprietà. Sempre lo stesso giorno, viene eletto dal congresso il primo governo rivoluzionario socialista. Lenin ne è il capo. Viene visto con un governo debole, destinato a crollare con l’ascesa del bolscevismo, ma si dimostrerà il contrario, il 15 novembre prendono il controllo a Mosca, e resistono ad un attacco di kerenskij. Si pone però un altro problema, i risultati della costituente danno molti più seggi in parlamento ai social rivoluzionari, Lenin a questo punto denuncia l’assemblea come la roccaforte della borghesia e la scioglie, rivendicando il diritto del proletariato industriale di stabilire la propria dittatura. Dicendo che solo il proletariato ha il diritto di dirigere questa rivoluzione. Da questo momento in poi i bolscevichi saranno prclamati affossatori dispotici della democrazia. Il 15 dicembre viene firmata la pace di brest-litovsk nella quale la Russia perde circa un quarto dei suoi territori più redditizi.


Lo stato totalitario sovietico da Lenin a Stalin

• La guerra civile 1917-21
I bolscevichi hanno preso il potere, e iniziano a dividere la terra dei grandi proprietari dandola a chi la lavora, senza dare alcuna forma di indennizzo. Viene introdotta la giornata lavorativa di 8 ore, e il controllo delle industrie passa agli operai. L’apparato dello stato viene sovvertito, la religione viene staccata dallo stato, e diviene una questione privata, e donna -> = all’uomo.
Ovviamente la borghesia passa alla resistenza, non vuole obbedire ai nuovi padroni <operai>, e dato che questa collaborazione borghesia-proletariato, sembra impossibile, i bolscevichi decidono di passare tutte le aziende sotto il controllo dello stato. Viene statalizzato tutto.
Altri pericoli riguardano l’esercito, vengono create le <guardie bianche>, che cercano di prendere il potere controrivoluzionario, vengono aiutate molto spesso anche da altri stati, perche anche questi ultimi hanno paura di avere queste rivoluzioni nel loro paese, in Siberia riescono addirittura a conquistare una regione.
Il governo bolscevico reagisce in maniera estrema. Dopo aver fucilato la famiglia degli zar, interrompe ogni comunicazione con l’occidente, scatenando il terrore rosso. Viene organizzata un’armata rossa composta da operai e contadini. Per combattere i controrivoluzionari, inoltre la Ceka(polizia bolscevica) assume dei potere fortissimi. Inizia così una guerra civile che avrà come vincitore i bolscevichi, ma la situazione nei territori dopo la guerra è disastrosa. Chi non lavora riceve solo un quarto della razione quotidiana, vengono sequestrati tutti gli eccessi alla gente. Iniziano furti nelle fabbriche e il commercio privato e vietato.
La guerra in conclusione ha creato un’armata rossa fortissima e dato il pieno potere politico in mano ai soli bolscevichi, che hanno gettato le basi del totalitarismo. Il governo controlla in modo sempre più rigido le fabbriche, che vengono affidate a singoli uomini. E quelle speranze di democrazia stanno facendo il posto ad una nuova dittatura dei bolscevichi. Cominciano i primi scioperi il più duro quello dei marinai dura persino 15 giorni. Avviene pero una repressione durissima effettuata la Lenin, e tutti i controrivoluzionari vengono sterminati. Tutte le correnti opposte al comunismo vengono proibite.
L’economia. I primi anni(1917-1921).
Questo periodo e contrassegnato dal tracollo senza precedenti dell’agricoltura e dell’industria. Il potere senza limiti del governo, crea anarchia e piccole rivolte tra i contadini. Aumenta l’inflazione, e diminuisce la produzione. E difficile instaurare il sistema del collettivismo. Muore di fame un sacco di gente.
La <nuova politica economica> (1921-1928).
È evidente come il collettivismo impedisca allo stato di andare avanti. Così lo stesso Lenin dichiara una nuova politica economica, basata sul far convivere il capitalismo e il collettivismo nell’agricoltura, e quindi una snazionalizzazione del paese soltanto durante il periodo di ripresa. L’agricoltura e la prima alla quale viene concesso il libero scambio, nelle aziende più piccole ritornano i vecchi padroni. Il nuovo sistema con tecniche straniere funziona, e nel ’27 si ritrova il livello di produzione dell’anteguerra.

• La crisi dell’unità di partito. L’emarginazione di Trockij l’ascesa al potere di Stalin.
La morte di Lenin porta al potere Stalin che diviene segretario del partito comunista, egli ha acquisito sempre più potere durante le guerre civili e negli anni di recupero economico. Esso contrariamente a quello che diceva Trockij, ovvero che la rivoluzione socialista doveva avvenire a livello internazionale, formula la teoria della costruzione del socialismo in un solo paese. Venendo in contro ai vari partiti che non credevano più nella rivoluzione internazionale (anche perche siamo in un periodo di grande ripresa dei paese capitalistici). Stalin così prende il potere e espelle dal partito Trockij.

• La società sovietica. Dalla rivoluzione al regime staliniano.
i bolscevichi al potere cercano così di creare l’uomo nuovo, liberato dalle vecchie tradizioni, quindi ignorante e povero.
Si lavora quindi sulla:
1. Istruzione: resa obbligatoria fino a 15 anni,formando i giovani per il lavoro specializzato, e insegnando a tutti la dottrina marxista.
2. La scristianizzazione, lottando contro il potere della chiesa, il patrimonio del clero e confiscato.
Gli ambienti della cultura rispondono con entusiasmo al nuovo corso rivoluzionario, perche sono appoggiati dal governo bolscevico. Poi però all’incirca nel 1930 si va perdendo quello slancio. Andando quindi a stagnarsi in uno stato partito, dove i vertici controllano qualunque cosa, si ha un conformismo e gli oppositori diventano automaticamente nemici del popolo.
Ormai il partito esegue tutti gli ordini di Stalin, che è visto come uomo infallibile che ha guidato la Urss verso il raggiungimento di grande potenza. Tutti gli uomini sono completamente devoti agli ordini di Stalin.
Tutti gli errori sono associati agli oppositori e ai controrivoluzionari. Il terrore diviene l’arma principale con il quale mantenere il potere, grazie anche a vari decreti come quello che diceva che l’intera famiglia era arrestata se anche uno veniva smascherato come nemico. Nel maggio del ’35 viene nominata una commissione che ha l’ordine che annientare tutti i nemici del popolo. Vengono ammazzate moltissime persone per cause assurde, i processi dell’epoca staliniana, vengono considerati ciò che più mostruoso l’umanità abbia mai organizzato.

• L’economia dell’unione sovietica dal 1928-42.
Dopo il successo della NEP si decide di adottare una linea economica più vicina alla linea marxista, e le prime vittime sono i Kulaki, che vengono espropriati di tutte le loro terre, per poi essere sterminati. Nell’industrie invece il processo e più semplice perché ce ne sono meno. Se nel 1922 i privati effettuano il 75% del giro d’affari del commercio, nel 1930 rimane solo il 5,6%. e per finire nel 1932 viene proibito il commercio privato. È arrivato il momento del collettivismo integrale.

La crisi del dopoguerra in Europa

• La pesante eredita della guerra. Le tensioni sociali
La grande guerra ha devastato l’Europa, le perdite che tutti gli stati hanno avuto sono enormi, e gli unici paesi ad averci guadagnato da questo conflitto sono Stati Uniti e Giappone. La Gran Bretagna riesce a limitare i danni ma gli altri stati europei no,questi danni sono causati dall’inflazione e dal continuo chiedere in più rispetto alle disponibilità, facendo crescere sempre di più il debito. Germani e Austria giacciono prostrati.
Gli strati dove si subisce di più sono quelli del proletariato urbano e contadino. Un grande entusiasmo viene diffuso quando si sa di quello che e successo in Russia, e si cerca di imitarla. In molti paesi nascono dei movimenti operai. Tutto questo pero attira molto l’attenzione della borghesia, che si muove con tutte le sue forze per abbattere questi movimenti. Prendono piede ideologie nazionalistiche che vedono nella violenza il mezzo per combattere il socialismo e la rivoluzione. Nonostante queste repressioni, il partito operaio, conosce nell’immediato dopoguerra una grande espansione. La crisi economica e sociale ha ingrossato i suoi partiti e sindacati.

• Governi della vittoria in Gran Bretagna e Francia. Crisi in Germania, Austria e Ungheria.

In Gran Bretagna e Francia dopo la guerra le votazioni danno una forte maggioranza alle forze conservatrici, nonostante un forte aumento dei laburisti ( in Inghilterra). In Germania la crisi si fa sentire con maggiore violenza, il 28 ottobre inizia una rivolta guidata dai marinai, si estende sempre di più, inoltre alcuni territori sembrano volere l’indipendenza, distruggendo così lo stato unitario che aveva costruito Bismarck. Il 9 novembre e proclamata la repubblica, mentre il 12 si forma il primo governo repubblicano che incita ad armare gli operai e disarmare gli ufficiali, qualche mese dopo viene fondato il partito comunista tedesco. A questo movimento si oppone pero un’altra forza, sopravvissuta al disastro della sconfitta, l’alto comando militare tedesco ha tenuto unito intorno a loro un mucchio di ufficiali. Questi saranno chiamati i corpi franchi, e vogliono continuare la guerra combattendo contro il movimento rivoluzionario. Si iniziano a creare questi primi corpi franchi, formati da nostalgici della guerra, spesso chiamati con il nome del loro capitano. I capi socialdemocratici si servono di questi corpi franchi per far partire la repressione contro il partito comunista, il loro leader viene assassinato. Intanto il 19 gennaio si forma un’assemblea costituente, che va a maggioranza socialista, ed e così costituito:
- una parte repubblicana democratica e borghese.
- socialista aperto alla discussione con la borghesia.
-socialista e rivoluzionario.
-nazionalista, autoritario.
Il glorioso impero austro-ungarico non esiste più. Il giorno dopo l’abdicazione del re, un’assemblea costituente ha proclamato l’Austria repubblica democratica, i socialdemocratici sono alla guida del governo, e viene organizzata come repubblica federale, con Vienna roccaforte dei socialdemocratici. Anche l’Ungheria proclama la repubblica, i comunisti prendono il potere, e instaurano un regime di <<terrore rosso>> tanto che le nazioni europee vivono con tensione questo avvenimento. La Francia decide cosi di combattere questi comunisti.

L’Italia: il primo dopoguerra e le origini del fascismo

• La crisi italiana
L’Italia esce dal conflitto vittoriosa ma anche in preda ad una grave crisi. Lo sforzo durante la guerra e stato poco in confronto delle altre potenze europee, ma in proporzione allo sviluppo e stato enorme. Al tavolo della pace l’Italia viene esclusa dalle grandi potenze europee e viene trattato come secondo rango. A grande dispiacere di chi ha voluto la guerra per l’Italia. Inoltre la guerra non ha fatto sentire alla popolazione la forza del patriottismo. È così che la polemica tra neutralisti e interventisti ha di nuovo vigore. Gli interventisti sono divisi a sua volta tra quelli che si accontentano dei risultati ottenuti,(ovvero di aver riunito l’Italia) e quelli che avrebbero voluto ottenere anche altre terre, che erano state stipulate nel patto di Londra. La questione adriatica suscita contrasti tra Orlando e Sonnino contro gli altri paesi del tavolo della pace, ma Wilson dice che l’Italia pretende troppo per quello che ha fatto in guerra. In Italia c’e forte insoddisfazione e si parla di vittoria mutilata.

• Il quadro economico, sociale e politico
Il dopoguerra vede l’Italia fortemente mutata.
Il bilancio economico mostra un deficit pauroso. Il debito pubblico raggiunge cifre altissime.
La moneta si deprezza sempre di più, i piccoli risparmiatori vedono il loro capitale annullarsi, mentre il prezzo sale rapidamente.
La piccola e media borghesia, si trova esaltata dal patriottismo e dalla guerra vinta, ma dall’altra parte delusa dalle difficoltà economiche e dalla debolezza dell’Italia nelle trattative al tavolo di pace.
La grande borghesia invece e stata l’unica vera approfittatrice della guerra, perche finanziava con le sue fabbriche belliche la guerra.
Lo sviluppo dell’industria ha consentito alla classe operai di resistere all’ascesa dei prezzi ottenendo aumenti dei salari.
A differenza degli operai dell’industria la maggior parte dei contadini e braccianti, che hanno formato l’esercito italiano si trovano in condizioni precarie.
Nel 1917 il governo per ottenere il consenso allo sforzo bellico ha promesso leggi di riforma agraria, ed ora i contadini chiedono che questo venga mantenuto. In Italia questa crisi del dopoguerra e molto maggiore rispetto agli altri paesi europei perche e molto più arretrata.
Operai braccanti e contadini innescano un’agitazione vigorosa, ma vogliono cose diverse:
-il proletariato industriale e parte dei braccianti sono animati dalla speranza che i socialisti possano conquistare il potere.
-la maggioranza dei contadini mira ad una riforma agraria democratico – borghese, è antisocialista.
Il timore per l’avanzata socialista, porta la chiesa a fondare un partito di cattolici italiani, il partito popolare. Questo partito oltre alla difesa dei valori cattolici, chiedono la divisione del latifondo, per la difesa della piccola e media proprietà, considerata il miglior baluardo contro il socialismo, la riforma del sistema fiscale, riforma elettorale, voto alle donne, abolizione del servizio di lega obbligatorio. Fine dello stato accentratore e sviluppo delle autonomie regionali. Collaborazione tra capitale e lavoro. Il partito parte bene perche ha dalla sua parte tutte le parrocchie, la stampa, e molti contadini anche poveri. Il maggior partito delle masse resta cmq il partito socialista italiano formato da operai e braccianti. Il programma e portare la società al socialismo totale. La maggioranza del partito è massimalista cioè quello che dovra portare ad una società socialista, poi ci sono i riformisti,(tra i quali i rappresentanti sindacali) che vogliono una roba graduale. Poi ci sono i fautori della rivoluzione : l’estrema sinistra del partito.
Formata da Bordiga e da Gramsci, questi due criticano i massimalisti accusandoli di fare solo parole, Gramsci inoltre fa in modo che le masse proletarie si organizzino per preparare la rivoluzione, come i soviet.


