Concetti Chiave
- Perón, inizialmente ministro del Lavoro, implementò politiche sociali che aumentarono il consenso tra le masse popolari, come aumenti salariali e introdotto la tredicesima mensilità.
- Il suo governo, caratterizzato da giustizialismo e nazionalismo, cercò di unire le classi sociali e mantenere un non allineamento ideologico in campo internazionale.
- La popolarità di Perón crebbe grazie anche al sostegno di Eva Duarte, ma subì un drastico calo a causa di una crisi economica e della morte di Evita nel 1952.
- Nel 1955, un colpo di Stato militare rovesciò Perón, costringendolo all'esilio, mentre l'ideologia peronista continuò a circolare in Argentina.
- Perón tornò dall'esilio nel 1973, accolto trionfalmente, e vinse le elezioni presidenziali pochi mesi dopo, prima della sua morte nel 1976.
Ascesa politica di Perón
Perón fece parte del gruppo degli ufficiali filofascisti che, in Argentina, nel giugno 1943, fece cadere il presidente Castillo.
Politiche sociali e consenso
Inizialmente fu ministro del Lavoro e successivamente vicepresidente della repubblica Argentina. In tali vesti, varò una politica sociale che gli permise di conquistare un ampio e duraturo consenso fra le masse popolari. Mise mano agli aumenti salariali, diminuì gli orari di lavoro e introdusse la tredicesima mensilità. E classi popolari furono favorite da un articolato programma di previdenza sociale. Sostanzialmente, il suo modello di sviluppo socioeconomico era basato su di una formula di conciliazione fra interessi sociali distinti di cui lo Stato si portava garante. Si trattava di una sorta di democrazia sociale intesa come superamento della democrazia liberale che per Perón era solo espressione di minoranze oligarchiche.
Tentativi di rovesciamento e dittatura
Nel 1945, ci fu un tentativo da parte delle opposizioni di rovesciare il suo governo a causa della posizione fascista assunta, arrivando perfino a farlo arrestare. Una sollevazione popolare, obbligo a insediarlo nel suo ruolo di presidente. Le sue elezioni avvennero a larga maggioranza sulla base di un programma molto populista, nazionalista e tendente alla modernizzazione del paese e ciò gli valse il consenso popolare e di tutte le forze politiche. Di fatto, egli instaurò una dittatura, basata sul “giustizialismo”, caratterizzata da non allineamento ideologico in campo internazionale, dal nazionalismo, dall’autarchia e dal populismo e che auspicava la collaborazione tra le classi sociali in nome della solidarietà nazionale e affidava all’esercito un ruolo di mediazione sociale e di direzione politica.
Successi e declino del regime
Nei primi cinque anni, cioè dal 1947 al 1951, il regime peronista ottenne alcuni brillanti successi, la sua popolarità crebbe moltissimo, anche perché sostenuto dalla presenza della sua compagna e collaboratrice Eva Duarte, chiamata anche “Evita”. Essa fu l’artefice di un programma sociale che ebbe una forte ricaduta propagandistica. Il programma di Perón dovette però essere ridimensionato agli inizi degli anni Cinquanta a causa di una sopravvenuta crisi economica. Quando nel 1952, Eva morì, la popolarità del regime peronista diminuì bruscamente anche perché esso entrò in conflitto con la Chiesa, fatto che gli fece perdere l’appoggio ecclesiastico. Continuamente ostacolato e minato da ribellioni e opposizioni sempre represse duramente, nel 1955 un colpo di Stato militare rovesciò il Governo di Perón. L’uomo fu costretto all’esilio, ma l’ideologia peronista continuò a circolare ancora per molto tempo nel paese.
Esilio e ritorno di Perón
Infatti, nel 1973 quando il potere fu assunto dal peronista Hector Cámpora, Perón poté rientrare dall’esilio e fu accolto con un grande trionfo. Si presentò alle elezioni presidenziali che si tennero tre mesi dopo che egli vinse con una larga maggioranza. Morì nel 1976.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali politiche sociali introdotte da Perón durante il suo governo?
- Come si caratterizzò il regime di Perón dal punto di vista politico?
- Quali fattori contribuirono al declino del regime peronista negli anni Cinquanta?
- Qual è stata la sorte di Perón dopo il colpo di Stato del 1955?
Perón, come ministro del Lavoro e vicepresidente, implementò politiche sociali che includevano aumenti salariali, riduzione degli orari di lavoro e l'introduzione della tredicesima mensilità, conquistando così un ampio consenso tra le masse popolari.
Il regime di Perón si basò sul "giustizialismo", un modello di governo che promuoveva il nazionalismo, l'autarchia e il populismo, cercando di mediare tra le classi sociali in nome della solidarietà nazionale, ma instaurando di fatto una dittatura.
Il declino del regime peronista fu causato da una crisi economica, dalla morte di Eva Duarte nel 1952, che ridusse la popolarità del governo, e da conflitti con la Chiesa, che portarono alla perdita del supporto ecclesiastico e a un crescente malcontento.
Dopo il colpo di Stato del 1955, Perón fu costretto all'esilio, ma l'ideologia peronista continuò a influenzare la politica argentina fino al suo ritorno nel 1973, quando fu accolto trionfalmente e vinse le elezioni presidenziali.