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La Polonia - storia


Le prime notizie storiche e quindi documentate della Polonia risalgono all’ VIII secolo d.C quando essa era abitata da alcune tribù, tra cui quella dei Polàni, che daranno il loro nome alla regione. Esse vivevano di caccia e di pesca, pur cominciando a praticare l’agricoltura.
Intorno al IX, il missionario San Metodio, diffuse fra queste popolazioni il Cristianesimo e nel secolo seguente, una famiglia locale, molto potente, riuscì ad imporre la propria volontà sulle altre famiglie, dando così origine alla dinastia dei Piasti.

Nel 970, cominciano i primi conflitti contro i Tedeschi che cercavano di occupare il territorio polacco; in seguito, il sovrano Mieszko I deve anche combattere contro i Russi che hanno le stesse mire tedesche. Al termine di un lungo conflitto, la Polonia deve cedere alla Russia alcune province orientali. Alla morte di Mieszko I, la Polonia fu interessata da una serie di lotte interne fra i vari principi con lo scopo di impadronirsi del trono, fu quindi divisa in vari ducati e più tardi, nel XII, essa fu annessa all’Impero tedesco da Federico Barbarossa.
Nel 1386, l’ultima discendente dei Piasti sposa Jagellone di Lituania e la dinastia dei Jagelloni regnerà in Polonia per circa due secoli. Quasi tutti questi sovrani si impegnano nella contro i Russi e contro i Tedeschi con esito favorevole. Essi favoriscono anche la cultura fondando l’università di Cracovia. Alla morte dell’ultimo sovrano, seguì un periodo di disordini interni causati dagli aristocratici che volevano impadronirsi del trono.
Verso la fine del XVI secolo, il popolo nomina re Sigismondo III Vasa, di origine svedese e marito dell’ultima erede della dinastia degli Jagelloni. Durante tale periodo, i Polacchi devono far fronte al pericolo turco che già avevano occupato alcuni porti polacchi del Mar Nero per togliere alla Polonia la possibilità di accedere al mare. Nonostante l’eroica resistenza dei Polacchi, l’esercito turco riesce ad arrivare fino a Varsavia e quando la situazione sembrava ormai definitivamente compromessa, Giovanni Sobieski si mette a capo dell’esercito ed organizza la rivincita e dal 1672 al 1696, i Turchi sono costretti ad abbandonare tutte le loro conquiste.
Alla morte di Giovanni Sobieski, la Polonia torna di nuovo ad essere un campo di battaglia fra Russia e Germania a cui si aggiungono anche Prussia e Svezia. Addirittura la Russia si arroga il diritto di eleggere i sovrani polacchi. Purtroppo, nel 1772, la Polonia deve cedere alla Russia un terzo del suo territorio e venti anni più tardi passano alla Russia altri territori. La rivolta dei Polacchi, comandati da Taddeo Kosciuszko non si fa attendere, ma gli insorti sono pesantemente sconfitti- Nel 1794, la Polonia è costretta a cedere alle potenze vincitrici tutti i territori restanti, per cui la situazione geo-politica polacca, alla fine del XVIII risulta essere la seguente:
- la Russia annette la Lituania, la Polessia, la Volinia, l’Ucraina e la Podolia;
- l’Austria annette la Galizia e la Piccola Polonia;
- la Prussia occupa la Grande Polonia e la Masovia, con la capitale Varsavia.
Nel XIX secolo, i Polacchi organizzarono, invano, diverse insurrezioni per riacquistare l’indipendenza. Soltanto la Prima Guerra Mondiale offrì alla Polonia l’opportunità di diventare indipendente. Infatti il trattato di pace di versailles le restituì quasi tutti i suoi territori e le concesse di servizi della città di Danzica come sbocco al mare, creando il famoso corridoio di Danzica che separava in due la Germania e la cui presenza costituirà una de cause della Seconda Guerra Mondiale che vedono il territorio polacco occupato sia dalla Germania nazista che dalla Russia. Dopo un periodo di repubblica popolare all’interno dell’egemonia comunista al di là della cortina di ferro, oggi la Polonia è una repubblica parlamentare e fa parte dell’Unione Europea.
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