• La genesi del fascismo
Tra il partito socialista e popolare, si crea un gruppo di amanti della guerra detti <<combattenti>> che vuole dare un nuovo assetto al paese. In mezzo a questa crisi si mette in mezzo Benito Mussolini ex socialista, che fonda i fasci di combattimento. Questi fasci vogliono: difesa della guerra e dell’intervento, messa sotto accusa della fascia dirigente liberale, mutamenti sociali e politici. I fasci individuano nel combattimento la loro base naturale.

• I governi Nitti e Giolitti
Di fronte alla crisi la classe liberale e aristocratica e invecchiata. Nel dopoguerra e caratterizzato da molti scioperi e confusione sia da parte dell’industria che dell’agricoltura. Obbiettivo sono giornata da 8 ore, difesa salari, salvaguardia del posto di lavoro. Vi sono molti scioperi politici, e contro l’aumento dei prezzi iniziano i saccheggiamenti ai negozi e mercati, molti contadini senza terra occupano terre incolte. In questa situazione il governo sente di essere stato scosso, e ci sono le elezioni nel 1919 20. Cade il governo Orlando, gli succede Nitti che rimane un anno, il governo e la prima volta in cui e formato per più di meta dai socialisti e popolari, questo vuol dire che non può più contare su una maggioranza semplice, ma dipende da questi due. Nitti cade e viene sostituito da Giolitti. Che in politica interna deve vedersela con il conflitto del lavoro scoppiato nel dopoguerra.

• L’occupazione delle fabbriche. Movimento operaio e controffensiva fascista.
Intorno al 1919 iniziano a formarsi dei consigli di fabbrica (tipo soviet),soprattutto nei metallurgici. Viene creata la confederazione generale dell’industria per fa fronte alle proteste operaie. Cosi nel 1920 la fiom chiede un aumento dei salari, gli industriali rifiutano. Il sindacato propone il rallentamento dei lavori, e la risposta degli industriali è la serrata. L’ultima risposta della fiom e l’occupazione delle fabbriche. Il partito socialista non se la sente di promuovere questo provvedimento, e così che vince la non insurrezione. Giolitti e abile perché non interviene con la forza per togliere l’occupazione, ma cerca di convincere i sindacati ad abbandonare le fabbriche dal momento che nessuno si prende in mano questa rivoluzione.
L’estrema sinistra esce dal partito perche vede la non voglia dei massimalisti. Quindi i massimalisti si rifiutano di continuare l’occupazione, mentre Gramsci continua e si distacca dal partito. La borghesia di fronte alla debolezza dei liberali e Giolitti che non intervengono di fronte alla violazione di proprietà privata, vedono nei fasci una possibile soluzione. E così soprattutto nelle campagne, che i fascisti entrano in azione, con ogni sorta di violenza. Un po’ in tutta Italia, squadre fasciste commettono moltissimi omicidi e pestaggi. Prendono di mira le sedi socialiste e sindacati. Giolitti di fronte alle violenze fasciste decide di non intervenire per salvaguardare l’egemonia liberale, pensando che così il socialismo sarebbe stato danneggiato, e dopo avrebbe dovuto assorbire il fascismo. Ma le cose non vanno affatto in quella direzione. La crisi economica si abbatte sugli opera stanchi, il numero degli scioperi diminuisce drasticamente, inizia a vedersi di buon occhio Mussolini che manda via gli occupanti per poter fa tornare a lavorare gli operai. Questi mesi sono mesi molto duri, i fascisti fanno migliaia di morti e feriti.

Le potenze democratico - liberali negli anni ’20 e ‘30

• Gli Stati Uniti dal dopoguerra al New Deal
Dal 1920 inizia una nuova epoca per gli USA di isolazionismo, che durerà per circa vent’anni. Il loro piano e di promuovere lo sviluppo interno, tassando fortemente i beni provenienti dall’estero. Si creai cosi una crescente ondata di nazionalismo conformista, un odio verso stranieri e gli estranei, che vengono accusati molto più facilmente, in questo periodo c’e anche il periodo del proibizionismo delle bevande alcoliche, diretta soprattutto verso gli immigrati e neri, accusati di favorire la degradazione fisica e morale. E da questo ambiente che nasce il ku klux klan.
Si apre cosi in America un periodo di forte sviluppo, la guerra ha dato uno slancio economico mai visto prima, beni che prima era solo per pochi adesso cominciano a diventare di massa( vedi frigoriferi ecc). il numero di impiegati e rimasto pressoché costante, questo vuol dire che è aumentata la produttività, si fa una macchina in meno tempo. Sono progressi dovuti a nuovi metodi di allargamento dei consumi, sfruttamento della vendita porta a porta, inizio della rateizzazione ( metodo usatissimo, che ti consente di comprare anche se subito non hai i soldi), infine la pubblicità che da lavoro a moltissime persone. Nascono le grandi imprese che più tardi diventeranno i giganti produttivi. Si apre così la nuova religione del business e a pochi gruppi di persone più ricche si affacciano moltissime persone povere.
Al culmine di questo grande periodo prima il giovedì nero e poi il martedì nero dell’ottobre 1929 colpiscono gli stati uniti, e in una settimana diventano un paese povero.
I sei momenti della crisi:
1. Al crollo borsistico, seguono il rallentamento della produzione, ribasso dei prezzi, disoccupazione.
2. Alla crisi americana segue quella europea, dove gli stati uniti avevano molti investimenti.
3. Colpisce anche l’Inghilterra, il prezzo del frumento dimezza.
4. 1932 l’apice della crisi, disoccupati 12 milioni su 48 lavoratori.
5. Viene eletto Roosevelt l’industria si ferma e non peggiora, ma l’agricoltura e ai minimi storici.
6. Marzo 1933 l’economia mondiale va riassestandosi.
Cause del disastro.
Le industrie prosperano, e producono un gran numero di beni da vendere, esse hanno bisogno di prestiti per produrre sempre di più,e chiedono e ottengono prestiti. I consumatori acquistano beni soprattutto a rate. Vi sono però alcune debolezze, la ricchezza e nelle mani di pochi, i lavoratori sono sfruttati, e i contadini sono poveri. In questa situazione intervengono due fattori:
- Il fattore esterno l’Inghilterra inizia a limitare il flusso di denaro.
- I consumatori di ritrovano impossibilitati a comprare ancora, la fabbriche continuano a produrre, e si ritrovano grandi quantità di merci invendute.
Per questo il mercato si e gonfiato un sacco, per poi perdere tutto ad ottobre del 29, in realtà c’e stato un forte squilibrio tra domanda e offerta.
La presidenza Roosevelt e il New Deal
Con l’elezione di Roosevelt viene applicata una nuova politica economica, il New Deal che si propone da un lato di rilanciare il consumi e gli investimenti, dall’altro di mettere fine a quelle situazioni di privilegio. Lo scopo e quello di salvare e la prima volta che un governo entra nelle decisioni economiche. Gli obbiettivi sono: stimolare i prezzi al rialzo, ridare fiducia negli investimenti, e dare potere d’acquisto alle persone.
Si proibisce l’esportazione dell’oro.
Si cerca di creare inflazione.
Si svaluta il dollaro per aumentare le esportazioni e aumentare la produzione interna.
Si creano un’assicurazione per le banche.
Si prendono misura contro le speculazioni della borsa.
Si riducono le superfici coltivate.
Si opera per un aumento dei salari.
Si finanziano i lavori pubblici. I risultati di questo New Deal sono buoni, non ha tolto tutta la disoccupazione che rimarrà fino alla seconda guerra mondiale, ma e stata la prima volta che il governo americano ha gestito direttamente la crisi. Sino a quel momento il governo era stato poco sentito.
Il fascismo
• L’avvento del fascismo
Le elezioni del maggio 1921 non hanno dato a Giolitti quella forte maggioranza che lui ha cercato, e quindi da le dimissioni, le sue intenzioni erano quelle di assorbire il fascismo nel governo sperando che dopo si sarebbe disperso nelle altre formazioni o partiti, mentre al contrario entra in governo con una sua struttura e come partito autonomo.
Arriva Bonomi il quale costituisce un governo di coalizione tra liberali, popolari e social riformisti. Mussolini entra nel governo come deputato fascista. E si dedica a stabilire migliori rapporti con vaticano, esercito e monarchia. Mussolini si fa promotore di un patto di pacificazione tra fascismo , partito socialista, e confederazione generale del lavoro, che però fallisce completamente, le violenze prendono di nuovo vigore, e mentre quelli che lottano contro il fascismo vengono duramente colpiti dalla polizia, le squadre fasciste seminano il panico in totale tolleranza dalle forze dell’ordine. Al congresso di Roma il movimento fascista di trasforma in partito nazionale fascista. Vi e un'unica via per fermarlo, una coalizione tra popolari e socialisti, che non avverrà mai, viste le ostilità. Nel febbraio 1922 il governo Bonomi cade,arriva Facta. La debolezza del liberalismo appare a tutta Italia, e viene formato un governo tra liberali e popolari. Nel 1922 e l’anno in cui il fascismo si organizza sui piani sindacali. Il 31 agosto 1922 l’Alleanza del lavoro proclama un sciopero generale contro il terrorismo fascista, ovviamente i fascisti di mobilitano e si scagliano contro le sedi antifasciste. L’ultima mazzata per combattere il fascismo la da il fatto che il partito socialista si divide ( l’ala massimalista contro i riformisti che fondono il partito socialista unitario). Mussolini capisce di avere via libera e decide di attaccare su due fronti, quello della violenza e quello della legalità. Così in un discorso fatto ad Udine dice di voler cessare la violenza, e di dare pace ad un paese che ha bisogno di crescere, questo per quanto riguarda la parte legalitaria. Mentre a parole Mussolini tranquillizza l’opinione pubblica, le squadre si preparano per un’azione meno pacifica e si concentrano a Napoli. In realtà sotto una minaccia del colpo di stato si cela una pressione politica volta direttamente al re. Facta si dimette e con la marcia su Roma si conclude la rivoluzione fascista. Il re permette a Mussolini di formare il governo e lo nomina presidente del consiglio. Pur disponendo di una debolissima rappresentanza con l’appoggio di industriali, agrari, comandi militari ecc la fiducia al governo Mussolini e molto alta.

• 1922-26. Il fascismo alla conquista del potere <totale>. La disfatta delle opposizioni
Il quinquennio tra 1922-26 lo stato viene trasformato in uno stato di dittatura. Per consolidare il suo potere si creano degli strumenti politici e militari permanenti. Viene creato il Gran consiglio fascista, e la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (MVSN). Inoltre nel 1923 c’e la fusione tra partito fascista e nazionalista, importante perche da al fascismo un’ideologia ufficiale.
Nei confronti del mondo cattolico Mussolini agisce con abilità, assume un atteggiamento ostile contro i popolari, ma di migliori rapporti con il vaticano, approvando la legge che da alla scuola un’impronta cattolica più pesante. Sempre nel 1923 viene approvata anche la legge truffa, stabilisce che la lista di maggioranza che abbia raggiunto il 25% dei voti, avrebbe ottenuto i due terzi dei seggi alla camera. E così che alle elezioni del 1924 il partito fascista ottiene i due terzi dei seggi alla camera. Ormai le voci di dissenso sono poche, e quando Matteotti prova a denunciare le violenza fasciste con un discorso, quello diviene la sua condanna a morte. Questo provoca il dissenso si un’ampia parte della nazione. Potrebbe essere il momento per l’opposizione di prendere il potere, ma non accade nulla. 18 giugno, l’opposizione decide di abbandonare la camera e di ritirarsi sui colli dell’Aventino, finche non sarà restaurata la legalità e abolita la milizia. Questo per far muovere il re. I comunisti propongono una rivoluzione che non e seguita pero dagli eremiti nell’Aventino. Questo provoca la controffensiva fascista, e il decisivo annientamento delle opposizioni, sempre agendo sotto intimidazioni e aggressioni alle sedi antifasciste. Lo stato fascista avviene tramite una serie di leggi dette <fascistissime>, come il mettere fuori gioco la confederazione generale del lavoro, i sindacati fascisti sono gli unici riconosciuti e le commissioni interne vengono abolite. E per finire la modifica dello statuto cioè, il presidente del consiglio diventa capo del governo.
Vengono soppressi i giornali antifascisti, sciolti i partiti di opposizione, infine viene creato un tribunale speciale per la difesa dello stato a cui viene affiancato l’organizzazione per la vigilanza e la repressione dell’antifascismo. Anche la scuola subisce un processo di radicale fascistizzazione, tutti prof sono obbligati ad aderire al fascismo, pena il licenziamento. Il loro operato viene controllato.
Viene controllata stampa, film e qualsiasi altro mezzo di comunicazione di massa.

