Video appunto: Dittatura di J.Perón in Argentina
[h2La dittatura di J.Perón in Argentina

Juan Domingo Perón faceva parte del gruppo di ufficiali filofascisti che nel giugno 1943 provocarono la caduta del presidente argentino Castillo. Come Ministro del Lavoro prima e vicepresidente della Repubblica Argentina dopo, varò una politica sociale molto ampia che gli permise di conquistare un consenso popolare molto ampio e duraturo.
Nello specifico, aumenti salariali, diminuzione dell’orario di lavoro, tredicesima. Nel 1945, a causa delle sue posizioni ideologiche fasciste, l’opposizione tentò di rovesciare il suo governo. Questo provocò un sollevamento popolare che porto al suo re insediamento. Il 26 febbraio 1946, fu eletto presidente con un largo consenso, sulla base di un programma populista, nazionalista e volto alla modernizzazione del paese a tal punto che gli valse l’appoggio del popolo e di tutte le forze politiche. Da allora in poi, egli istaurò una dittatura di fatto che augurava la collaborazione tra le classi sociali in nome del principio della solidarietà nazionale ed affidava all’esercito la direzione politica (alleanza popolo-forze armate) in opposizione al blocco liberale-oligarchico.
Bisogna riconoscere che durante i primi 5 anni di presidenza, Perón ottenne diversi brillanti successi, soprattutto nel campo delle infrastrutture dei servizi. Fu avviata anche la nazionalizzazione del sistema bancario e delle compagnie straniere che operavano nel paese. Per questo, successivamente la sua popolarità diventò enorme grazie alla collaborazione della sua compagna Eva Duarte, chiamata dal popolo Evita, che creò la Fondazione Eva Perón. Essa fu la realizzatrice di molti programmi sociali con enormi ricadute di tipo propagandistiche. Essa dette un contributo determinante del voto femminile. Evita morì nel 1952 e questo contribuì bruscamente a far diminuire la popolarità del regime che nel frattempo entrò in conflitto anche con la Chiesa. Tre anni dopo, nel 1955, anche a causa di una recessione economica, il regime peronista fu rovesciato da un colpo di Stato, appoggiato dalle opposizioni e dalla borghesia stanche di ribellioni sempre duramente represse.