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Novità politiche dell’età giolittiana


Nuovo clima politico


Giolitti ricopre un ruolo politico (prima ministro degli interni, poi presidente del Consiglio) per un tempo molto lungo, che va circa dal 1903 al 1914. Ciò permise:
- Continuità alla sua azione politica;
- Progresso economico sociale.

Rapporti politici


Egli riuscì a capire l’importanza dei due grandi partiti di massa che andavano prendendo sempre più potere e fu abile a portarli dalla sua parte: socialisti e cattolici. Per assicurarsi un elevato consenso ricorse alla pratica del trasformismo, clientelismo e corruzione.
- Fondamentale fu il rapporto che egli fu capace di instaurare con i movimenti sindacali e con il partito socialista (la parte riformista con esponenti quali Turati, Treves) tanto che ai movimenti operai dell’inizio del secolo non si oppose con violente manifestazioni (come invece aveva fatto prima di lui Di Rudinì con il comando di Bava Beccaris di sparare sulla folla pacifica scioperante).

Adottò quindi diverse scelte in questo senso: il rispetto al diritto dello sciopero, il riconoscimento dei sindacati, una legislazione sociale.

- Giolitti favorì l’ingresso dei cattolici nella vita politica italiana, facendo in modo che il non-expedit, la bolla papale del 1870 che non consentiva ai cattolici né di eleggersi né di votare, si attenuasse sempre più.

Nazionalismo


Si diffuse un nazionalismo bellicista e antidemocratico che confluì nella formazione di un partito antidemocratico e colonialista –basti pensare che in questo contesto agiscono personaggi quali i futuristi e Gabriele D’Annunzio-. Si sviluppano quindi anche corrieri e giornali quali ‘Il Regno’, ‘Il Tricolore’, ‘La grande Italia’, con un intento propagandistico.

Provvedimenti dal 1901 al 1903


- Lo sciopero venne legalizzato
- Vennero tutelati i lavoratori anche invalidi e malati
- Prosegue la tutela delle donne in maternità e del lavoro minorile
- Per tutelare e sviluppare il sud, industrialmente arretrato rispetto al Nord, Giolitti fece avviare la costruzione di un polo industriale vicino Napoli e incentivò la costruzione di un acquedotto in Puglia. Tali provvedimenti non vennero però mai portati in atto fino in fondo, il Sud restò comunque un serbatoio da cui attingere voti.
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