• Il regime totalitario in Italia
Dal 1926 i bambini vengono inquadrati nell’organizzazione i figli della lupa, quelli più grandi nell’opera nazionale balilla ecc. in pratica tutti i giovani dai 6 anni in su vengono controllati tramite associazioni molto rigide. La fine del sistema parlamentare lo si ha con la legge elettorale del 1928 , il fascismo si può dire concluso, nel senso che ormai si può definire uno stato di popolo. Mussolini si avvicina molto alla chiesa anche con la questione dei patti lateranensi, con questi accordi infatti, avviene l’avvicinamento saltato nel 1870. La soddisfazione della chiesa per i risultati raggiunti sono enormi, definendo Mussolini come un uomo mandato dalla provvidenza.
Nonostante questi patti abbiano riavvicinato chiesa e stato, i contrasti si fanno sentire lo stesso, e la questione e quella dei giovani. Infatti il fascismo controlla tutti i giovani,ma anche la chiesa vorrebbe avere delle organizzazione autonome giovanili. Alla fine deve rinunciare a queste. La chiesa quindi resta amica, ma non allineata al regime, come la monarchia, che pur sembrando meno potente, gli rimane cmq molto potere e resta la più alta carica dello stato.
L’ideologia del regime fascista, pone come suo scopo l’integrazione totalitaria del cittadino nello stato, ovvero tutti i cittadini sono lo stato, e nessuno e contro lo stato.
Ci si prepara al nuovo imperialismo sia in Europa che in altri continenti. Il fascismo concepisce l’unità in senso piramidale, in alto il duce e tutte le persone con il potere decisionale, e devono dirigere le masse ovvero l’intero popolo ad obbedire ad ogni ordine.
Seppur in un momento di crescita mondiale, l’economia italiana e in difficoltà, si blocca l’emigrazione verso l’America, e diminuisce di molto il potere d’acquisto. si avvia perciò una politica di statalizzazione, ma i risultati sono estremamente magri.
La crisi americana raggiunge anche l’Italia, per cercare di risollevarsi il fascismo interviene con alcuni provvedimenti significativi:
1. Facilità le concentrazioni industriale, difendendo i monopoli.
2. Aumenta i lavori pubblici per diminuire la disoccupazione.
3. Soccorre le imprese in difficoltà con un programma di finanziamento.
4. Diminuisce le importazioni in modo da rendersi più autonomo, senza dipendere troppo dagli altri stati.
• Gli oppositori del fascismo
L’opposizione al fascismo è diventato un delitto contro lo stato. L’unico campo che gode di libertà di pensiero e quello degli intellettuali, a cui viene data libertà entro certi limiti di espressione. Inoltre molti politici italiani sono costretti ad emigrare in altri paesi.
L’organizzazione più grande antifascista e quella comunista.

L’Europa tra le due guerre

• Sistema francese e spirito di Locarno
Per la prima volta dopo una guerra viene istituita per volontà degli stati Uniti la Società delle Nazioni, questa pero non ha dei poteri forti e neanche grande autonomia.
La Gran Bretagna si sente apposto, nel senso che è soddisfatta dai trattati di pace, e cerca un posto di equilibrio nel continente. La Francia invece non è soddisfatta, ha paura di una ripresa tedesca, quindi è decisa a schiacciare continuamente la Germania, stipulando anche molti trattati di pace con i paesi vicini.
Dal 1924 la situazione europea va migliorando, i protagonisti sono i francesi e tedeschi. Nel 1925 si giunge agli accordi di Locarno, che dicono:
1. Germania, Francia e Belgio rispettano i confini decisi a Versailles.
2. La Germania mantiene la smilitarizzazione della Renania.
Questi trattati è sintomo di una nuova fiducia tra questi paesi, che raggiunge anche l’annessione della Germania alla Società delle Nazioni.

• La politica estera dell’Italia fascista negli anni ’20.
L’Italia si trova di fronte ad una forte contraddizione, essa infatti ha tratta dalla pace dei vantaggi (inglobando nuovi territori), ma non vi sono stati adeguati compensi coloniali.
In questa epoca il fascismo conosce due fasi principali:
1. (1923-25). Appoggio alla Francia e ricerca di amicizia con al Gran Bretagna. Si hanno azioni di forza in Grecia, in Mussolini dimostra la fine dell’epoca liberale dimostrando la potenza del paese, ottiene anche dopo dei trattati con la Jugoslavia la città di fiume.
2. (1925-27). Forte dell’appoggia della gran Bretagna, Mussolini cerca di assumere iniziative nel mediterraneo, che nei territori dei Balcani, mettendosi in forte urto contro la Francia.

• La fine della illusione di pace e la rottura degli equilibri.
Con la caduta in borsa di Wall Street, i paesi europei hanno diminuito di molto gli scambi internazionali, inoltre c’è stata l’affermazione di politiche autoritarie con in Germania Italia e Giappone. Questi primi due paesi erano gli unici che non potevano contare sulle risorse delle colonie durante questa crisi, quindi si sono rese conto di essere povere. Mussolini ha aiutato Hitler a conquistare potere nella Germania, ma quando questa cerca di annettere anche l’Austria sotto il suo controllo, Mussolini reagisce, e fa fallire il colpo di stato. Esso infatti non vuole ritrovarsi con i tedeschi al Brennero. Dopo che la regione di Saar tramite un plebiscito si annette alla Germania, Hitler decide per il riarmo di quest’ultima. Francia Italia e UK si trovano a Stresa per rivendicare quanto detto nel concordato di Locarno, ma tuttavia non viene presa nessuna decisione concreta. Questo significa che la pace di Versailles e cancellata, e la società delle nazioni inutile.

• La ventata autoritaria. Il fascismo in Europa.
Con la crisi del dopoguerra e del ’29 si hanno l’affermazione di molti regimi autoritari, con il fasciamo o nazismo, ma anche nella penisola iberica si hanno molti di questi governi, si verifica non a caso in nazioni dove non sono abituati alla democrazia, e il regime diventa molto spesso l’unica soluzione.
In Spagna a seguito di una guerra civile durissima il fascismo conoscerà uno dei più grandi trionfi.

• La guerra d’Etiopia e la rimilitarizzazione della Germania.
Il patto preso a Stresa contro il riarmo della Germania fa vedere subito la sua fragilità. Nel ’35 l’Italia attacca l’Etiopia, ponendo le basi per un avvicinamento tra nazismo e fascismo. Mussolini vuole conquistare nuove colonie, soprattutto per dare lavoro all’eccedenza di manodopera, che prima si sfogava con l’emigrazione ma adesso che non si può emigrare il problema è riemerso. L’invasione e la conquista di tale stato e effettuata con grandi atrocità da parte dell’Italia (gas ecc). La società delle nazioni decide che l’Italia e si e comportata da aggressore e quindi gli blocca le importazioni da questo paese.
Anche queste sanzioni sono più che mai solo formali, si fa sempre quello che si vuole. La propaganda fascista fa credere che queste sanzioni siano un tentativo di strangolamento da parte degli altri paesi all’Italia. questo per fa crescere lo spirito nazionale. Si crea dunque un forte nazionalismo, e le folle sono sempre più devote a Mussolini. Ormai si può dire che Mussolini ha proclamato la fondazione dell’impero d’Etiopia. Intanto i rapporti con UK e Francia diventano tesi. E Hitler fa vedere quanto questi due paesi siano fragili di fronte ai regimi fascisti, lo fa occupando militarmente la Renania.

• La guerra civile spagnola.
Nell’estate del 1936 scoppia una guerra civile enorme, tra antifascisti e fascisti repubblicani, sostenuti da Italia e Germania. Alla fine la guerra è vinta dai fascisti.
La spagna del 1930 è una nazione povera e arretrata, formata dalla classe dirigente che sono dei grandi latifondisti, un chiesa molto ricca, e il proletariato urbano che è diviso tra anarchia e socialismo.
Nei primi anni del ‘900 cominciano a formarsi i primi sindacati, intorno al ’21 si desidera un governo forte e accusa il governo di inefficienza. Il governo risponde instaurando una dittatura rimarrà fino al ’30, quando con sorpresa le elezioni vengono vinte dai repubblicani, viene proclamata la repubblica.
Il problema dell’agricoltura non è da sottovalutare, infatti circa 50 mila proprietari possiedono mezza spagna, mentre un milione e mezzo di persone sono costrette a vivere con appena un ettaro. C’è molta arretratezza. Questi contadini cominciano a vedere sempre peggio i ricchi, con le elezioni che abolirono la monarchia infatti si riesce a rendere lo stato laico, ma non si tocca ancora l’argomento terre. Questo però e bastato ad infuriare le alte classi, che decidono di riprendersi il potere e sopprimere ogni liberta concessa in questo anno. Si torna al punto di partenza. Ma non per tanto, infatti iniziano a vedersi le prime rivolte, e alcuni anni dopo i partiti comunista socialista ecc che hanno organizzato queste rivolte, riescono ad ottenere la maggioranza in parlamento. Questo fatto permette ai proletari e ai contadini in una prossima rivoluzione sociale.

La seconda guerra mondiale

• Gli inizi della guerra. Dal crollo della Polonia alla caduta della Francia
La seconda guerra mondiale inizia il 1 settembre 1939 quando le truppe tedesche attaccano la Polonia senza dichiarazione di guerra. Poi si aggiunge anche Francia, Gran Bretagna, che dichiarano guerra alla Germania, mentre stati uniti e Giappone proclamano la loro neutralità.
Il 18 settembre la guerra e già terminata, la Polonia e scarsa e la Germania applica una politica di occupazione quanto mai brutale. La Francia e la gran Bretagna restano sorprese dalla velocità della Germania, e passano dei mesi di una guerra dichiarata ma non combattuta (una strana guerra), l'unica a prendere l'iniziativa e l'unione sovietica che il 30 novembre attacca la Finlandia, e la costringe a cederle dei territori. Il 9 aprile 1940 Hitler occupa la Danimarca e la Norvegia, per poter accerchiare meglio la Gran Bretagna. Il 10 maggio invece sempre Hitler decide di attaccare la Francia sempre cercando di fare una guerra lampo. Questa e una nuova guerra, si usano nuove tecnologie, come aerei, e carri armati. Come nella prima guerra i tedeschi attaccano la Francia passando per gli stati neutrali del Belgio e Lussemburgo, arrivando in pochissimo tempo a Parigi, evitando quindi la grande linea fortificata di Marginot costruita per lungo tempo dai francesi senza pensare che i tedeschi potessero attaccare da più in alto. L'unico fattore positivo di questo sfracello per i francesi e che hanno trovato riparo in gran Bretagna. Intanto proprio il 10 maggio in Gran Bretagna sale al potere il primo ministro Winston Churchill che ha sempre denunciato il pericolo nazista. Sconfitta sul proprio territorio la Francia ha due possibilità trasferire il governo nell'africa settentrionale e continuare la guerra affianco degli inglesi o firmare l'armistizio con la Germania. Prevale la seconda ipotesi(22/06/40). Dopo che anche l'Italia ha deciso di entrare in guerra, si giunge ad un armistizio anche con essa il 24 giugno. Mentre la Francia si ritrova con i tre quinti del territorio occupati dalla Germania, e una parte di territorio governata da una repubblica filonazista ( Vichy). Si accende in Francia pero una piccola volontà di resistere di fronte ai tedeschi e questa e diretta dal generale De Gaulle.

• L’intervento dell’Italia, la battaglia d’Inghilterra e il fallimento della <guerra parallela italiana>
Quando scoppia la guerra il 1 settembre l'Italia e del tutto impreparata al conflitto, e quindi dichiara lo stato di neutralità. I dirigenti fascisti sono presi da due scelte, una che sanno che l’Italia non e per niente preparata al conflitto, e l'altra e che non vogliono rimanere neutrali per non essere considerati come secondo rango. Si decide alla fine di entrare in guerra contro Francia e Gran Bretagna. E due giorni dopo la firma dell'armistizio con la Germania, la Francia firma anche con l'Italia. La Gran Bretagna si ritrova accerchiata, e tutti pensano che sia vicina alla resa, anche se la sua flotta migliore al mondo,e la sua aviazione, anche se minore a quella della Germania, è di qualità sicuramente migliore. Hitler decide di attaccare gli inglesi, ma quest’ultimi anche grazie all'invenzione dei radar gli rendono impossibile lo sbarco nell'isola. Il 17 settembre la Germania sospende l'attacco, e riprende a bombardare le città per determinare un crollo morale. Questo fallimento dei tedeschi ha portato lo slancio nazista ad un blocco, trasformando la guerra lampo in guerra di logoramento proprio come la prima. La Germania punta allora a far cadere l'Inghilterra sul blocco dei rifornimenti marittimi, attaccando( come nella prima) le navi che andavano a rifornire l'isola. Qui i sommergibili tedeschi sono i protagonisti. L'Italia come prima vedeva la Francia, adesso vede l'Inghilterra in difficoltà e decide quindi di attaccarla. La attacca però in africa dove crede di avere vittoria facile. E cosi infatti in Etiopia, Sudan, e Somalia, ma poi gli inglesi partono al contrattacco in Egitto e in Etiopia. L'Italia attacca anche la Grecia il 28 ottobre 1940, ma e totalmente fallita questa missione perché la Grecia si difende bene. Questa situazione viene risolta dai tedeschi che attaccano e battono la Grecia, attaccano la Iugoslavia, e aiutano gli italiani anche in africa. Ma è in Etiopia che dopo un po’ gli inglesi partono per il contrattacco, e infliggono pesanti sconfitte all'Italia.

• La posizione degli Stati Uniti fino al 1914. L’attacco giapponese a Pearl Harbor.
Di fronte allo scoppio della guerra in Europa gli stati uniti hanno risposto con la neutralità. E fanno una legge in base alla quale i paesi belligeranti possono comprare materiale bellico, tutto questo e a favore di gran Bretagna e Francia che hanno il predominio nell'atlantico. Inoltre dopo il crollo della Francia e la disperazione dell'Inghilterra, gli usa accelerano la loro preparazione militare e forniscono agli inglesi 50 aerei in cambio di basi aereonavali. In pratica non scendono in guerra ma scelgono con chi schierarsi in un secondo momento. Dopo la riconferma di Roosevelt aumentano gli aiuti nei confronti degli inglesi, togliendo la legge del paga e trasporta e mettendo quella dell'affitti e prestiti. Inoltre ha un colloquio con Churchill che lancia ad una guerra antifascista e contro la schiavizzazione dei popoli soggetti. La decisione di entrare in guerra avviene quando il Giappone decide di attaccare la base militare di Pearl Harbor (7/12/41)infliggendo gravi danni agli americani.

• L’attacco tedesco all’Unione Sovietica. Il secondo fallimento della guerra lampo.
Il patto tra Germania e unione sovietica, che si era stipulato quando i due paesi si stavano dividendo la Polonia , sta andando in crisi. Ormai i tedeschi voglio conquistare anche ad est. E la scusa ce l'hanno quando attaccano la Jugoslavia che avevo stretto un patto di amicizia con l'unione sovietica. Questo coincide con la decisione di Hitler di attaccare anche quindi anche l'unione sovietica. Il 22 giugno 41 la Germania attacca con immense forze l'unione sovietica, in un campo ampissimo. Questo e un fatto decisivo, perche se Hitler conquista in poco tempo l'unione sovietica potrà godere di risorse economiche e annientare quindi anche la gran Bretagna. Stalin ovviamente chiama il popolo alla resistenza. Le truppe naziste sfruttano molto il fattore sorpresa, e vogliono una guerra lampo andando a conquistare subita l'ucraina, mosca e Leningrado. Cosi all'inizio e l'esercito tedesco conquista molto velocemente molti terreni e annienta 3 milioni di persone. A fine ottobre le cose pero cambiano e pioggia fango rendono la vita difficile alla Germania che si stabilizza in un fronte. E la guerra lampo con cui si era partiti diventa una guerra di usura, alla quale di aggiunge anche quella contro la Gran Bretagna. In questo ambito i sovietici pongono le basi per una riscossa. Inoltre gli stati uniti hanno allargato anche all'unione sovietica la leggere affitti e prestiti. E anche questo da la forza ai russi di lanciare una controffensiva che fa arretrare i tedeschi di 200 km. I tedeschi riprovano ad attaccare, e si imbottigliano a Stalingrado, questo esercito è duramente sacrificato a continuare a combattere anche se si sa che ormai non ci sarà più niente da fare, e in marzo le truppe naziste sono rigettate indietro. Questa battaglia diventerà il simbolo della riscossa contro il nazismo e fascismo.

• La guerra nel Pacifico e in Africa
Nel Pacifico si fronteggiano Stati Uniti e Giappone. Subito quest’ultimo coglie importati conquiste fino a minacciare anche direttamente l’Australia. Ma dopo pochi mesi quell’andamento trionfale si inceppa, gli stati uniti ottengono due importanti vittorie siamo nella primavera – estate 1942. Poco dopo il Giappone inizia la grande battaglia per l’isola di Guadalcanal molto importante strategicamente, ma viene conquistata prima dagli americani. Prima della sconfitta dell’asse in Russia, ne avviene una anche in Africa(1942). Più precisamente con la battaglia di El Alamein dopo che gli inglesi hanno ricevuto i rinforzi, schiacciano gli italiani e tedeschi. Inoltre con l’arrivo anche degli americani, vengono battuti anche in Tunisia. Inizia cosi la grande ripresa di posizione degli Stati Uniti, Gran Bretagna e Unione Sovietica.

• Il crollo militare dell’Italia e la caduta del fascismo. Il governo Badoglio.
Di fronte alle sconfitte militari, l’Italia mostra tutta la sua debolezza, aumenta il divario che ce tra il regime fascista e masse popolari, queste ultime colpite sempre più duramente nel loro tenore di vita. Dopo Tunisia, gli alleati sbarcano in Italia, e a meta agosto hanno conquistato l’intera Sicilia. Un altro segno di crisi per il fascismo e lo sciopero degli operai nelle fabbriche, che chiedono aumenti di salari (questa diventa una protesta contro il regime). La crisi del fascismo e sempre più vicina, e cade per una sorte di congiura , maturata all’interno dello stesso fascismo. Il re vuole sbarazzarsi di Mussolini. Anche all’interno del partito matura questa idea. Dino Grandi in una seduta del gran consiglio del fascismo, assume l’iniziativa di mettere in minoranza Mussolini, su di un programma che converge in quello della monarchia. Il re di fronte a questo nomina Badoglio capo del governo e arresta Mussolini. Il re assume il comando delle forze armate. La caduta del fascismo fa gravare sull’Italia la minaccia della reazione fascista che non fidandosi del nuovo governo si tiene pronta ad intervenire prendendo il potere militare in Italia. Badoglio ha due paure, il movimento nazista e quello dei rivoluzionari in Italia. cosi decide si di smantellare il regime, ma di reprime anche i rivoluzionari, volendo instaurare un regime conservatore senza fascismo. Si avviano trattative segrete con gli alleati, finche l’8 settembre non viene firmato un armistizio. Il paese e nel caos, il governo scappa da Roma a brindisi dove sono controllati dagli alleati, la reazione dei tedeschi è fulminea, circondano Roma e iniziano a combattere contro l’esercito italiano. È questo il primo atto di resistenza italiano. Il governo Badoglio ha portato fuori l’Italia dell’alleanza contro il fascismo ma nel modo più sbagliato, provocando grandissime tragedie, tra le quali la catastrofe dell’esercito nazionale. Dopo le gravi sconfitte in Russia e Africa, giunge anche la sconfitta dell’Italia e il crollo del fascismo. La Germania e sola contro l’Europa.

• Il <nuovo ordine> in Europa e in Asia.
La Germania ha raggiunto il culmine dell’estate del ’42, in questo momento la Germania forma il centro del <nuovo ordine> europeo. Il concetto si basa sostanzialmente sullo sfruttamento di tutti i territori occupati a favore della razza <superiore>, ai piedi di questa razza stanno gli ebrei e slavi. Gli ebrei sono destinati allo sterminio totale, in quanto responsabili secondo i tedeschi di tutti i mali del mondo. Mentre gli slavi, diventano degli schiavi. I metodi con cui i tedeschi sfruttano tutte queste persone sono i campi di concentramento o di sterminio, che hanno l’obbiettivo comune di accrescere la produttività tedesca e mantenere alto il livello di vita della Germania, senza alcun rispetto per gli altri. Per rimpiazzare i posti vuoti creati dall’esercito, vengono spostati e messi a lavorare duramente circa 7 milioni di stranieri. Vengono inoltre messi a lavorare tutti i prigionieri di guerra, che hanno dovuto sopportare enormi torture, questo ha fatto si che la produttività della Germania continuasse a crescere nonostante la guerra, e che il tenore di vita rimanesse alto, in confronto ad ogni altro paese che partecipava al conflitto. Tutto questo era stato premeditato da Hitler, il terrore e stato messo all’ordine del giorno per spegnere ogni volontà di ribellione. Ogni genere di sommossa veniva punita con l’uccisione di massa. Sono stati costruiti 900 campi, di concentramento o sterminio. Le vittorie che il Giappone ha ottenuto a fine 41 e inizio 42 hanno dato un enorme potenzialità all’impero. Il nuovo ordine che gli asiatici hanno imposto ai territori conquistati è completamente diverso da quello hitleriano. Quello del Giappone opera le sue conquiste sulle ceneri degli imperi inglesi, olandesi e francesi, per questo inizialmente vengono presi come liberatori dal colonialismo dei bianchi. Verso i paesi soggetti il Giappone ha seguito una linea di concessione all’indipendenza, ma anche di amministrazione militare diretta.

• La sconfitta della Germania e del Giappone
Il 1943 è stato un anno di svolta per il conflitto a causa della sconfitta dei tedeschi a Stalingrado. L’Italia e uscita dal conflitto, e i suoi territori sono stati invasi dalle truppe inglesi e americane a sud e tedesche a nord. Maturano quindi le condizioni per attaccare il nazismo risalendo per l’Italia. Ma questa idea viene scartata perche i tedeschi attuano una feroce resistenza. Cosi dal 28 novembre fino al 1 Dicembre si trovano Stalin, Roosevelt e Churchill a Teheran per decidere di aprire un nuovo fronte in Francia. La Germania sa di non potere più resistere ma tenta più forti e numerosi anche perche la Germania deve sempre tenere una parte di esercito a est contro la Russia. Avviene un primo sbarco degli alleati in Italia ma i tedeschi attuano un forte resistenza lungo la linea Gustav, alla fine Roma viene liberata il 4 giugno del 1944 ma i tedeschi si difendono ancora lungo la linea gotica e oppongono una forte resistenza. Si decide di aprire un secondo varco per entrare nel cuore dell'Europa, in Normandia, scatta il più grande attacco aereo e navale della storia, e seppure ad un prezzo di numerose vittime, gli alleati arrivano a liberare la città di Parigi. L'attacco e partito il 6 Giugno 1944 e a meta settembre quasi tutta la Francia e Belgio sono liberati. Oltre a questo grande attacco preso sul fronte ovest, anche ad est l’unione sovietica sferra pesanti colpi, tanto che a fine 43 si spingono fino ai confini con la Polonia, nel Gennaio 44 liberano l’Ucraina e la Crimea e un’altra squadra penetra in Polonia. E così via fino che nell’agosto si libera Varsavia, pochi mesi dopo anche la Grecia. Lo sbarco in Normandia provocano nella Germania una profonda crisi, alcuni tentano anche di eliminare Hitler, ma non ci riescono e quindi subiscono una pesante repressione da parte di Hitler. Tra la fine 1944 e primavera 45 la Germania viene pesantemente bombardata dagli americani e inglesi, resiste in tutte le maniere, tanto che per intimorire la Germania gli alleati sono costretti ad ammazzare anche i civili. In questo periodo muoiono circa 600 mila persone e Norimberga e Dresda vengono completamente rase al suolo. Questo periodo non è altro che la storica ed inutile resistenza della Germania contro i loro nemici. A fine aprile anche l’Italia e liberata. A meta gennaio 45 i russi conquistano anche l’Austria e occupano Vienna. Infine durante la battaglia a Berlino da parte dei sovietici, Hitler si uccide, dopo aver nominato il suo successore. Fino all'ultimo i tedeschi credono di poter arrivare ad una pace con i nemici. Il 7 Maggio la Germania firma la capitolazione senza condizioni. Il sogno di Hitler e infranto. Nel settore Pacifico, dal 1943 gli americani prendono il sopravvento sul Giappone, costruiscono sempre di più aerei e portaerei, mentre il Giappone non riesce più a tenergli testa, perde sempre di più i territori conquistati. Purtroppo per la guerra con il Giappone risulta molto più dura che quella con la Germania, infatti riesce a difendersi ancora con 3 milioni di persone. Cosi l'America chiede aiuto all'unione sovietica, che attacca il Giappone sul fronte ovest. La conquista del Giappone si profila come impresa difficile, e lunga. Così Truman che è successo a Roosevelt decide di affidarsi all'uso della bomba atomica. Dopo aver chiesto il permesso a Stalin ( che non aveva bene capito la potenza di questa arma) sgancia la prima bomba ad Hiroshima il 9 agosto. L città e rasa al suolo. 3 giorni più tardi viene sganciata un'altra bomba a Nagasaki. Il settembre del 1945 il Giappone si arrende e si conclude così la seconda guerra mondiale. Si stabiliscono così nuovi ruoli delle potenze mondiali, e l'Europa si trova in mezzo a due nuove strapotenze che sono l'America e l'Unione sovietica.

• Il fenomeno del collaborazionismo.
I movimenti politici e militari di resistenza

Il fenomeno del collaborazionismo si e sviluppato negli stati occupati dalla Germania durante la guerra. A questi stati appena conquistati, venivano date due opportunità:
1. Collaborare con i nazisti.
2. Opporsi attivamente e resistere.
In mezzo stanno coloro che hanno praticato l’attendismo, ovvero hanno avuto un atteggiamento passivo in attesa degli eventi. Il classico tipo di collaborazionismo è avvenuto in Norvegia, seguita dalla Francia occupata e dall’Italia della repubblica di Salò. La base sociale del collaborazionismo è stata formata dagli stati che avevano paura dell’insorgere dei bolscevichi, e temevano che con la sconfitta dell’asse, sarebbe avvenuta una rivoluzione sociale.

La resistenza in Europa
La risposta degli oppositori in Europa e stata la resistenza, un fenomeno complesso, dagli aspetti molteplici che ha unito uomini di diverse classi sociali. I più attivi sono stati i comunisti. I tedeschi rispondevano molto ferocemente ad ogni forma di resistenza. E avvenuta sia in città che in campagna che in montagna, in Iugoslavia, Grecia e Italia settentrionale, Polonia, Russia e Francia. I combattenti erano in genere contadini e operai e piccoli borghesi. Ma mentre i piccoli borghesi speravano di essere liberati dagli anglo-americani, gli operai hanno guardato all’unione sovietica, sperando di avere anche loro una rivoluzione sociale. In Francia la resistenza si è organizzata prima nella zona occupata, e anche in Polonia nasce questo fenomeno ricordando la rivolta degli ebrei nel ghetto di Varsavia poi fucilati tutti. Un paese dove la resistenza e stata veramente efficace e stata la Iugoslavia dove si sono formati due centri in conflitto tra loro. Da un lato i conservatori, e dall’altro l’esercito formato dal croato Tito(capo dei comunisti Iugoslavi). Anche in Grecia vi sono state delle divisioni la resistenza ha visto contrapporsi gruppi di partigiani filo britannici e comunisti. Anche in Germania vi sono stati dei gruppi ovviamente minori e molto ristretti.

L’Italia dopo l’8 settembre.
Dopo l’8 settembre l’Italia centro-settentrionale e occupata dai nazisti, e il fascismo risorge viene liberato Mussolini e viene condannata la monarchia traditrice. Il nuovo governo fascista di chiamerà <Repubblicano>e il regime Repubblica sociale italiana, la sede del governo è Salò (da cui la denominazione repubblica di Salò). Il principale compito affidatogli dai tedeschi è di reprimere le iniziative partigiane. Contrapposto al governo neofascista ci sta il governo del sud, con il re e Badoglio. Questo governo il 13 ottobre dichiara guerra alla Germania. Rinascono i partiti antifascisti, e ci si trova di fronte ad una contraddizione. Mentre gli alleati e Churchill vorrebbero che il re venga rispettato, gli antifascisti vorrebbero che il re abdicasse perché complice della nascita del fascismo. A sbloccare la situazione arriva l’Unione Sovietica e il capo del partito comunista italiano, Palmiro Togliatti. L’Unione Sovietica riconosce il governo Badoglio, costringendo anche di conseguenza anche gli alleati ad accettarlo, e pochi giorni dopo Togliatti, rinvia a guerra finita la decisione di un nuovo governo, accettando momentaneamente il governo. È questa la cosiddetta <svolta di Salerno>.di conseguenza anche partito socialista e partito d’azione accettano. Il 5 giugno ‘44 liberata Roma, Badoglio si dimette, e lascia il posto a Bonomi che inizialmente forma un governo a cui partecipano anche i socialisti e azionisti, ma a Dicembre ne farà un altro senza quest’ultimi.

La resistenza in Italia.
La resistenza in Italia si e sviluppata soprattutto nel nord un po’ meno nell’Italia centrale, mentre al sud si e vista solo inizialmente contro gli anglo-americani. Nel centro e cominciata subito dopo l’8, con la formazione di un comitato di liberazione nazionale (CLN) rappresentato dai partiti antifascisti. I primi scontri si hanno quando si vuole liberare Roma, 32 militari tedeschi vengono uccisi la furia di Hitler e enorme e vengono trucidati 335 ostaggi. Roma viene liberata successivamente il 4 giugno ’44. Nel nord invece la resistenza al nazifascismo e più diffusa. Dato che nel Nord governa la repubblica di Salò i partigiani non hanno solo combattuto contro i tedesche, ma molto spesso si trattava anche di una guerra civile contro gli italiani fascisti. La lotta è durissima dal settembre ’43 all’aprile ’45. Dal punto di vista sociale la resistenza e stata composta da operai, contadini e piccoli borghesi. Che lottavano convinti del fatto che questa guerra deve costituire la rottura con il vecchio stato.
Interpreti di questi combattimenti troviamo:
1. Forze partigiane comuniste (le più forti).
2. Forze partigiane socialiste.
3. Forze partigiane del partito d’azione.
4. Forze partigiane senza un partito(apartitiche).
5. Organizzazione democristiane e partigiani liberali.
Ogni tipo di partigiano vedeva la fine della guerra con obbiettivo diverso, per adesso erano uniti dal desiderio di resistere agli attacchi tedeschi e liberare il paese. Nel nord la lotta partigiana gode di molti aiuti dalla popolazione, con numerosi scioperi con l’intento di fermare la produzione a Torino e Milano. Inoltre la popolazione aiutava i partigiani dandogli da mangiare e dormire. Naturalmente i tedeschi effettuavano innumerevoli rappresaglie per scoraggiare la popolazione ad aiutare i partigiani. La direzione politica della resistenza e nelle mani del CLN che poi diventa CLNAI. Il 7dicembre ’44 ce un accordo tra CLNAI e alleati, che:
1. riconosce i partigiani e il suo comitato.
2. Lo sottopone ad un controllo diretto dal generale dell’esercito italiano.
3. Che a sua volta è sottoposto alle direttive degli alleati.
Inoltre quando finirà la guerra impone ai partigiani di accettare le decisioni del governo militare alleato. L’insurrezione nazionale ha luogo il 25 26 Aprile ‘45 con l’attacco sia dei partigiani che degli alleati, i tedeschi si arrendono, Mussolini viene catturato e ucciso. Tutte le città vengono liberate dai partigiani.

• Grandi potenze e <Sfere di influenza>.
Le conferenze di Teheran, Jalta, e Postdam. Il processo di Norimberga.
Quando ormai la guerra aveva già una fine scritta le potenze dell’Unione sovietica, Usa e UK si trovarono per decidere la sistemazione politica e territoriale dell’Europa. Il primo storico incontro dai <tre grandi> ha luogo a Teheran tre il 28/11 e il 1/12 del ’43 si decide la divisione della Germania in vari stati, e lo spostamento della Polonia verso ovest. Il secondo incontro e stato quello a mosca, è una riunione segretissima, tra Stalin e Churchill. Quando la Germania sarà sconfitta, l’Europa sarà divisa in zone di influenza: a occidente in prevalenza da USA, Francia e UK, e ad est dall’Unione Sovietica.
Terza Riunione ha luogo a Jalta tra i 4-11 Febbraio le decisione sono le seguenti:
1. Divisione della Germania in 4 zone d’occupazione.
2. Smilitarizzazione del paese vinto.
3. Pagamento da parte della Germania di riparazione ai vincitori
4. Creazione dell’organizzazione delle nazioni unite (ONU) .
5. L’impegno da parte dell’Unione Sovietica di entrare in guerra contro il Giappone.

A Postdam vengono confermati gli accordi di Jalta. Mentre l’ultimo atto di questa guerra si ha tra il 14/11 e 1/12 ’46 nella città simbolo del regime nazista a Norimberga le potenze alleate processano alcuni dei massimi esponenti del 3 Reich.

• In sintesi: una guerra totale, senza precedenti.
La seconda guerra mondiale e stata più tragica della prima, ha coinvolto molti più paesi, ha richiesta una mobilitazione di risorse materiali ed umane senza precedenti, inoltre ha mobilitato anche la popolazione a combattere, mentre nella prima ha combattuto solo l’esercito.

Il secondo dopoguerra.
La divisione del mondo.

• L’ONU. Il nuovo assetto geopolitico mondiale. Il piano Marshall.
La fine della seconda guerra mondiale ha lasciato gran parte dei territori dell’Europa del Giappone e della Cina completamenti distrutti. A differenza della prima non ci sono state solo perdite in numero di esercito, ma ci sono stato numerose vittime civili e danni materiali senza proporzioni. Gli stati uniti è stato l’unico paese ad avere perdite materiali e perdite in vita umane relativamente ridotte. Dopo il conflitto esistono soltanto due grande potenze mondiali, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. L’Europa occidentale e centrale si trova quindi in mezzo a queste due grandi superpotenze. La differenza tra le due e che la Russia ha subito pesanti perdite e quindi deve prima risistemarsi mentre gli stati uniti possiedono risorse tali da ristrutturare tutti i paesi sotto la sua orbita. Questi anni segnano la fine di una possibile collaborazione tra sovietici e occidentali. Finito la scontro bellico, L’Europa e Asia diventano il campo di uno scontro ideologico, politico e sociale tra i due sistemi. L’unico organismo che avvicina queste due potenze è l’ONU nato per combattere i nazisti. L’ONU e definitivamente approvato il 26 giugno 1945, e doveva far collaborare tutte le nazioni per garantirvi la pace, invece si nota subito che ad avere il maggiore potere al suo interno sono le due super potenze, e le tensioni tra queste due stanno già aumentando. Con la fine della guerra ci se pone il problema dei trattati di pace dopo la fine della Germania (smembrata in 4), e la volta dei suoi alleati: Italia, Bulgaria, Romania e Finlandia.
1. L’Italia cede alla Francia Briga e Tenda, alla Iugoslavia la Venezia Giulia, Trieste diventa un territorio libero diviso da Iugoslavi e anglo-americani. Le colonie subiscono sorte diversa, l’Albania e Etiopia indipendenti, mentre Libia, Eritrea e Somalia si rinvia la decisione.
2. I paesi orientali entrano nell’orbita dell’Unione Sovietica.
3. L’unione Sovietica entra in possesso dell’Estonia Lituania e Lettonia, e parte della Polonia che a sua volta occupa alcuni territori della Germania. In poche parole la Polonia viene spostata di 200 km.
Inoltre le potenze coloniali recuperano i loro territori.
Dopo la guerra per combattere le forze anticapitaliste gli USA attuano un piano che consentirà di contenere il comunismo, infatti si ritrovano ad essere l’unica potenza in grado di aiutare economicamente i paesi distrutti. Questo piano chiamato Marshall prevede di mandare aiuti economici non solo ai paesi sotto la sua orbita ma anche a quelli comunisti. L’unione sovietica rifiuta questi aiuti e di conseguenza anche i suoi paesi. Questo piano prevedeva un 90% di beni materiali e 10 % di soldi. Grazie a questo aiuto in 5 anni la produzione dei paesi dell’Europa occidentale e maggiore di quella che aveva prima della guerra.

• L’Unione Sovietica e le democrazie popolari nell’Europa orientali.
Uscita dalla guerra come superpotenza l’Unione Sovietica si ritrova di fronte a due questioni fondamentali:
1. Un’immensa povertà generale del paese.
2. La gestione della sua immensa forza militare.
Mentre si regola la ricostruzione secondo le regole staliniste, nei paesi orientali avviene la trasformazione dei regimi politici: sotto la direzione dei partiti comunisti locali si realizza il passaggio delle strutture economica dal capitalismo al collettivismo. In questi paesi tramite una serie di passaggi prima con partiti di coalizione, poi ottenendo sempre più importanza, si arriva ad avere un partito unico che è quello comunista. Un caso particolare e quello della Cecoslovacchia, dove è ancora forte la tradizione democratico- Borghese, e nelle elezione del ’46 vincono i comunisti ma di poco, e non sicuri di avere la maggioranza ancora per molto, mettono in giro voci che le forze borghesi vogliono attuare un colpo di stato, cosi loro prendono il potere con la forza, e le elezione successive si svolgono a lista unica. Questo è il famoso <colpo di Praga>. In Iugoslavia a guerra finita il partito comunista ha forza e prestigio, acquistato nella lotta alla resistenza nazista da Tito. Le caratteristiche sono:
1. Volontà di instaurare un partito unico, uccidendo anche molti oppositori.
2. Piena volontà di procedere rapidamente in senso socialista.
3. Forte autonomia e solido consenso del paese.
Dato che la Iugoslavia rifiuta di dichiararsi paese satellite della Russia seppur praticando il comunismo, l’Unione Sovietica che teme che questo esempio possa ripetersi anche negli altri paesi sotto il suo controllo, condanna Tito come <deviazionista> e gli rivolta contro ogni partito comunista.

• Il dopoguerra nell’Europa occidentale
La Germania e il posto in cui occidentali e sovietici si trovano di fronte, dunque il paese e letteralmente invaso e si trova sotto occupazione da parte di 4 stati. Infatti la Germania e divisa in 2 parti: la parte sovietica a est, e la parte capitalista, divisa a sua volta tra Inghilterra Francia e USA. Gli occidentali vorrebbero formare uno stato tedesco occidentale, per questo l’Unione Sovietica temendo questo evento per paura di un riarmo della Germania, blocca ogni rifornimento terreno di Berlino ovest. Gli americani però rispondono molto bene creando un ponte aereo per rifornire la città, finche questo blocco non viene tolto il 12 maggio 1949. Gli alleati proseguono nel disegnare una Germania politica, e così nella loro zona di influenza, si crea un governo, nasce la Germania occidentale ovvero una federazione formata dagli 11 stati. Così anche i sovietici provvedono alla creazione di un governo per assicurare la propria influenza. Essi infatti procedono nel nazionalizzare la maggior parte delle cose, banche, proprietà terriere ecc. essi inoltre creano la repubblica democratica tedesca (tanto per dare una parvenza di autonomia a questo paese).
In Gran Bretagna Churchill perde clamorosamente le elezioni. Infatti gli inglesi votano il partito laburista, con il chiaro proposito di avviare una riforma sociale. Churchill però non abbandona del tutto la politica ma continuerà ad influenzare con il suo prestigio la politica inglese. Questo nuovo governo laburista attua delle riforme sociali tra il ’46 e il ’50:
Nazionalizzano la banca e molte altri settori vitali (carbone, gas…)
Estensione delle assicurazioni sociali.
Fissa il salario minimo.
Si incentiva un politica edilizia.
Questo risponde alle esigenze delle masse lavoratrici. Pero nel paese ce molta inflazione, si fissano delle tasse, e si prendono in pieno tutti gli aiuti del piano Marshall. Tutte queste difficoltà permetto ai conservatori di riprendere potere, così Churchill nel ’51 riprende il potere e diventa primo ministro.
In Francia l’eroe della resistenza al nazismo De Gaulle diviene capo del governo. Ci si trova il problema del passato e di dover affrontare il fatto che nella repubblica di Vichy si ha collaborato con il nazismo. Le due persone responsabili vengono condannate a morte. C’è la volontà di fare una nuova costituzione si iniziano i preparamenti per una nuova repubblica, ma improvvisamente De Gaulle si ritira, e cosi quando nasce la Costituzione, non e chiamato al potere.

• La guerra fredda
Tra il 1945 e il 1947 regge ancora a livello mondiale una sorta di alleanza tra i paesi che hanno sconfitto il nazismo, all’interno del governo di Italia e Francia vi è una presenza comunista. Ma dal ’47 nascono alcuni disaccordi, nasce così la guerra fredda che durerà fino al ’55. In questi anni Italia e Francia avranno un forte indirizzamento capitalistico. La guerra fredda viene combattuta da due superpotenze che prima di allora non avevano mai allargato la loro idea su scala mondiale, L’URSS infatti e diventata da poco una potenza mondiale, mentre gli Stati Uniti non sono sicuri di rinnegare la dottrina di isolazionismo che avevano continuato fino al quel momento. Ogni uno vede dell’altra nazione solo un aspetto, è questo che rende la pace fragilissima. Uno dei momenti culminanti dei questa contesa ormai aperta, e stata la costituzione di grandissima alleanza fra USA, UK, Francia, Italia, e numerosi altri stati. Il patto atlantico (NATO) diviene la struttura militare fondamentale per combattere il comunismo o meglio l’unione sovietica. Fu stabilito nel ’49 e fu la conclusione in campo militare dell’egemonia che l’America aveva ottenuto con il piano Marshall. Gli stati europei provano ad emergere singolarmente nel piano economico e politico (senza l’America), e viene costituito il consiglio d’Europa, ma avrà una portata molto modesta. Avrà molta più importanza la creazione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA). Con scopo quello di controllare la produzione e i prezzi di questi beni. Non vi aderisce la Gran Bretagna.
L’Unione Sovietica risana il controllo che ha con i suoi stati, facendo affidamento sulla propria potenza militare. Crea anch’essa un organo con il quale controllare l’economia dei suoi stati (COMECON). Nel 14 maggio 1955 l’Unione Sovietica e i suoi alleati firmano il trattato di amicizia, poi chiamato patto di Varsavia.
La guerra fredda muta profondamente la scena internazionale:
1. Elimina tutte le rivalità che c’erano prima della seconda guerra mondiale, rimane solo capitalismo contro comunismo.
2. La Germania resterà divisa per 45 anni, non vi saranno più cambiamenti territoriali.
3. Riempie il mondo d’armi, tutti i paesi infatti per paura che possa scoppiare un’altra guerra, corrono a comprare nuove armi.
4. Dallo scoppio di questa guerra, si avranno numerosi conflitti locali sempre collegati alla strategia planetaria delle due superpotenze.
Il paradosso della guerra fredda è che questo continuo armarsi e distruggersi ideologicamente, ha imposto la pace perche sapevano che la guerra non avrebbe portato a niente, e la prima volta che la guerra perde il suo valore di creare stati potenti.

• L’Italia dal 1945 al 1948. Il sopravvento del moderatismo.
Al finire della guerra, i danni sono stati senza dubbi maggiori di quelli della prima guerra mondiale, eccetto solo per la popolazione su 31 milioni di vani d’abitazione, quasi 8 sono andati distrutti. Trasporti sono a pezzi, l’elettricità e rimasta solo al nord e Sardegna. Il settore agricolo e calato di più di un terzo rispetto al ’39, mentre i morti nella seconda guerra mondiale sono circa 400 mila rispetto ai 700 della prima guerra mondiale. Inoltre l’inflazione sta raggiungendo valori altissimi, a causa anche della politica degli occupanti inglesi e americani di stampare monete senza copertura. In questa situazione e importante dare al paese una giusta direzione, vediamo i vari partiti:
Il partito comunista vuole aprire la strada al socialismo.
Partito liberale, vuole restaurare il vecchio stato liberale.
La democrazia cristiana trova consenso in ogni classe sociale, e affronta il problema dell’agricoltura e il controllo in senso sociale della produzione.
Il partito socialista e il più forte anche perche durante la resistenza salda per bene i rapporti con il comunismo, e può vantare del fatto che esprime la volontà dei lavoratori.
Il partito d’azione, nato durante la resistenza, è composto da intellettuali.
Il partito repubblicano simile al partito d’azione.
Avvenuta la liberazione Ferruccio Parri succede a Bonomi, questo e un governo che fa da compromesso fra tutti i partiti appena visti. La linea di Parri viene giudicata troppo di sinistra, e i liberali e democristiani si tolgono dal governo, facendolo cadere. Diventa primo ministro De Gasperi, democristiano. Un avvenimento importante sono le elezioni dell’aprile ’46 che dimostrano i tre partiti principali: democrazia cristiana, partito comunista e socialista. A giugno si vota per l’assemblea costituente, e il referendum per la scelta tra monarchia e la repubblica. All’assemblea costituente DC + socialisti e comunisti hanno più del 75 % mentre per il referendum si vota per la repubblica anche se di poco. Così De Gasperi da vita al secondo governo di coalizione e si inizia anche la stesura della costituzione. Particolari problemi si hanno con l’articolo 7 sui patti lateranensi, De Gasperi vuole toglierli, ma Togliatti si oppone perché non voleva separarsi dalla Democrazia cristiana. Ma proprio mentre i comunisti non vogliono dividersi dai cristiani, la guerra fredda li divide e li schiera affianco dei propri alleati. La più grave frattura si ha nei socialisti, e nel ’47 Saragat da via al partito socialista dei lavoratori italiani (PSLI), si avranno poi altre due scissioni. Inoltre con gli aiuti economici ottenuti da De Gasperi la DC si rinforza ulteriormente, inoltre De Gasperi forma un nuovo governo formato solo da centristi, con propositi anticomunisti e antioperai. Si chiude così il governo di collaborazionismo formatosi nel post-guerra. Viene approvata la nuova costituzione in vigore dal 1/01/48. Nei primi mesi del dopoguerra la divisione del mondo va sempre più delineandosi, e anche l’opinione pubblica in Italia si trova divisa in due. L’America ha influenzato l’Italia per oltre un secolo fino all’occupazione del paese, prima grazie agli immigrati italiani, e adesso occupandola, ma anche la Russia ha influenzato il paese, questo perche gli operai e i lavoratori percepiscono l’unione sovietica come terra di uguaglianza e giustizia sociale. La scelta per la DC diviene di fatto anche la scelta per l’occidente, mentre al contrario per il comunismo. Il 18 aprile ‘48 si tengono le elezioni politiche generali. La vittoria della DC e clamorosa. De Gasperi potrebbe attuare un governo monocolore ma preferisce far prendere parte anche ai partiti minori. Ha così avvio la fase solida del <centrismo>. Questo clima di contrapposizione tra comunismo e anticomunismo porta alla scissione della Confederazione generale del lavoro(organismo sindacale dei lavoratori). L’occasione e stata data dal fatto che uno studente anticomunista spara a Togliatti, si sviluppano tensioni, si è ad un passo dalla guerra civile, fin che non viene dichiarato uno sciopero generale indetto dalla CGIL. Il che da l’occasione alla DC di accusare la CGIL di filo comunismo e quindi di poterla divedere. Si formano così i primi sindacati di origine cattolica e socialdemocratica. La guerra fredda in Italia si esprime anche sul piano politico e sindacale.
Scelte economiche
Il mondo va dividendosi in due blocchi contrapposti, e l’Italia si trova nella sfera di influenza dell’America. Quindi dovrà adottare una politica economica che non potrà discostarsi troppo dalle fondamenta del capitalismo. Si sceglie la linea rappresentata dall’ala più liberista, ovvero la totale libertà di azione, la fine di ogni ingerenza statale e liberta di movimento nell’iniziativa privata. Si inizia quindi la deflazione, si abbassano i prezzi, si abbandona il protezionismo. Riparte l’economia e l’industria. Dal ’48 al ’52 arrivano in Italia gli aiuti del piano Marshall. La produzione nel ’50 e uguale a quella della vigilia della guerra. L’agricoltura e lenta a causa dell’arcaico metodo usato nel meridione. Per questo scoppiano pesanti rivolte la polizia spara a vista. Per risolvere la situazione De Gasperi attua una riforma agraria, in pratica divide il territorio ai contadini e da ai proprietari l’equivalente in buoni del tesoro delle terre confiscate.
L’Italia negli anni del <centrismo>
• L’Italia negli anni del centrismo.
3 governi De Gasperi, lasciando il PS e PCI in una sorta di ghetto. Tuttavia comincia a passare l’influenza degli stati uniti all’anticomunismo, e De Gasperi teme che la sinistra possa prendere troppo potere, attua quindi una legge truffa, ovvero chi riceve almeno il 50,1% dei voti ha diritto al 65% dei seggi. Le elezioni si svolgono il 7/06/53 per un soffio la il centro non ottiene la maggioranza, e quindi non avendo la maggioranza in parlamento si formano dei governi deboli che durano per 5 anni. Dopo le elezioni comincia ad aumentare la sinistra e diminuire il centro. Si prendono accordi in Iugoslavia, e si arriva alle elezioni del ’58, dove non cambia gran che,sale solo il DC e il PS. Grandi progressi compie l’Italia in campo economico in questi anni , con ritmi di crescita dietro solo a Germania e Giappone, nel 1973 entra tra le prime dieci potenze mondiali, e nel 1975 tra le prime 7. In questo periodo si sviluppa moltissimo l’emigrazione interna che va dal sud, ancora arretrato, al nord che offre lavoro.

L’Italia dal centro-sinistra ad oggi.
• L’Italia dal centro – sinistra alla contestazione.
Con le elezioni del ’58 sia la DC che il PS hanno aumentato la loro popolarità, il PS ha poi affermato la loro indipendenza dal PC. Questi fattori fanno prevalere nella DC che ci sia la necessità di introdurre anche i socialisti nel governo facendolo diventare anche di sinistra, ottenendo ancora di più l’isolamento dei comunisti. Questo è reso possibile sia grazie agli stati uniti che hanno una nuova direzione politica, sia dalla chiesa che con Giovanni XXIII si e aperta di più alla vita politica. C’è un ultimo tentativo di Tambroni, presidente dal marzo al luglio ’60, di fermare l’annessione dei socialisti, ma viene fermato da grandi mobilitazioni di massa in piazza in segno anticonservatore e antifascista. Nel gennaio ’62 avviene il primo governo, però solo con l’appoggio dei socialisti e sotto la guida di Aldo Moro, e si hanno i primi benefici, viene nazionalizzata l’industria elettrica (ENEL) e la scuola dell’obbliga viene posta a 14 anni. Nel dicembre ’63 viene formato il primo governo di centro-sinistra, ma i socialisti temono di non preoccuparsi troppo dei problemi sociali e di essere troppo <borghesi>, mentre la DC teme uno sbilanciamento a favore dei rossi. Preso dall’opposizione delle forze moderate e le difficoltà economiche trovate il governo cade nell’agosto ’64. Avviene un’altra vittoria del centro sinistra ma sotto Saragat (socialdemocratico). Gli effetti che avvengono sui partiti della sinistra sono che i socialdemocratici e socialisti si uniscono, dopo la scissione avvenuta nel ’47, per combattere la DC e PC e vanno a chiamarsi partito socialista unificato (PSU). Il partito comunista vedendo la crisi del modello sovietico, si autonomizza, e dopo la morte di Togliatti teorizza una marcia democratica verso il socialismo. Tra l’agosto ’64 e il maggio ’68 ce il secondo e terzo governo Moro, in cui si fanno delle leggi importati come la legge sulla programmazione economica, riforma sanitaria, dare l’autonomia alle regioni, quest’ultima non era ben voluta dalla destra che temeva che il PC potesse prendere potere visto che era molto concentrato in alcune zone come l’Emilia e Toscana. Nonostante gli evidenti limiti la svolta a sinistra, allarma i conservatori. Nel ’64 ci sono alcuni progetti per un probabile colpo di stato da parte degli oppositori all’apertura ai socialisti. Le elezioni del ’68 rafforzano sia la DC che il PCI che denuncia la scarsa efficacia del centro sinistra. Mentre il PSU perde voti dovuti all’unione che non accontenta tutti. Viene formato un governo dal DC Rumor, che si trova ad affrontare l’inizio di un’ondata di tensioni politiche. Il centro sinistra sembra dunque un punto morto, questo per i seguenti motivi:
1. Nata nel periodo di prosperità economica del paese, inizia a fare riforme per una equa divisione del reddito troppo tardi quando ormai si e già arrestata questa prosperità.
2. Entra in gioco la sinistra extraparlamentare, che attacca sia la DC e PSI per non aver mantenuto le promesse,e attacca anche il PC perche sembra aver dimentica lo spirito di rivoluzione.
Questa sinistra extraparlamentare crede in una rivoluzione ad opera delle masse. Ad esse si uniscono anche alcuni gruppi cattolici anche se in minoranza, quali Don Lorenzo Milani.

• L’<autunno caldo>. L’esaurimento del centro-sinistra. Gli <anni di piombo> e la tenuta del sistema democratico.

Le prime proteste partono dagli studenti che contestavano i contenuti arretrati e parziali dell'istruzione e rivendicavano l'estensione del diritto allo studio anche ai giovani di condizione economica disagiata. Nascono quindi i primi scioperi e le proteste, per poi passare alle occupazioni e agli scontri con la polizia. Anche gli operai protestano contro questo boom economico che ha portato a sperequazioni profonde. Il movimento del ’68 durerà come in nessun altro paese europeo. Queste agitazioni spingono ad un processo di ricomposizioni delle scissioni sindacali. Operai e studenti chiedono migliori servizi sociali, istruzione, case, sanità per tutti ecc. nasce lo <spontaneismo>. I sindacati indicono uno sciopero che chiede aumento di pensioni. Ci sono moltissime adesioni. Le agitazioni si svolgevano secondo questo modello che e accaduto alla Pirelli. Ci sono stati 3 giorni di sciopero, dopo un modesto aumento dei salari, i sindacati vanno a compromesso, lasciando stare la lotta per un migliore condizione di lavoro. Gli operai non contenti, compongono un comitato unitario di base (CUB) e iniziano una lotta ottenendo una vittoria. I sindacati sono stati denunciati per una tendenza esagerata al compromesso. Mentre la CUB e stata copiata in molte altre rivolte. Gli obbiettivi sono vari:
1. Miglioramento condizioni di lavoro (fine del cottimo, abbassamento ritmi di produzione).
2. Riduzione della differenza dei salari tra impiegati e operai.
3. Passaggio automatico dopo alcuni anni di operaio ad una categoria sup.
4. Si lotta molto per rompere il legame che c’è tra aumento di salario e aumento di produzione, non devono essere legati.
Per raggiungere questi fini gli operai fanno ricorso a nuovi metodi di lotta, come lo sciopero a singhiozzo che rallenta la produzione molto di più e rende minima la spesa degli operai. Si pone sempre molta enfasi al fatto che siano gli operai a prendere le decisioni e a coordinare le azioni di lotta. Una famosa frase scritta negli striscioni di protesta dice: “che cosa vogliamo? Tutto!”.
Il culmine di queste iniziative spontanee si ha alla fiat di Torino nell’estate del ’69. Qui studenti e operai si trovano a combattere insieme ormai, ogni uno chiede qualcosa e dopo molte rivolte, trovano a combattere con la polizia. Gli scontri sono molto duri. Nell’autunno del ’69 quasi un milione e mezzo di operai sono chiamati allo sciopero, gli imprenditori sono sorpresi dalla determinazione e dalle nuove tecniche di protesta. E alla fine cedono introducendo aumenti di salari uguali per tutti, 40 ore lavorative ecc.
Dopo questa vittoria, si lotta anche per i chimici, operai edili ferrovieri e altri ancora. Anche molti settori in cui non si era mai scioperato di protesta. Gli operai alla fine arrivano nel ’70 ad avere un salario nella media europea. Nel maggio è approvato lo statuto dei lavoratori, per aumentare ulteriormente la loro tutela. Questo periodo e chiamato: <autunno caldo>.
Il più grave contraccolpo di questi avvenimenti è il PSU. Difatti socialisti e socialdemocratici si dividono di nuovo nel ’69. Il governo Rumor è del tutto impreparato ad affrontare l’ondata di agitazioni, forze eversive di destra vogliono quindi far cadere questo governo di centro-sinistra, iniziando a compiere delle vere e proprie stragi, “stragi nere”. Queste stragi nascono dalla frustrazione sociale della popolazione, e ricordiamo quella di piazza fontana a Milano, 16 morti, fino alla famosa strage della stazione di Bologna, dove una bomba uccide 83 persone. Non sono solo le forze di destra pero a combattere il governo DC per scarso anticomunismo, ma anche le forze extraparlamentari di sinistra iniziano a compiere delle stragi contro un falso comunismo, e per dare una situazione drammatica nel paese. Nascono le <brigate rosse>. Negli anni dal ’69 al ’72 non si migliora la condizione del paese, e si susseguono una serie di governi deboli, diminuisce un po la DC, aumenta il PC, restano invariate socialismo e socialdemocrazia, ma aumentano di molto le forze di destra tra le quali i neofascisti. Inizia una crisi anche sul piano economico, dato che l’Italia dipende molto dalle importazioni, e a causa degli aumenti del ’68, inefficienza del fisco ecc, fanno andare l’Italia in una spirale inflazionistica. Iniziano anche a nascere molti scandali politici, corruzione, ecc. nascono quindi i primi rapimenti e attentati verso la classe dirigente. In questo nuovo clima avviene l’avvicinamento tra il partito comunista, di cui segretario Berlinguer, e la DC di Moro. Viene lanciata la linea del compromesso storico. Cercare di collaborare tra governi in attesa della guida politica del paese. Moro e a capo di questi governi, e matura in lui la voglia di questo corso politico, nonostante la contradditorietà del DC. Questo nuovo governo guidato da Andreotti inizialmente non fa entrare il comunismo, ma dopo due anni decide di farlo entrare nella maggioranza parlamentare. Si profila una grande coalizione tra Comunisti e DC ma il giorno della loro presentazione Moro viene rapito e ucciso dalle brigate rosse. Questo fatto avvantaggia molto le forze conservative di destra, grazie al fatto che i comunisti pagano col fatto di uscire dal governo e perdere il 4%alle prox elezioni.

• L’Italia dagli anni ’80 alla crisi della prima repubblica.
La scomparsa di Moro avvicina di nuovo DC al PS con l’intento di escludere PC. Si avvicendano due governi Cossiga e Forlani. C’e da dire che il PS e cambiato dal <compromesso storico> Bettino Craxi assumerà la segreteria e si svilupperanno tre direzioni principali: accusa il PC di non essere pronto al governo, accusa di nuovo l’intesa tra DC e PC di voler escludere la democrazia, indica l’intesa tra PS e DC. Il PS sul piano ideologico e completamente riformato si separa dal Marxismo. Nel giugno ’81 diventa presidente del consiglio Spadolini, e qui si vede il grado di corruzione del paese scoprendo un’organizzazione segreta la loggia massonica detta P2 a cui partecipano dirigenti politici e con chiari scopi antidemocratici. Spadolini tuttavia inizia un’azione di contenimento dell’inflazione e altre cose molto importanti. Adesso la DC perde ancora voti, e prende potere il PS facendo diventare Craxi presidente del consiglio (1983-87). All’inizio degli anni ’90 esplode tangentopoli, vale a dire dell’insieme di meccanismi illegali messi in atto soprattutto dalla DC e PS, per finanziare partiti e arricchire individui. Tangentopoli: sistema di potere malavitoso, creato dall’intreccio tra potere politico ed economico, emerso a Milano nel 1992.

• Il problema del mezzogiorno.
Il mezzogiorno e caratterizzato dal fatto di avere il 40 % della popolazione che ha un reddito pro capite inferiore del 50%. Dalla seconda guerra mondiale l’arretratezza del sud sembra immediata, vi sono scioperi e avviene la riforma agraria nel 1950. Questa rompe il latifondo per l’equità sociale, ma non permette sviluppo facendo restare il mezzogiorno rurale. Inoltre il fatto di volere rendere l’Italia competitiva con l’Europa rende impossibile aiutare l’industrializzazione del sud. Si cerca allora di intervenire con opere pubbliche e di rendere possibile il turismo. Su queste basi e con questi scopi nasce del 1950 la cassa del mezzogiorno ma neanche con questo si riesce a sollevare la situazione. Il risultati di questi sforzi al sud sono molto deludenti, e continua l’immigrazione verso nord. Con molta velocità invece al sud nascono le organizzazioni criminali, dei veri e propri stati negli stati.

La decolonizzazione

• La decolonizzazione nei primi anni del dopoguerra
Già la prima guerra mondiale aveva dato un duro colpo alla decolonizzazione, ma Francia e Inghilterra erano ancora le due principale potenze con maggiori territori. Dopo la seconda guerra mondiale queste nazioni sono caduta ad un ruolo minore, molto lontano dai leader USA e URSS, queste due nuove potenze infatti hanno un passato da colonie e voglio che questo fenomeno finisca, inoltre l’ONU ha tra i suoi scopi preminenti l’emancipazione dei popoli.
La situazione in Medio Oriente.
In medio oriente la Palestina ha dovuto dare sotto ordinanza dell’Inghilterra alcuni territori agli ebrei, dove vi si sono stabiliti, e soprattutto sono scappati durante la seconda guerra mondiale per fuggire dalla persecuzione di Hitler. Gli inglesi non stanno più dietro a questa faccenda così dopo la seconda guerra mondiale lasciano ogni potere sulla Palestina, che rimane in mano agli arabi. Gli ebrei che vi si sono trasferiti, non aspettano a dichiarare il primo stato ebreo, lo stato d’Israele. Ovviamente agli arabi non piace questo, perche si vedono togliere loro territori a maggioranza ancora araba. Tra il ’48 e ’49 scoppia la prima guerra tra arabi e ebrei (israeliani). Quasi un milioni di palestinesi sono costretti ad abbandonare la loro terra, ed inizia cosi un conflitto che sarà destinato a diventare sempre più acuto.
L’indipendenza indiana.
Un altro fatto di portata epocale e l’indipendenza dell’india ottenuta subito dopo la guerra, che provoca un grave problema. I musulmani considerano con preoccupazione un’india libera perche si ritroverebbero ad essere la minoranza. Dopo l’abbandono dell’Inghilterra, il territorio viene diviso in due stati, l’unione Indiana e il Pakistan. Quest’ultimo e stato assegnato ai musulmani. L’unione Indiana da il via ad una costituzione ma fa fatica a ripartire economicamente perche sono pesanti i segni lasciati da anni di colonialismo.
L’Asia sudorientale.
L’Indocina si trova invece a dover fare i conti con una Francia che non vuole perdere niente. Gli stati uniti cercavano di influenzare la Francia a favore dell’indipendenza del Vietnam, ma poi incominciano ad appoggiarla in favore della lotta contro il comunismo. Eccc
• La decolonizzazione dell’Africa.
Il disfacimento dell’impero coloniale francese.
Dopo la perdita del Vietnam i francesi vanno incontro in Africa ad un fallimento dopo l’altro. Il primo ad andarsene e la Tunisia che dopo la guerra diventa abbastanza potente da impedire alla Francia una sua continua dipendenza. Anche il Marocco ottiene l’indipendenza restando però una monarchia. Nelle altre colonie la Francia attuerà una tecnica diversa da quella della lotta, tenterà di assimilarle alla madrepatria, ma neanche questa tecnica funziona e uno dopo l’altro la Francia perde tutti i suoi territori, molto spesso anche con battaglie molto sanguinolente. Una di queste battaglie viene combattuta in Algeria. In questi territori la Francia non vuole assolutamente perdere la propria superiorità, parte così la rivolta. È una vera e propria guerra, i partigiani algerini sono riforniti dalla popolazione, e così la Francia dopo aver provato ad attuare trattative di pace e costretta ad intervenire pesantemente con torture e massacri. In Francia viene chiamato al governo De Gaulle che ha due strade, o la dominanza francese, e quindi continuare la guerra, o l’indipendenza dell’Algeria. Dopo molte discussioni, si indice un referendum che decide di dare l’indipendenza all’Algeria.
La sorte dell’africa britannica.
La Gran Bretagna ha una fase di decolonizzazione meno traumatica di quella francese, essa infatti non cerca di assimilare i paese sottoposti al suo dominio. E cosi anche qui uno stato dopo l’altro si formano dopo aver ricevuto l’indipendenza. Un’eccezione va fatta per il Kenya, che ha una situazione simile a quella algerina, infatti nello stato si formano due gruppi, quelli che vogliono la rivolta e quelli che sono filo britannici. Alla fine a causa di numerose rivolte gli inglesi sono costretti a lasciare l’indipendenza.
• Decolonizzazione e terzo mondo.
Ci sono voluti circa 500 anni per colonizzare e costruire imperi coloniali, mentre in soli 20 anni si sono distrutti tutti, infatti il processo di decolonizzazione e stato molto veloce. Questo processo ha portato alla coniazione di un nuovo termine il <terzo mondo>. Questo termine indica i paesi dell’Africa, Asia e America latina, e sono paesi poco o sotto sviluppati.

L’Unione Sovietica: dal dopoguerra alla sua fine.

• L’unione Sovietica: repressione nell’Europa orientale, <destalinizzazione>, sviluppo economico.
Uscita come grande potenze mondiale dal conflitto, l’Unione Sovietica si trova in difficoltà, essa infatti deve intraprendere immani compiti di ricostruzione dello stato. Per fare questo imbocca una strada di sacrificio al suo interno, vengono istituiti i gulag, ovvero dei campi concentramento e di lavoro dove sono richiusi avversari politici o nemici di vario genere. Hanno avuto molto sviluppo e vi sono passate circa 5 milioni di persone. All’esterno invece l’URSS compie una sistematica azione di assoggettamento in quasi tutti gli stati dell’Europa orientale. Si creano quindi gli stati satelliti, che sono controllati dalla Russia. Il 5 marzo del 1953 muore Stalin, e si crea un compito difficile, chi infatti sarà in grado di sostituire un uomo con così tanto potere? Viene nominato presidente del consiglio Malenkov, affiancato da Beria (capo della polizia), Molotov, altri tre e Kruscev. Si parla di <direzione collettiva>. La morte di Stalin fa nascere l’idea che sia morto anche il periodo del terrore e nato l’innalzamento del tenore di vita. Kruscev inoltre viene eletto capo del partito comunista. La morte di Stalin fa esplodere la questione tra Unione Sovietica e Stati satelliti. Scoppia subito una rivolta in Ungheria relativa alle condizioni di vita, ma subito repressa dalle truppe sovietiche. Inoltre si cerca di rimarginare il rapporto con la Iugoslavia, affermando che lo sviluppo socialista riguarda unicamente ciascun paese preso individualmente. Kruscev diviene sempre più leader politico, e attua una destalinizzazione. Presenta due rapporti, nel primo cerca di avanzare una pacificazione con i paesi capitalisti, migliorando le relazioni. Dichiarando inoltre che nei paesi occidentali i partiti comunisti possono entrare al potere anche senza guerra civile. Nel secondo rapporto che rimane segreto, si demolisce la figura di Stalin. Affermando che ha violato tutti i principi del socialismo. Ma non poteva far altro per poter raggiungere lo stato sovietico che ha ottenuto. IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI. Kruscev vuole eliminare gli eccessi senza mettere in discussione la struttura del paese. Nel ’48 si supera la produzione dell’anteguerra. Si sfruttano molto i gulag e il paese riesce a raggiungere il grado si superpotenza. Alcuni anni dopo sviluppa molto il settore tecnologico, mandando il primo satellite nella luna e con la creazione della prima centrale atomica.

• Tra guerra fredda e <destalinizzazione>. Il muro di berlino. Crisi in Polonia e rivoluzione in Ungheria.
Berlino e il luogo dove mondo occidentale e sovietico si toccano. Berlino ovest e ricca di benessere perche finanziata dall’America, mentre nella est e presente l’esercito e c’è la malavita. E per questo che molte persone scappano cercando di raggiungere altre città dell’ovest. L’URSS decide allora di murare la loro parte di città per interrompere questi movimenti. Questo muro diventa simbolo di impotenza della Russia e di volere reprimere la liberta delle persone.
Il primo paese dove avviene la destalinizzazione è la Polonia. Quando vengono avviate amnistie per le vittime dello stalinismo. Scende in sciopero moltissima gente, creando delle rivolte di segno antisovietico. Il vero e proprio crollo del regime comunista lo si ha in Ungheria dove studenti e operai si uniscono per chiedere maggiore liberta politica, e l’assunzione del potere da parte di Nagy. Scoppia quindi una repressione contro le truppe sovietiche che presiedono nel paese, queste si ritirano e viene messo al potere Nagy. Sembra che l’unione sovietica si sia arresa, in realtà le truppe passano al contrattacco. Togliendo Nagy dal potere e mettendo Kadar che non reinstaura un regime come prima ma preferisce passare per gradi alla liberta politica.

• La crisi del modello sovietico.
la crisi del modello sovietico e dovuto dal fatto che si pensava che questo modello potesse superare il modello capitalista, invece come si e dimostrato era un pensiero irrealista, perché questo modello era del tutto inadatto a portare delle grandi trasformazioni. Il risultato non e stato altro che una crisi del modello, non solo nell’unione sovietica, ma anche nei paesi satelliti.

• L’unione sovietica da Kruscev a Gorbaciov.
Dopo la morte di Stalin, sembra che Kruscev sia in grado di guidare il paese, il problema è che ci sono dei problemi molto grossi da risolvere: tensione con la Cina, riorganizzazione Economica, difficoltà con l’est europeo. Si decide così di destituire Kruscev e di ritornare alla guida collegiale.
Progressivamente questo potere viene raccolto nelle mani di Breznev. Si creano dei dissensi, come la comparsa di sindacati liberi, ovviamente subito repressi. Oppure le continue richieste degli ebrei russi di emigrare ad Israele.
Nasce una resistenza alla politica oppressiva del paese. L’agricoltura risulta arretrata, e Breznev comincia a pensare alla espansione. Aiutando e quindi ottenendo stati satelliti in molti paesi, come in Afghanistan. Anche se questo risulterà poi una trappola.
Nell’82 muore Breznev e prende il posto Gorbaciov. L’ascesa al potere di quest’uomo assume un profondo rinnovamento restando sempre ad un’ideologia comunista. Egli infatti è convinto che il sistema sovietico sia il migliore, cerca di rinnovarlo aggiungendo coraggio e determinazione. Afferma che il sistema politico è troppo rigido, inoltre non si riesce a contrastare i paesi capitalisti in queste condizioni. Esso inoltre si trova con Reagan, e decidono per il disarmo delle nazioni. Pone fino all’intervento in Afghanistan. Nonostante tutte queste buone azioni di Gorbaciov il sistema comunista si sgretola piano piano, dagli stati intorno fino all’unione stessa. A Gorbaciov il merito di non aver mai usato la violenza.

• La fine dell’unione sovietica.
Dopo aver perso Ettonia, Estonia e Lituania, perché si sono rese indipendenti. La Russia entra in uno stato di crisi economica e confusione, vi e un confronto tra comunisti riformatori e conservatori, tanto che i primi tentano un colpo di stato. Viene eletto Eltsin. Il fallimento di questo colpo fa avvenire dei fatti pochi anni prima ineccepibili. Viene bandito il partito comunista. Eltsin si rinforza. Negli anni seguenti si ha la sgretolazione della Russia in tanti piccoli stati, e l’Unione Sovietica cessa formalmente di esistere.
Si possono solo dare delle supposizioni sul fatto perché e rimasto un evento incredibile e imprevedibile:
1. Era troppo grande e rallentava un’evoluzione economica.
2. Era troppo grande anche per essere tutto interamente controllato dallo stato.
3. Era in ritardo con dei settori come l’informatica ecc.
4. Il riemergere del nazionalismo nei paesi che si sono formati dalla frantumazione dell’Unione.

• La Russia da Eltsin a Putin.
Fino al 2000 resta al potere Eltsin ma diminuisce sempre più la fiducia che gli viene data, finche non lascia il potere ad un uomo di fiducia Putin che viene rieletto nelle nuove elezione trionfalmente. In questi anni si sviluppa molto la criminalità organizzata.


• L’Europa dell’est dalla <primavera cecoslovacca> al crollo dei regimi comunisti.
L’Ungheria dopo la rivolta del ’56 resta con a capo Kadar che vuole ricostruire la nazione, in modo aperto. Grazie a Gorbaciov anche l’Ungheria conosce dei mutamenti come la cessazione del partito socialista (ex comunista) di detenere il monopolio del potere, sorgono quindi altri partiti. Inizia lo smantellamento dell’eredita comunista e l’apertura al libero mercato, che sfavorisce i più poveri.
In Cecoslovacchia non si è disponibili ad un’apertura politica, ma con alcune rivolte e con un nuovo capo politico inizia la primavera di Praga. Inizia la diminuzione del socialismo, l’unione sovietica teme il contagio di ciò che sta avvenendo negli stati vicini, così iniziano l’invasione senza resistenza, per l’inutile spargimento di sangue. Cosi i sovietici danno un nuovo capo che per i prox 20 anni non darà aria di cambiamento.
Con Gorbaciov anche il regime cecoslovacco inizia a crollare, ma la democrazia porta con se anche la divisione tra Cechi e Slovacchi. Anche gli altri paesi poi iniziano ad abbandonare il sistema comunista sempre con meno tensioni rivolte.

La dissoluzione della Jugoslavia, la tragedia della Bosnia-Erzegovina, la guerra in Kosovo.

La crisi del comunismo colpisce anche il regime instaurato da Tito. In un paese dove sono presenti moltissime regioni, e diversi popoli con usanze e religioni diverse. Quando queste regioni hanno nazionalità miste scoppiano anche delle guerre interne. Per questo motivo dal 1991 inizia la Slovenia e Croazia e poi tutti gli altri paesi iniziano a chiedere l’indipendenza.
La Guerra del Kosovo ha inizio perché era politicamente sotto il controllo della Serbia, che non vuole assolutamente perdere territori. La Serbia interviene brutalmente, tanto che viene fermata dalla NATO. Con l’obbiettivo sia di fermare l’esercito Serbo che piegare il regime. Alla fine Milosevic (governatore della Serbia) scende a patti con la NATO. Che decide di dare autonomia al Kosovo senza uscire dal territorio Serbo.
Questi attacchi che ha subito la Serbia minano il potere di Milosevic. Che nelle elezioni viene sconfitto da un uomo più aperto e moderato. Milosevic viene arrestato, lasciando il paese in una crisi economica devastante.

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